Rubino: "A Livorno un travaglio di 9 mesi, ma il parto non è mai arrivato"

10.05.2021 11:50 di Valeria Debbia Twitter:    Vedi letture
Raffaele Rubino
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Raffaele Rubino
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Raffaele Rubino, direttore sportivo del Livorno, ha concesso ai colleghi de Il Tirreno una lunga intervista in cui ha commentato la stagione amaranto culminata con la retrocessione. Il dirigente l'ha definita “un travaglio durato nove mesi, ma con un parto che non è mai arrivato. Mesi in cui sono stati vanificati gli enormi sacrifici che la squadra aveva fatto, all’interno di dinamiche e situazioni che hanno danneggiato mentalmente i ragazzi”. Eppure si era partiti con tutt'altro spirito ed obiettivi: "Ad agosto mi era stato dato il via libera per costruire una squadra di alto livello. Il budget era chiaro e avevo in mente le operazioni da fare. Alcuni giocatori come Bogdan, Boben, Raicevic, D’Angelo e Rizzo hanno chiesto di andare via, ma dopo la retrocessione non c’era bisogno di giocatori scontenti di rimanere a Livorno. Quali erano le operazioni? Ero partito dai portieri con Furlan e Stancampiano, poi avrei inserito un paio di giocatori per reparto, tra cui Mazzarani che avevo contattato proprio in quel periodo. Ma una volta sollevato dall’incarico, con l’arrivo di Navarra e Cozzella sono nate delle frizioni in società tra i vari soci che hanno bloccato tutto. Lamanna? C’è sempre stato almeno fino a gennaio quando mi sono stati bloccati acquisti che erano già conclusi o comunque in dirittura d’arrivo come Mastroianni del Lecco, Costantino del Modena o Borghini che ha fatto benissimo ad Albinoleffe. Poi anche Lamanna è sparito. Come tanti altri. Spinelli? Un messaggio ogni tanto. Non c’era un colloquio assiduo con lui. Era un semplice scambio per aggiornarci sulla situazione". In tutto il caos il primo ad avere pagato è stato mister Dal Canto: "E' un tecnico validissimo e le sue ultime stagioni in categoria lo dimostrano. Nel corso delle difficoltà ci siamo uniti tantissimo con il gruppo ed abbiamo cercato di fortificare lo spogliatoio anche fuori dal campo. Ogni giorno subentrava un problema nuovo, ma vi assicuro che abbiamo fatto il massimo per garantire alla squadra la situazione più serena possibile. Amelia? Abbiamo valutato più profili, poi la società ha fatto questa scelta cercando un allenatore che avesse motivazioni e senso di appartenenza per caricare il gruppo".