Campobasso, Mangia: "Siamo in piena emergenza, serve un altro giocatore"

Campobasso, Mangia: "Siamo in piena emergenza, serve un altro giocatore"TMW/TuttoC.com
Devis Mangia
Oggi alle 11:40Primo piano
di Valeria Debbia
Eliminato il Latina. Il mister si gode il clean sheet: "Volevo finisse 2-0, ma stiamo forzando troppi ragazzi"

Il Campobasso elimina il Latina con un secco 2-0 che permette ai lupi di accedere ai quarti di finale di Coppa Italia Serie C Regionale Trenitalia. In sala stampa arriva quindi il commento di mister Devis Mangia.

Mister, sul rientro in panchina sono arrivate due vittorie in due partite. Quanto pesa la presenza dell'allenatore a bordo campo?

"Io cerco soltanto di dare il mio contributo. Ai ragazzi, all'inizio dell'anno, ho dato una sola certezza: 'Ragazzi, vi garantisco che sbaglierò'. Questo loro lo sanno. Cerco di fare il mio, ma quello che conta davvero è lo spirito e l'atteggiamento che stanno mostrando in questo momento. Credo sia evidente un certo cambiamento, ma penso che faccia parte del normale percorso di crescita di una squadra che deve ancora completare la propria formazione. Adesso probabilmente questo processo sta prendendo forma".

È arrivato anche un clean sheet, nonostante una difesa rimaneggiata a causa dei tanti infortuni. È una delle note più positive della serata?

"Assolutamente sì. Infatti negli ultimi minuti cercavo di mantenere alta la tensione proprio perché non volevo subire gol. Anche sul 2-0 volevo che la partita finisse in quel modo. Paradossalmente, pur avendo inserito un giocatore offensivo in più, stiamo trovando un certo equilibrio. Ma l'equilibrio nasce dal fatto che i giocatori hanno capito che, per giocare in un certo modo, bisogna sacrificarsi. E loro si stanno sacrificando tanto, tutti. Questo per me è un segnale molto importante. Prima della partita un allenatore prova sempre a immaginare diversi scenari e a preparare determinati cambi, soprattutto in un turno infrasettimanale. Invece, per tanti motivi, siamo stati costretti a riproporre la stessa squadra che aveva giocato sabato e non ho potuto fare quello che avevo programmato. A parte il cambio tra attaccanti, con Alessandro (Galeandro, ndr) che ha iniziato benissimo e Simone (Leonardi, ndr) che è entrato altrettanto bene, gli altri cambi sono stati praticamente tutti obbligati. Anzi, devo ringraziare Salines. Nella mia testa avrebbe dovuto giocare soltanto gli ultimi venti minuti per reinserirsi gradualmente. Alla fine ne ha giocati settanta. Era normale che non riuscisse a terminare la partita, ma avevamo bisogno di lui. Anche lui ha bisogno di lavorare, però il suo impatto è stato comunque positivo".

Questa è una competizione a cui il Campobasso tiene molto. Dopo aver raggiunto i quarti di finale e con lo Spezia nel prossimo turno, si può pensare di arrivare fino in fondo?

"Penso che stiamo dando un segnale chiaro anche sotto questo aspetto. La società ha sempre evidenziato quanto tenga a questa competizione e noi stiamo cercando di affrontarla nel miglior modo possibile. Adesso, però, dobbiamo tornare a concentrarci sul campionato, perché lì abbiamo bisogno di sistemare alcune cose. Quando arriverà il momento del quarto di finale lo affronteremo con la massima serietà. Se guardiamo il tabellone, probabilmente abbiamo pescato l'avversario peggiore possibile. Però giocheremo in casa, ci sarà l'ambiente giusto e dovremo farci trovare pronti per provarci. Se riuscissimo a superare questo turno, poi il percorso diventerebbe davvero interessante".

Sembrava una partita complicata sulla carta: il ritorno dalla trasferta di Bergamo, gli impegni ravvicinati e qualche problema di organico. Invece è arrivata una vittoria convincente. È il segnale di una squadra che sta crescendo? 

"Sì, l'analisi mi sembra corretta. In questo momento abbiamo bisogno di questo tipo di calcio. Stiamo, tra virgolette, sacrificando qualcosa nel possesso palla perché abbiamo più giocatori da duello, da spunto e da campo aperto. Però è quello che serve oggi. Probabilmente occupiamo meglio il campo e questo ci permette di trovare quell'equilibrio che stiamo cercando. È chiaro che mi piacerebbe avere più possibilità di gestire determinate situazioni. Adesso, sinceramente, non so ancora chi avrò a disposizione per domenica e dovremo capire bene come stanno tutti. Probabilmente, dopo l'arrivo di un giocatore, ne servirà anche un altro perché in questo momento stiamo facendo un po' fatica nella gestione delle risorse. Dobbiamo continuare a trasformare le difficoltà in opportunità e soprattutto mantenere questo atteggiamento, perché è quello che ci sta dando tanto. Ci sono anche giocatori che sto forzando un po', pur non essendo al massimo della condizione, ma l'atteggiamento che stanno mostrando ci sta aiutando molto".

Chi arriva a stagione in corso deve essere immediatamente pronto a dare una mano?

"Non è affatto semplice. Prendiamo l'esempio di Pacciardi: nella mia testa la partita non doveva essere gestita in questo modo. Però poi si è verificato il problema di Celesia, c'era Salines da gestire e meno male che avevamo un difensore in più a disposizione. Emmanuel non ce la faceva più e siamo stati costretti a intervenire. Avrei voluto gestire diversamente alcuni cambi, ma alla fine sono stato obbligato a portarli molto vicino al termine della gara perché temevo che potessero esserci altri problemi fisici. Meno male che non abbiamo anticipato certe sostituzioni, perché a un certo punto non ce la facevano più nemmeno Carfora e Salines. Abbiamo dovuto modificare tutto in corsa. Anche Coccia era stanchissimo, ma a quel punto doveva restare in campo. Sono dinamiche che dobbiamo imparare a gestire. Adesso abbiamo tre giorni che saranno dedicati quasi esclusivamente al recupero in vista della partita di domenica".

Ci sono novità sulle condizioni di Celesia?

"No, sinceramente non so ancora nulla di preciso. Ha accusato un problema, credo al ginocchio o comunque alla gamba, ma non ho ancora avuto modo di approfondire la situazione. La cosa positiva è che l'ho visto lasciare lo stadio sulle sue gambe, a differenza di quanto accaduto qualche settimana fa. Vedremo nelle prossime ore. Il suo cambio era obbligato, così come quello di Di Vico, che aveva subito una botta al quadricipite e non riusciva più a proseguire. Poi si sono aggiunti altri problemi e adesso dovremo fare la conta per capire con chi potremo lavorare nei prossimi giorni".