Spezia, la caccia al ds non finisce: Angelozzi dice no, Lovisa al bivio, Gemmi scala posizioni
L'edizione odierna del Secolo XIX ricostruisce un valzer di nomi che tiene in fibrillazione la tifoseria aquilotta. Guido Angelozzi, dopo aver lasciato il Cagliari, non andrà alla Cremonese e non andrà nemmeno allo Spezia: il dirigente catanese ha bisogno di tempo, quello che il club aquilotto non ha. Nuovi tentativi in giornata, ma convincerlo sembra difficile. Leandro Rinaudo resta uno dei più gettonati ma anche quello meno attratto dall'operazione, con dubbi mai del tutto chiariti. Il nome più caldo è quello di Matteo Lovisa, dirigente friulano ex Stabia e Pordenone, considerato uno dei più illuminati tra i giovani ds italiani, indicato anche da Cristiano Giuntoli come profilo di qualità. Lovisa gioca però su più tavoli contemporaneamente: ha chiesto allo Spezia di scegliere entro l'8 o il 9 giugno, perché mercoledì 10 il Sudtirol è pronto ad annunciarlo, avendo già raggiunto un accordo di massima triennale a 350mila euro a stagione. Scala posizioni intanto Roberto Gemmi, figura solida e ben vista da una parte del board, profilo da lavoratore silenzioso che giorno dopo giorno guadagna terreno. Ai margini solo apparentemente Delli Carri e Artico, con il primo che in passato a Pescara aveva avuto intuizioni notevoli: Baldini, poi Zeman, fino allo stesso Di Francesco. Romairone invece sembra uscito dai radar per cercare una collocazione in Serie B.
In attesa di capire chi guiderà l'area tecnica, il quotidiano genovese dedica spazio anche alla parabola di Vincenzo Italiano, ex allenatore dello Spezia che ripartirà dalla panchina del Besiktas con un biennale da 6 milioni di euro netti a stagione. Una storia d'ingaggio straordinaria: nel 2018 a Trapani percepiva 30mila euro l'anno. Arrivò allo Spezia con un biennale da 100mila il primo anno e 110mila il secondo. Nel percorso verso la promozione in Serie A, tra premi playoff, semifinali e finale, arrivò a totalizzare 360mila euro. In A l'aggiornamento fu a 350mila, poi a 500mila il primo anno e 600mila il secondo nella stagione successiva. Fu in quel contratto che venne inserita la clausola rescissoria da un milione che gli complicò la vita al momento dell'addio. Poi Firenze, poi Bologna, ora Istanbul. In due anni porterà a casa 12 milioni. Da 30mila euro a 6 milioni a stagione: pochi hanno moltiplicato pani e pesci come lui.
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