Brescia, Corini recrimina: "Rigore netto, il braccio viene allargato in modo evidente"

Brescia, Corini recrimina: "Rigore netto, il braccio viene allargato in modo evidente"TMW/TuttoC.com
Eugenio Corini
Oggi alle 11:00Primo piano
di Valeria Debbia
L'Union Brescia cede 2-1 al Cittadella ed esce dalla Coppa. Il tecnico: "Meritavamo i rigori, sul secondo gol c'era un blocco"

Union Brescia eliminato dalla Coppa Italia Serie C Regionale Trenitalia dopo il ko interno contro il Cittadella. Un primo tempo conclusosi in parità, con Di Molfetta a rispondere a Ihnatov e poi nella ripresa la rete di Redolfi a far pendere l'ago della bilancia a favore dei granata. In sala stampa è quindi intervenuto mister Eugenio Corini e non sono mancate le polemiche.

Al di là del risultato, il Brescia ha disputato una partita più che dignitosa. Che valutazione fa?

"Abbiamo fatto una partita seria e sinceramente meritavamo un risultato diverso. Sono contento perché Pasini, che non giocava da tantissimi mesi, ha retto per 95 minuti. Sørensen ha disputato una partita molto importante, il giovane Coulibaly ha tenuto 60-65 minuti a un ottimo livello e abbiamo visto anche un altro ragazzo della Primavera che sta facendo bene. Abbiamo messo dentro tante cose positive questa sera e, per ciò che si è visto in campo, credo che meritassimo almeno di chiudere in pareggio e giocarci la qualificazione ai rigori. Per me c'erano tutte le condizioni per arrivarci. È un peccato che non sia stato concesso quel calcio di rigore perché, a mio avviso, c'erano tutti gli estremi. Poi il rigore bisogna anche segnarlo, ma probabilmente ci avrebbe consentito di arrivare ai tiri dal dischetto. Ci tenevamo a fare una gara importante e a passare il turno, quindi c'è dispiacere. Allo stesso tempo, però, abbiamo ottenuto risposte importanti che era fondamentale cercare in questa partita".

Si può leggere questa eliminazione in maniera pragmatica, come un impegno in meno per una squadra che punta forte sul campionato? E ha avuto modo di confrontarsi con l'arbitro sull'episodio del rigore?

"Quando vuoi costruire una mentalità vincente, ogni partita è importante. Per questo ci tenevamo davvero a passare il turno. C'era grande voglia da parte di tutti, soprattutto di quei ragazzi che nell'ultimo periodo hanno giocato meno. Penso ancora a Pasini, che non giocava da tantissimo tempo. Il dispiacere nasce proprio dalla volontà che avevamo di andare avanti nella competizione. La prestazione, però, per me è stata seria. Con l'arbitro non ho parlato direttamente, ma mi è stato riferito che ha ritenuto congruo quel movimento. Io invece credo che il braccio venga allargato in maniera evidente e che senza quell'intervento si sarebbe sviluppata un'azione diversa. Credo inoltre che sul secondo gol ci fosse anche un blocco su Mercati che non gli ha consentito di saltare in maniera pulita sul calcio d'angolo".

Davanti ha dovuto fare i conti con diverse assenze. Come stanno Spagnoli e gli altri giocatori che avevano qualche problema fisico?

"Per quanto riguarda Spagnoli stiamo lavorando per consentirgli di rientrare. L'obiettivo è averlo a disposizione per la prerifinitura e la rifinitura di venerdì, quindi siamo moderatamente ottimisti. Abbiamo gestito anche Rizzo Pinna e Casasola perché arrivavano da qualche problema accusato dopo l'ultima gara di campionato. Tiago era in panchina più per stare vicino ai compagni che per essere realmente impiegabile, visto che in questi giorni ha svolto lavoro differenziato. Però siamo fiduciosi sul loro recupero. Sono contento anche di Marras, che ha aggiunto altri 15-20 minuti importanti, e di Di Molfetta. La staffetta tra loro era programmata in vista della partita di domenica, non era una scelta tattica. Di Molfetta sta crescendo, ha qualità e ha fatto bene anche questa sera. Alcune situazioni le ho gestite pensando più ai minutaggi che alla lettura della partita, ma la volontà era comunque quella di passare il turno".

Al di là dell'eliminazione, cosa ti lascia questa partita dopo una settimana particolarmente intensa?

"Era un impegno importante perché ci permetteva di dare minutaggio a diversi giocatori che ne avevano bisogno. Di Molfetta è tornato a giocare dall'inizio, Pasini non scendeva in campo da molto tempo, Sørensen ha aggiunto altri novanta minuti. Anche De Maria, dopo il problema all'adduttore, aveva bisogno di giocare tutta la partita. Lo stesso vale per Frigerio, Lamesta e altri ragazzi che nelle ultime settimane avevano giocato poco. Da questo punto di vista è stata una serata utile, perché ci ha consentito di migliorare la condizione generale del gruppo. L'emergenza resta soprattutto nel ruolo di centravanti, ma per il resto abbiamo recuperato diversi giocatori. Speriamo ora di recuperare anche Spagnoli, che stava facendo molto bene. Adesso tutta la nostra attenzione è rivolta alla partita di domenica. Dobbiamo iniziare a lasciare un segno su certi campi. Non basta più creare le condizioni per vincere: adesso dobbiamo vincere queste partite. Mi aspetto che la squadra faccia questo passo in avanti".

Le gare contro il Cittadella, tra campionato e Coppa, hanno rafforzato la consapevolezza della forza del gruppo?

"Questa consapevolezza ce l'abbiamo già. L'avevo detto anche prima della gara di campionato: non vedevo l'ora di confrontarmi con loro. Ci siamo affrontati due volte. Una partita l'abbiamo vinta noi, una l'hanno vinta loro e adesso continueranno il loro percorso in Coppa Italia mentre noi penseremo esclusivamente al campionato. La consapevolezza delle nostre qualità era chiara già prima. Quello che ci ha fatto arrabbiare in alcune occasioni è aver lasciato per strada punti che sentivamo di poter prendere. Ecco, quel 'poter prendere' deve diventare 'prendere'. È questo il salto di qualità, la cattiveria sportiva che dobbiamo mettere dentro. Ci sono partite che devi vincere trovando le soluzioni giuste. È uno step che chiedo alla squadra e abbiamo già un'occasione importante per dimostrarlo domenica".

Di Molfetta sembra in crescita costante. Quanto può essere importante nel prosieguo della stagione? E su Zennaro ci sono novità?

"Di Molfetta mi sta piacendo molto da quando è rientrato. Aveva bisogno di minuti e ogni volta che è entrato ha dimostrato di stare bene. Anche stasera ha giocato una partita importante. Su Zennaro stiamo lavorando per averlo disponibile ad Arzignano. Purtroppo ha avuto questo problema alla caviglia e stiamo cercando di recuperarlo il prima possibile. Per quanto riguarda Di Molfetta, era rientrato bene già in Coppa contro la Giana, poi alcuni fastidi fisici ne hanno rallentato il percorso. Adesso stiamo trovando continuità. I sessanta minuti giocati oggi erano molto importanti e, come ho detto, la sostituzione era già prevista. È un giocatore che ha fiducia nei propri mezzi, qualità tecnica e personalità. Può determinare le partite con assist e gol. Averlo recuperato è molto importante per noi".

Ha fatto discutere la sua conferenza stampa dopo la partita di sabato. L'ha sorpresa la reazione di chi non era abituato a vederla così diretto?

"No, ormai non mi sorprende più nulla. Non mi aspetto niente. Faccio quello che sento, che nasce da riflessioni e pensieri profondi. Così come io accetto ciò che ricevo, credo sia giusto che venga accettato anche il mio modo di esprimermi. Chi mi conosce davvero sa quanta passione ci sia dentro di me, quanto sia forte il desiderio di fare bene e quanto grandi siano le mie motivazioni. Magari cambia il modo di comunicare, il tono o la forma, ma la sostanza resta la stessa. A volte ti aspetti che dall'altra parte ci sia una certa capacità di comprendere alcune cose e non sempre succede. Per questo, ogni tanto, si prova a cambiare modo di dirle, anche se il concetto rimane identico".