Dolomiti, energia pura Olonisakin: la stagione della conferma in Serie C
La Dolomiti Bellunesi ha ritrovato in Taiwo Olonisakin esattamente ciò che aveva imparato a conoscere l’anno precedente: velocità, generosità, disponibilità totale al sacrificio. Solo che questa volta il contesto era diverso, più duro, più esigente. Eppure il nigeriano ha dimostrato di saper reggere anche il salto nel professionismo, riproponendo le stesse caratteristiche che lo avevano reso uno dei simboli della promozione.
Accelerazioni che cambiano le partite - Olonisakin resta un giocatore capace di spaccare l’inerzia di una gara con una sola corsa. Le sue accelerazioni, soprattutto quando trova campo aperto, hanno continuato a essere un’arma riconoscibile e temuta. Il momento più brillante è arrivato a metà febbraio: due gol in due partite, prima alla Pergolettese allo Zugni Tauro, poi alla Pro Vercelli a Feltre. Due fiammate che hanno certificato il suo peso nel reparto offensivo.
Non solo gol: il valore nella costruzione - Ridurre la sua stagione ai numeri sarebbe un errore. Olonisakin è stato spesso decisivo anche nell’ultimo passaggio, come dimostrano gli assist contro Vicenza e Lumezzane: nel primo caso una sua iniziativa ha spalancato la porta ad Alcides, nel secondo ha servito il pallone che Clemenza ha trasformato nel raddoppio. Sono giocate che raccontano un attaccante sempre più completo, capace di incidere anche lontano dalla porta.
L’episodio simbolo: il rigore di Arzignano - Se c’è un momento che sintetizza la sua stagione, è il recupero di Arzignano. La Dolomiti sembrava destinata alla sconfitta, ma Taiwo ha trovato ancora energie, ancora coraggio, ancora gamba: si è preso un rigore pesantissimo, trasformato poi nel 2‑2 finale. Una giocata che nasce dalla sua natura: non mollare mai, nemmeno quando tutto sembra già scritto.
Il valore nei dettagli - La forza di Olonisakin non vive solo nei tabellini. Vive nei movimenti senza palla, nelle corse per allungare le difese, nella capacità di tenere alta la squadra, nel lavoro oscuro che permette agli altri di brillare. È lì che si misura davvero la sua stagione: nella somma dei dettagli, nella fedeltà al collettivo, nella volontà di essere utile sempre, anche quando non segna.
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