C'era una volta il Granducato di Toscana, storia di un disastro

04.05.2021 12:00 di Stefano Scarpetti   Vedi letture
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Quattro retrocessioni nel giro di un'ora per le toscane, questo è il severo bilancio dell'ultima giornata di campionato - per certi versi temuto alla vigilia - dei due gironi di terza serie in cui Arezzo, Livorno, Lucchese e Pistoiese erano inserite. Una sorta di domino non totalmente inaspettato visto l'andamento a dir poco accidentale delle compagini del granducato. Una sorta di fine di un'era, se consideriamo che nella stagione 2017-18 erano addirittura 10 le squadre. Negli ultimi quattro anni altrettante squadre hanno abbandonato il professionismo retrocedendo direttamente oppure in seguito a problematiche societarie: lo scorso anno la Robur Siena mentre due stagioni orsono fu la Lucchese a non riuscire ad iscriversi al torneo di competenza. Come si usa dire non è più tempo di "vacche grasse" quando la terza serie era caratterizzata da una infinità di derby.

Certo questo numero così ampio di retrocessioni senza nemmeno avere la possibilità di disputare i playout sono il segnale di qualcosa che non funziona, abbiamo già parlato di quello accaduto al Livorno. Clamoroso è anche il caso dell'Arezzo, il quale soltanto due stagioni fa si giocava i playoff per la serie B uscendo in semifinale contro il Pisa. Anche in questo caso non essere riusciti a mantenere la categoria è ascrivibile a scelte societarie completamente sbagliate, nonostante la dirigenza dopo la sconfitta di Cesena si sia affrettata a dare la colpa ai calciatori. In casa Pistoiese invece non poteva essere festeggiato in maniera peggiore il centenario della fondazione. Una stagione zoppicante completata con un girone di ritorno a dir poco fallimentare, non è bastato ricorrere ad uno degli allenatori più preparati della categoria come Stefano Sottili per risollevare la barca affondata inesorabilmente. Adesso per l'olandesina è tempo di rifondazione, il presidente Orazio Ferrari dopo 11 anni ha lasciato la guida del club. In casa Lucchese si registra la seconda retrocessione negli ultimi tre anni, anche se quella di due stagioni fa non avvenne sul campo. La nuova dirigenza dopo la promozione dello scorso anno ha prestato attenzione ai bilanci per non ripetere gli errori del passato, ma è stata costruita una rosa palesemente inadatta per la categoria. Prima il tecnico della Promozione Monaco e Lopez hanno cercato in tutti i modi di ottenere qualcosa di buono non riuscendoci, non è servita neanche la mossa della disperazione di affidare la panchina a Di Stefano per approdare almeno ai playout.

in una stagione deludente per la regione si aggiunge la Carrarese, protagonista di un girone di ritorno da brividi al punto di rischiare di finire nelle forche caudine degli spareggi. Una pericolosa involuzione che ha segnato la fine del ciclo di Baldini, protagonista di ottime annate all'ombra dalle apuane ma evidentemente si è rotto qualcosa, i risultati sono cominciati a mancare oltre ad una serie infinita di infortuni che non possono essere ascrivibili soltanto alla sfortuna. Per i marmiferi un campanello d'allarme da non sottovalutare. Due esempi di resilienza sono sicuramente il Grosseto e Pontedera, due club che indichiamo in ordine rigorosamente alfabetico. I maremmani sono usciti dalle ceneri di un fallimento risorgendo dopo campionati di Eccellenza - dove sono rimasti due stagioni - facendo il doppio salto in serie C. Autentica rivelazione della categoria, lo ha fatto mettendo in mostra una squadra caratterizzata prevalentemente da giovani, esprimendo un calcio frizzante e godibile mettendo la ciliegina sulla torta con il meritato accesso ai playoff. Il Pontedera ormai sembra una realtà consolidata, Paolo Giovannini con il suo staff ha confezionato l'ennesimo "miracolo" coadiuvato da Ivan Maraia in panchina, anche in questo caso rosa ristretta con pochi affidabili Over e tanti giovani baldanzosi e arrembanti. Il risultato è il terzo playoff in terza serie, ma soprattutto una gestione inappuntabile non facendo mai mancare niente alla squadra non correndo il rischio di rimanere coinvolti nella bagarre per non retrocedere, sembra poco ma non lo è. La batteria delle toscane potrebbe essere rimpinguata da Aglianese e Aquila Montevarchi in lotta per approdare in terza serie, a meno di eventuali ripescaggi e riammissioni nella lunga estate che ci separa, ma la severa lezione di questa stagione dovrà essere appresa in fretta dai dirigenti dei club toscani, perchè gli errori si pagano a caro prezzo.