Pres Folgore: "Belmonte? Vi spiego perché l'ho esonerato e ho scelto Guidi"
Il passaggio dalla Serie D alla Serie C è un salto triplo che non ammette passi falsi, e la Folgore Caratese lo ha capito a proprie spese in questo avvio di stagione. Intervenuto ai microfoni di TMW Radio, il presidente del club brianzolo Michele Criscitiello ha analizzato a fondo la decisione di sollevare dall'incarico Nicola Belmonte, l'allenatore che in estate era stato confermato sulla panchina dopo la cavalcata trionfale della scorsa annata.
Un addio doloroso, che il patron non definisce affatto come una bocciatura, ma come una dolorosa necessità legata alle spietate leggi della categoria: «Il calcio è marcio, ma un po' di riconoscenza ci deve essere» ha esordito Criscitiello. «Nicola Belmonte per me è un amico, è un grande allenatore e gli sarò riconoscente a vita perché mi ha regalato un sogno che oggi dobbiamo difendere. Però, per tutti i lavori ci vuole la gavetta. Belmonte ha fatto la Primavera del Cosenza, poi l'ho portato in D a Carate Brianza, abbiamo vinto il campionato e gli ho fatto fare la Serie C dopo un anno di contratto. È naturale che tutti i giovani allenatori all'inizio sbaglino. Ma mentre sbagliano lasciano punti per strada».
Per spiegare la scelta, il presidente ha tracciato un parallelismo molto chiaro con il suo percorso nel mondo del giornalismo e della televisione: «Come quando lavoravo nelle televisioni locali: dopo un anno o due non potevo già condurre in prima serata. Con il tempo arrivi a condurre in prima serata, diventi direttore e poi proprietario, se riesci a seguire un percorso virtuoso».
La scelta di affidare la squadra a Federico Guidi risponde quindi a un'esigenza di pragmatismo immediato, dettata da una classifica che ha iniziato a scottare fin dalle prime battute del campionato: «Il motivo del cambio è molto semplice» ha concluso il massimo dirigente della Folgore Caratese. «Guidi ha alle spalle quindici o vent'anni di esperienza tra calcio giovanile, Serie C e nazionale. Ha acquisito esperienza sul campo, mentre Belmonte per me farà una grandissima carriera, ma deve ancora completare il suo percorso. Purtroppo non avevo il tempo di aspettare che un allenatore facesse esperienza. Per questo abbiamo cambiato, non perché Belmonte sia scarso o perché sia stato un errore: ha semplicemente bisogno di maturare ancora».
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