Top & Flop di Arzignano Valchiampo-Renate
Moretti Nanni giovedì, Nanni Moretti stasera. Il finale del film (sul campo) è sempre quello, indubbiamente diverso da quei giudizi sospesi che caratterizzano i lavori del regista romano: sul rettangolo verde è ancora happy end ("ma come parli???" obietterebbe il maestro di cinema riprendendo "Palombella Rossa" che pure qualcosa con lo sport c'entrava), sul rettangolo verde del "Dal Molin" ci sono vincitori e vinti ben definiti.
Vince dunque ancora una volta, e ancora una volta in rimonta, l'Arzignano. Torna a perdere, come troppe volte in questa stagione, il Renate che, a questo punto, stasera avrebbe tanto voglia di litigare con qualcuno. Nanni e Moretti, un tap-in rapace il primo e uno scambio con Penta il secondo prima di un destro a giro sul secondo palo. E' solo la sesta giornata: ma qualcosa di vero, nel bene e nel male, comincia ad emergere.
Vediamo ora coloro che, a nostro avviso, sono risultati essere i migliori e i peggiori nella partita disputata questa sera allo stadio "Tommaso Dal Molin" di Arzignano.
TOP:
Che film! (Arzignano): una volta può essere una simpatica coincidenza, due volte comincia ad evidenziare una squadra con una propria identità. E un collettivo passa sempre (anche) da situazioni individuali felici. Di Nanni in qualche modo qualsiasi amante della serie C non si dovrebbe più sorprendere, mentre Moretti da che era sorpresa lo scorso anno (il primo ad Arzignano) è diventato una conferma già a 22 anni. E se a 22 anni si ha la personalità di gestire un primo successo che rischia di essere effimero se non coltivato, vuol dire che potrebbe esserci per il rodigino un futuro ancora più luminoso, anche per una sua spiccata duttilità tattica che sicuramente piacerebbe a qualsiasi allenatore. Ma la personalità può essere marchio di tutta la squadra, perché in quattro giorni l'Arzignano è stato in grado di ribaltare tabellini sfavorevoli con una condotta di gara sempre improntata alla lucidità, anche nel momento difficile. BASTA UNA SETTIMANA PER CAMBIARE IL CORSO DELLE COSE
Avella-buona parte del primo tempo (Renate): per essere un portiere chiamato in fretta e furia per sopperire all'infortunio di Anacoura, si può dire che questo Avella, guardiapali classe 2000 pescato dal Guidonia non è affatto un ripiego. Alcune parate "facili" (ma per renderle "facili" bisogna saper leggere le situazioni e stare sulla zolla giusta) e soprattutto interventi decisivi su Cariolato e in fondo anche su Fosu, prima che la carambola fosse raccolta dal rapace Nanni per il momentaneo 1-1. E' un Renate che incassa troppi gol, ma non sembra il portiere l'indiziato numero 1. Un Renate che deve cominciare a fare i conti con una classifica che si fa brutta di partita in partita, eppure il primo tempo -come è già accaduto in questa stagione- è sembrato un Renate equilibrato in questo 4-3-3 sostanzialmente nuovo a queste latitudini. Tanto che il gol di Italeng, frutto di un errore individuale altrui, non aveva tolto o aggiunto nulla ad una partita che avrebbe tranquillamente potuto arridere agli ospiti, fino a quel momento. UNA SITUAZIONE CRITICA DEL TUTTO NUOVA
FLOP:
Quel rischio su Anelli (Arzignano): non c'è un elemento, una componente o un momento negativo in casa gialloazzurra che giustamente ora ha una settimana piena per rifiatare e godersi questo uno-due lombardo che ha fruttato due rimonte, quattro reti, due giocatori in copertina da fotografare insieme a favor di citazione e soprattutto sei punti d'oro. E allora, che altro chiedere di più? Sicuramente queste sei giornate indicano che i veneti non sono i principali indiziati alla lotta per non retrocedere, ma indicano anche che è un gruppo capace di togliersi dagli impacci nei momenti di difficoltà. Ed è questo, sul finir di settembre, ad essere l'elemento chiave del cammino dei ragazzi di Di Donato, più che i 10 punti già raccolti. E allora non resta che ricordare un episodio al calare della prima frazione, con lo scampato pericolo per un rigore negato dopo FVS che avrebbe potuto cambiare la trama di gara. Questione ad ogni modo un po' fine a se stessa, dal momento che in ogni caso gli avversari sono passati in vantaggio poco dopo l'intervallo. Un vantaggio effimero di cui, da domani, non resterà nulla se non una cronaca. A livello individuale resta grave l'errore di Fosu che perde il pallone a favore di Kerrigan, macchia però parzialmente lavata da una prova di buona applicazione in fascia. SI GUARDA IN ALTO, NON PIU' IN BASSO
Troppe reti subite (Renate): visto che quest'anno il Renate sembra una squadra chiamata a salvarsi ripartiamo dall'ABC e scurdammoce 'o passato. La prima regola per una compagine che si deve salvare è quella di contenere il numero di reti subite. Qui siamo già a quota 10: non la peggior difesa (che sono Juventus Next Gen e Carpi, con i primi però che proprio oggi ne hanno prese cinque), ma comunque un dato che inquieta. Motoc e Viganò devono entrare nei meccanismi, ma in questo senso è lecito chiedere di più da chi deve costituire un punto di riferimento, ossia evidentemente Auriletto. Contro i veneti anche i centrocampisti hanno via via perso posizioni, con Bonetti e Careccia che erano partiti anche bene (provando pure la soluzione in prima persona) ma che hanno via via lasciato terreno ai dirimpettai gialloazzurri. (NON) CONTINUIAMO COSI', (NON) FACCIAMOCI (PIU') DEL MALE
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