Serie D, la Reggina presenta ricorso. Il Savoia risponde: "Ritiratelo e chiedete scusa"
Volano gli stracci nel girone I di Serie D, concluso sul campo con la vittoria del Savoia. Ad accendere la miccia è stata la Reggina, che ha presentato un ricorso nei confronti del Messina lo scorso 30 aprile, contestando la validità dell'iscrizione al campionato dei siciliani e i relativi tesseramenti, con l'obiettivo di ottenerne l'esclusione dal campionato. In quel caso verrebbero annullati tutti i risultati maturati durante la stagione dai giallorossi e riscritta la classifica in favore della Reggina, che ha raccolto appena un punto contro i calabresi, a fronte dei sei conquistati dal Savoia. Non si è fatta attendere la risposta degli oplontini, che hanno attaccato duramente la dirigenza amaranto in un comunicato firmato dal presidente Nazario Matachione: "Oggi avete perso un’altra istanza cautelare. La seconda sconfitta in tribunale dopo quella maturata sul campo.
Non vi è bastato perdere sportivamente? Perché continuare ad umiliare una città come Reggio Calabria, una piazza storica del calcio italiano, con una tifoseria straordinaria che merita rispetto e dignità?
Oggi, nel vostro percorso, si sono unite anche altre società sconfitte sul campo, ma voi rappresentate una storia importante e non potete continuare a collezionare figuracce davanti alla giustizia sportiva. Per questo vi suggerisco di ritirare il ricorso e a chiedere scusa ai vostri tifosi, alla città di Messina, alla città di Reggio Calabria e ai miei colleghi presidenti — non vostri — che hanno avuto la sola responsabilità di salvare il calcio a Messina, acquistando il titolo sportivo attraverso una procedura pubblica e legittima svolta in tribunale. In caso contrario, ci costituiremo formalmente nel procedimento con aggravio di spese e costi a vostro carico, richiedendo altresì il risarcimento dei danni per lite temeraria. Quanto eventualmente riconosciuto sarà donato a iniziative a favore della tifoseria organizzata della Reggina, che sta pagando il prezzo più alto di questa vicenda".
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