Triestina, senti Piscopo: "Trieste ha bisogno di un progetto sportivo degno"
Il momento buio della Triestina, tornata ufficialmente in Serie D dopo anni di instabilità, rievoca ricordi dolci e amari in chi ha vissuto la rinascita alabardata del post-fallimento 2012. Tra i protagonisti di quel quadriennio spicca Luca Piscopo, difensore che ha difeso il "Picchio" dall'Eccellenza fino alle storiche salvezze in quarta serie, vivendo in prima persona il caos di gestioni societarie turbolente.
Intervistato dal Piccolo, per una riflessione ampia sul momento critico dell'Unione, l'ex capitano non nasconde il suo dispiacere per la parabola discendente del club: "Vedere la Triestina ricascare così in basso non è affatto piacevole. I troppi cambi di proprietà hanno penalizzato la squadra e allontanato la tifoseria. Al di là dei debiti da saldare, Trieste ha bisogno di un progetto sportivo degno, con una visione diametralmente opposta a quella degli ultimi anni". Per ripartire dai dilettanti, secondo Piscopo, la chiave è una sola: "Serve credibilità. C'è bisogno di figure serie che sappiano di calcio e che possano riconquistare l'affetto viscerale della gente, che si è sentita tradita".
Nonostante le difficoltà attuali, il difensore goriziano ha voluto rendere omaggio al gruppo che ha concluso l'ultimo campionato tra mille peripezie: "I ragazzi hanno onorato la maglia. Quando non giochi con la testa libera è difficile rendere al massimo, quindi va dato grande merito allo staff e ai calciatori per non aver mai mollato". Sul suo futuro personale, Luca Piscopo - reduce dal successo in Coppa Italia d'Eccellenza con la Juventina - non ha dubbi: "Ho già il patentino UEFA B per allenare fino alla D, ma mi sento ancora un calciatore e voglio giocare ancora per qualche anno".
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