Top & Flop di AlbinoLeffe-Pianese

15.09.2019 18:15 di Francesco Moscatelli   Vedi letture
Dierna, TOP Pianese
© foto di Federico Gaetano/Tuttolegapro.com
Dierna, TOP Pianese

Era la prima volta. Per capire chi è più forte, sarà necessaria una seconda. Allora diciamo così: questo pomeriggio, tra AlbinoLeffe e Pianese, era la "volta zero".

Zero come 0-0, un pareggio che racconta di una gara un po' dai due volti, combattuta quanto basta, in attesa di consolidare condizioni atletiche e schemi nel corso delle prossime puntate. Primo tempo noioso: padroni di casa più ad ampio raggio nel loro quintetto in mediana, ospiti più per vie centrali alla ricerca di Udoh King, pericoloso in una conclusione murata di piede da Savini. Basta, per questo sbadiglioso primo tempo si è scritto già troppo.

La ripresa dà il suo benvenuto con la chiave di volta: Mondonico pasticcia per la seconda volta sull'attaccante italo-nigeriano ex-Viareggio, rosso legittimo e AlbinoLeffe che deve in qualche modo ammainare la vela che punta alla vittoria. Qui emerge una buona Pianese, ma è una "Celeste" per nulla remissiva: l'obiettivo è sempre la porta avversaria, cambia solo il modo di attaccare con un baricentro più basso in funzione della velocità leggera di Galeandro. Ma è equilibrio fino alla fine, pure nelle occasioni più ghiotte: un palo di Giacomo Benedetti da parte biancazzurra, un tap-in troppo precipitoso dello stesso Galeandro dall'altra. 0-0. Non sarà bello. Non sarà risolutivo. Ma è giusto, è giusto così. 

Ecco coloro che sono stati, a nostro avviso, i migliori e i peggiori del match giocato al "Comunale" di Gorgonzola:

TOP:

La reazione dopo l'espulsione (AlbinoLeffe): partiamo dai rammarichi. Due punti in tre partite, attacco di nuovo con il contagocce, quella bella sensazione post-Melani che diventa malinconia, proprio come quando, di questi tempi, parli delle tue vacanze che ormai, ahinoi, fanno parte di un passato che non torna, almeno a breve. Nessuno si illudeva, per carità, men che meno nel quartier generale di Zanica dove c'è gente che sa come funziona la categoria. Però vedere una "Celeste" nei piani alti, almeno per qualche domenica, non sarebbe stato disdicevole per un popolo che deve barcamenarsi in una trasferta eterna prima di trovare la nuova, attesissima, casa. Il lato positivo. La squadra c'è, perché solo una squadra compatta riesce a non disunirsi ad una inferiorità numerica così prematura, riuscendo anche ad adattare il proprio 3-5-2 nella nuova, contingente situazione. Peccato per Galeandro, sarebbe stato un gol (decisivo) che avrebbe dato seguito alla bella avventura personale tracciata alle Universiadi, oltreché offerto tre punti di vitale importanza. Infine, spendiamo un nome. Alberto Savini, classe '99, torinista e torinese, al debutto tra i "prof" dopo due significative esperienze nell'Arconatese e nel Savona tra i dilettanti. Un passaggio delicato, mai scontato, che il portierino bluceleste sta affrontando con grande concentrazione. Che non è mai venuta meno -segno di buona testa- nemmeno dopo l'arrivo, necessario, del compagno di reparto Abagnale quasi sul gong di chiusura contrattazione. Oggi un rinvio sbagliato: prima e dopo, tanti interventi, un paio decisivi. Ok anche Ruffini, molto mobile sulla sinistra con l'unico appunto di essere, a volte, troppo innamorato del pallone. Ad ogni modo, bene. Molto bene. IN ATTESA DEI SOGNI, UNA BUONA BASE

Dierna (Pianese): un nome, assolutamente conosciuto da chi bazzica questa categoria, per sottolineare come questa Pianese parta innanzitutto da una buona solidità difensiva. Qualche cross, anche in un primo tempo oltremodo tranquillo, è arrivato dalle parti di Vitali: cross quasi sempre intercettati dai quattro di difesa, puntuali nelle marcature se è vero, come è vero, che le valutazioni per Cori e Ravasio non possono andare oltre una mera sufficienza. Altre buone cose le sta facendo vedere il giovane Montaperto, un classe 2000 scuola Empoli (la stessa del seriano Canestrelli) dal piede davvero educato. Vuole farsi vedere, vuole farsi notare. A volte troppo. Ma con quella carta d'identità, in fondo, è giusto così. SE NON ORA, QUANDO?

FLOP:

Mondonico (AlbinoLeffe): è uno dei migliori giovani candidati al meritato salto di categoria. Gran fisico, notevole gioco aereo. Quest'anno deve porsi come obiettivo quello di evitare alcuni black-out che ancora caratterizzano la propria azione difensiva, dosando quell'eccessiva irruenza che ha marchiato anche oggi alcuni suoi interventi, in modo particolare in occasione del primo cartellino quando ha cercato (e forse trovato) la palla prima che i piedi di Udoh King. Peccato per questi cartellini perché il vimercatese avrebbe bisogno di continuità come il pane. Anche perché la concorrenza interna, quest'anno, è quanto mai agguerrita. Più che la scorsa stagione. CAPIRE E VOLTARE PAGINA

Lorenzo Benedetti (Pianese): il compagno di reparto Udoh King a volte pasticcia, ma c'è nel cuore della fase propulsiva bianconera. Molto meno, in questo senso, il compagno di reparto, quasi impalpabile nei settantacinque minuti di presenza sul terreno che bacia la Martesana. Ha fatto di più colui che lo ha sostituito, quel Matteo Momentè, ex dell'incontro, che ha provato un insidioso tiro sul secondo palo sul finale di partita. Si poteva fare di più, soprattutto in quel quarto d'ora successivo all'espulsione di Mondonico. Lì, proprio lì probabilmente, la Pianese ha perso il treno veloce con capolinea la stazione "Trepunti". SBAGLIA, MA PROVACI