Union Brescia, Corini: "Non bisogna perdere lucidità. Il nostro obiettivo è vincere"

Union Brescia, Corini: "Non bisogna perdere lucidità. Il nostro obiettivo è vincere"TMW/TuttoC.com
Oggi alle 16:15Girone A
di Giuseppe Lenoci

Alla vigilia del match contro il Lecco, il tecnico dell'Union Brescia ha rilasciato le seguenti dichiarazioni in conferenza stampa: "Dopo la partita con le Dolomiti, anche personalmente ci sono voluti tre giorni per farmela passare, ma come sempre bisogna trovare lo spunto giusto, e questo è energia. L'incazzatura deve diventare una fonte da cui vai a prendere delle cose e le trasformi in modo positivo. La squadra si è allenata con grande attenzione. Ho visto anche in loro questa arrabbiatura, dovuta a una prestazione per me fatta molto bene che non ha portato i tre punti. Quello che ho detto loro è: non molliamo il livello degli allenamenti, l'intensità, la crescita che stiamo dimostrando partita dopo partita. Rispetto all'Alcione è mancata la finalizzazione, ma i presupposti per fare i gol li abbiamo avuti anche contro le Dolomiti. Siamo stati penalizzati da una decisione che ci ha tolto una vittoria, e questo va detto. Ma noi dobbiamo lavorare su quello che possiamo controllare, che possiamo fare meglio. Abbiamo una grande voglia di andare in campo domenica e di fare una grande prestazione. Su queste prestazioni dobbiamo costruire la ricerca della vittoria, che nelle ultime tre partite per due volte ci è sfuggita: una volta per un gol subito a un minuto dalla fine su un calcio d'angolo, e l'ultima partita l'abbiamo già raccontata, è molto chiaro a tutti quello che è successo".

Quanto può incidere la partenza del Cittadella? C'è più pressione?

"Sulla pressione e sul Cittadella che gioca prima, è una riflessione corretta, ma per me è fondamentale pensare a quello che dobbiamo fare noi. Il campionato è lungo, non è una frase fatta, è una realtà, e nei tratti bisogna saperci stare dentro. A volte cavalchi l'onda, a volte ci rimani sotto. Noi dobbiamo solo pensare a fare una grande prestazione e il miglior risultato possibile, quindi ricercare questa vittoria che nelle ultime tre partite per due volte ci è sfuggita, nonostante la meritassimo. Dobbiamo fare quella cosa in più che ci consentirà di portare questa volta il risultato pieno dalla nostra parte. Il Lecco ha lo stesso allenatore, ha cambiato qualche giocatore, ma i principi sono rimasti uguali: è una squadra che palleggia, che prova a fare tante cose e che ci creerà sicuramente qualche difficoltà. Ma noi dobbiamo pensare a noi. La squadra che è prima non mi interessa: dobbiamo concentrarci sulla partita, sull'avversario di turno, e portare a casa il risultato migliore possibile. Come sappiamo, la strada per vincere il campionato è quella della ricerca della vittoria".

Cosa serve per migliorare le ultime prestazioni?

"Su quello che stanno facendo gli altri, noi dobbiamo parametrarci a quello che dice il campionato. Dobbiamo consolidare le cose che stiamo facendo bene ed essere incazzati perché, purtroppo, per motivi diversi non abbiamo vinto le ultime due partite in casa, nonostante avessimo creato i presupposti per farlo. Dobbiamo lavorare su cosa fare in più perché queste prestazioni si trasformino in partite vinte. Il concetto che ribadisco è quello che dobbiamo fare noi, quello che possiamo controllare, quello che dobbiamo migliorare. Devi sentirti dentro ogni giorno qualcosa che ti rode, il pensiero di cosa puoi fare di più. È una ricerca costante che faccio su me stesso da sempre e che faccio verso i miei collaboratori, a cui chiedo tanto. Allo stesso modo stimoliamo i nostri giocatori ad avere questo tipo di atteggiamento. Per quello che vedo, l'attenzione che mettono nelle riunioni video, la volontà che mettono in ogni allenamento e anche nelle partite dimostrano che il noi c'è. Oggi paghiamo due risultati che non sono venuti nonostante abbiamo creato le premesse. Dobbiamo trasformare queste prestazioni in risultati pieni, continuando a consolidare quello che vogliamo essere".

Si sente in discussione visti i risultati?

"Sul sentirmi in discussione e sul mio futuro, penso che bisogna vedere le cose con lucidità e saperle analizzare. Queste analisi le facciamo settimanalmente con i direttori e ne ho fatte spesso, nell'ultimo periodo, anche col presidente: un paio di volte ci siamo visti. È importante parlarsi, dirsi le cose, valutare quello che devi migliorare ma anche, in certi momenti, capire cosa stai facendo di importante. La sottolineatura negativa ci sarà sempre e arriverà sempre, perché purtroppo, come spesso vi dico, il risultato a volte sposta le considerazioni rispetto alla realtà della prestazione. Noi dobbiamo stare sulla realtà della prestazione, con la consapevolezza che il nostro obiettivo è vincere il campionato. Ho una motivazione così forte dentro che penso che questa squadra arriverà a prendersi quello che vuole. In certi momenti, però, deve avere la pazienza di capire che certe cose vanno migliorate e che certe cose vanno bene, rispettando il campionato e sapendoci stare dentro. Nella continuità, e riprendo il discorso di prima, il campionato è lungo e ci sono tantissime cose dentro. Penso che da questo punto di vista siano fondamentali sia per me sia per i miei collaboratori la risposta e la fiducia che sento da parte di tutti i nostri giocatori e di tutta la società. Poi, giustamente, quando devi vincere il campionato e a un certo momento sei secondo a sei punti, posso capire qualche malumore, posso capire chi si aspetta sempre qualcosa in più. Come ho detto, accetto sempre gli stimoli che vengono dall'esterno, ma devo anche saperli lavorare con lucidità e capire qual è lo stimolo giusto e quale invece è abbastanza sterile o non significativo rispetto a quello che dobbiamo fare noi".

Può incidere il sintetico di Lecco?

"Sull'intensità e sul campo sintetico di Lecco, assolutamente. Già nel primo tempo a Trento c'è stato un po' di adattamento al campo sintetico. Dobbiamo adattarci velocemente. So che il sintetico è stato cambiato, quindi è migliore rispetto agli anni precedenti. Sarà un campo veloce, e loro giocano un gioco molto tecnico e molto rapido. Li abbiamo studiati bene, abbiamo capito quali sono i loro punti di forza e dove possiamo prenderci dei vantaggi. A prescindere dal campo, che in questo caso è sintetico, dobbiamo fare bene le cose su cui abbiamo lavorato, adattandoci il più velocemente possibile alla tipologia di campo".

Situazione infortuni?

"Su De Maria ci prendiamo ancora qualche giorno: visto che venerdì giocheremo con la Pro Vercelli, non vogliamo rischiarlo in questa partita. Rizzo si è fermato due giorni fa e probabilmente in questa partita non ci sarà. Poi valuteremo quando può rientrare, ma oggi non abbiamo ancora fatto un esame strumentale, quindi non so definirvi se abbia avuto un fastidio muscolare. Tra oggi e domani farà l'esame, ma sicuramente per questa partita non ci sarà. Marras stava riatletizzandosi molto bene, ma purtroppo ha avuto un altro piccolo problema su un altro muscolo. Anche su questo dobbiamo capire bene, la settimana prossima, quanto si dilateranno i tempi di recupero per Manuel. Poi abbiamo Sina, assente perché in nazionale: mi sento di fargli i complimenti per il suo esordio. Mi fa piacere che Maran, bravo e preparato, abbia visto la crescita di questo nostro ragazzo, l'abbia premiato con la convocazione e gli abbia dato la possibilità di esordire in nazionale. Lamesta fa il primo allenamento oggi ed è potenzialmente recuperabile. Ha fatto tutta una serie di lavori in progressione che gli permettono oggi di allenarsi con la squadra: fra poco scenderà in campo, abbiamo due allenamenti ed è recuperabile. Gori ha fatto una settimana piena da portiere, quindi verrà sicuramente con noi".

Da dove si può ripartire?

"Di positivo c'è il recupero quasi pieno di Di Molfetta, che si è visto negli ultimi minuti della partita scorsa. È un giocatore che può dare qualcosa in più degli altri sotto l'aspetto della qualità, ed è un giocatore che ci piace. Il rammarico grande è che aveva fatto 80 minuti molto bene con la Giana in Coppa Italia ed era entrato molto bene per quei 10 minuti con la Pergolettese. Purtroppo, prima di andare a giocare a Trento, c'è stato questo rallentamento dovuto a un fastidio al quadricipite, che gli ha fatto perdere 10 giorni di lavoro. Ma è entrato molto bene, con qualità, e lo vedo molto motivato. Lavoriamo per far sì che abbia continuità durante la settimana, visto il periodo di inattività dell'anno scorso di quasi 6 mesi. È normale che ci sia qualche adattamento muscolare quando uno rientra, però è un giocatore molto importante: lavoriamo per migliorare anche la sua tenuta atletica dentro la partita".

L'esclusione di Spagnoli è stata tattica?

"Su Spagnoli, non utilizzato nell'ultima partita, è stata una scelta tattica rispetto a Pellegrini: in quel momento, con loro che diventavano molto bassi, volevo la destrezza e la qualità tecnica di Pellegrini, mentre Spagnoli mi riempie l'area. Spagnoli sta facendo molto bene e lavora tanto. Preparavo eventualmente l'altro cambio mettendo i due trequartisti. Con Di Molfetta, Rizzo e Pellegrini avevo destrezza e qualità tecnica, tenendo Valerio Crespi come prima punta. Se avessi avuto ancora un cambio a disposizione, avrei magari messo la lucidità e la freschezza di Spagnoli per Crespi, ma, avendo finito i cambi, ho preferito giocarmi la qualità di Di Molfetta. Aveva funzionato anche perché l'asse Armati-Di Molfetta aveva confezionato il gol di Rizzo Pinna".

Come procede il recupero di Gori?

"Sui portieri, ora che torna Gori: Stefano rientra e per me ha bisogno di lavorare con continuità. Ha fatto la prima settimana e c'è sicuramente un livello di competizione alto, perché anche Liverani ha fatto vedere bene in Coppa Italia che è un portiere di livello. Stefano ha bisogno di fare ancora una o due settimane. Sappiamo quanto è importante per noi, quindi quando lo vedrò pienamente recuperato farò una scelta su quello che sarà il portiere che inizierà. Ma per questa partita inizierà sicuramente ancora Zacchi in porta".

Cosa si aspetta dal Lecco?

"Sul Lecco, che in casa non perde da nove partite, le statistiche danno un segno del momento della squadra e del valore che hanno loro in casa, e questo è certificato dall'ottimo campionato che hanno fatto l'anno scorso. Quest'anno hanno avuto qualche difficoltà fuori casa, ma vedo che la continuità dal punto di vista tecnico-tattico, avendo lo stesso allenatore, si nota anche quest'anno. In casa sono sempre stati storicamente molto pericolosi, quindi sappiamo bene il valore della squadra e la convinzione che hanno di giocare in casa. Da parte nostra abbiamo le nostre cose da fare, con la grande convinzione di fare una grande partita e di portare a casa questa volta i tre punti".

La panchina può incidere?

"Sui cambi, che contro il Lecco possono essere fondamentali, penso che lo siano sempre. Sono un allenatore che tendenzialmente cerca sempre di usare i cinque cambi, e li ho sempre ritenuti un valore: anche quando erano tre, cercavo sempre di capire quali giocatori potessero spostare l'inerzia della partita. Sulla lunghezza della partita, avere qualità e risorse può cambiare e definire meglio la gara. Come abbiamo detto prima, è un aspetto fondamentale anche il fatto di aver recuperato Di Molfetta: magari non ha ancora la condizione che gli permette di partire dall'inizio, ma quando lo metti dentro e il campo si è un po' dilatato e ci sono più spazi, la sua qualità tecnica può fare la differenza".

A Lecco sarete senza tifoseria al seguito.

"Per l'assenza dei tifosi a Lecco dispiace tanto, perché il calcio è fatto per i tifosi, e quando vengono fuori casa i nostri sono sempre molti e ci sostengono. Speriamo che dalle prossime possano tornare a esserci, a spingerci e a stimolarci come hanno sempre fatto".

Cosa manca per chiudere le partite?

"Sul fatto che ci manchi il raddoppio per chiudere le partite, noi siamo forse la squadra che nei primi 15 minuti ha fatto più gol in questo campionato, quindi in sette partite abbiamo fatto gol. Se vado a vedere la partita col Treviso, dopo il 2-1 abbiamo più possibilità di fare il 3-1 che di subire il 2-2, e lo prendiamo su un calcio d'angolo. Nell'ultima partita, nonostante meritasse un risultato diverso, questa squadra all'89º fa il gol del 2-1. Al 95º e 30 secondi c'è il tiro di Di Molfetta e Pellegrini viene anticipato quando stava quasi per fare gol, a quattro metri dalla porta. Quel dettaglio che manca sono queste cose. I presupposti dobbiamo continuare a crearli, con più cattiveria e più convinzione, perché sono questi piccoli dettagli che poi fanno la differenza. Siccome non è accaduto, dobbiamo capire perché non accade e continuare a martellare, cercando quel dettaglio che sposta la partita dalla nostra parte."