San Marino, Poletti resta? Forse, ma c'è un accordo con il Rimini
La volontà è quella di restare a San Marino, ma c’è quell’impegno preso in precedenza con il Rimini che pende sulla testa di Davide Poletti. Il destino del giocatore, conteso da mesi dalle due società distanti tra loro una ventina di chilometri, si deciderà a breve. L’esterno, insieme al suo procuratore Alessandro Ranieri, è infatti in procinto di incontrare le due società, per poi pervenire ad una decisione. L’incontro con i dirigenti biancorossi dovrebbe esserci stato già ieri sera e in settimana dovrebbe toccare al San Marino. La situazione è abbastanza ingarbugliata e vede coinvolte anche altre società. “La volontà di Davide - spiega il suo procuratore- era quella di aspettare la fine del campionato per decidere. Le offerte, per lui, sono diverse: Cesena, Carpi, Carrarese... Al momento quella più generosa è quella del Rimini, ma l’offerta di Pretelli, che recentemente ha rilanciato, dimostra la volontà del San Marino di volersi tenere il ragazzo”. In sostanza un’offerta un po’ più bassa, ma ciò che cambierebbe è la durata del contratto. La società biancazzurra, infatti, potrebbe proporre a Poletti un biennale con opzione per il 3° anno, contro i due anni che avrebbe messo sul piatto il Rimini. A far pendere l’ago della bilancia sul San Marino, la stessa volontà del giocatore, come dichiarato sabato, durante la festa promozione. “Poletti vorrebbe rimanere a San Marino -prosegue Ranieri - ma ci eravamo impegnati con il Rimini e per me la parola data ha un valore. Comunque, l’obiettivo principale è sempre quello di assecondare la volontà del giocatore e Davide è molto legato al San Marino e all’ambiente. Se invece guardiamo il lato economico, l’offerta del Rimini non è da sottovalutare”. Soprattutto per un giocatore di 31 anni, in attesa del secondo figlio. Bisognerà vedere, però, come il Rimini avrà preso il “voltafaccia” di Poletti.
Poletti a parte, il San Marino dovrà fare presto a contrattualizzare quei giocatori che rientrano nei piani della società per la Prima Divisione. Con Fogacci, per esempio, l’accordo di massima c’è già da inizio anno, ma sarà opportuno definire la situazione prima che spuntino altre società, e con offerte più generose.
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