Pescara, Buscè: "Classifica? Commessi errori banali. Pres mi ha blindato? Fa piacere"

Pescara, Buscè: "Classifica? Commessi errori banali. Pres mi ha blindato? Fa piacere"TMW/TuttoC.com
Antonio Buscè
© foto di Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com
Oggi alle 22:00Primo piano
di Valeria Debbia

Con soli due successi in questo avvio di campionato e reduce dal ko casalingo contro la capolista Spezia, il Pescara sta vivendo momenti delicati anche per quanto riguarda la solidità della panchina di Antonio Buscè, anche se il presidente Sebastiani ha confermato che il tecnico non è mai stato in discussione. Alla vigilia dell'impegno di Livorno, proprio l'allenatore del Delfino è intervenuto davanti ai microfoni dei cronisti per la conferenza prepartita.

Mister, questa è una partita importante. Quanto servirà qualcosa in più da parte del Pescara?

"Fa parte del lavoro e lo sappiamo. Abbiamo una partita da giocare, importantissima, come lo sono tutte le altre. Poi, nei momenti particolari di una stagione, devi fare qualcosa in più e cercare di vincere la partita. Quando ti ritrovi in questa situazione significa che qualcosa di storto è andato fino a ora".

Come si spiega questa classifica?

"La classifica si spiega con quello che abbiamo visto in questo primo scorcio di campionato: purtroppo abbiamo commesso errori banali che ci hanno condannato anche dopo buonissime prestazioni, non ultima quella con lo Spezia. Il calcio è opinabile ed è bello anche per questo: tutti parlano e ognuno fa le proprie considerazioni. Però credo che, per quello che abbiamo dimostrato in queste partite e anche per i numeri importanti che abbiamo, la classifica avrebbe dovuto essere diversa. Non lo è perché abbiamo commesso qualche errore di troppo. Ripeto, ora senza guardare a quello che è stato fatto, guardiamo a quello che faremo domani. Poi vedremo domani sera, dopo la partita, cosa dirà la storia".

Si riparte dal 4-3-3 con il recupero di Guccione?

"Ovviamente sì, perché quando ti manca un giocatore come Guccione devi cambiare qualcosa. Lo abbiamo visto anche con il Gubbio. Nel primo tempo abbiamo cercato di mantenere quell'impronta, ma mi viene subito in mente quella partita perché c'è stata la prima assenza di Guccione e, quando abbiamo provato a fare quello che avevamo preparato, abbiamo avuto qualche difficoltà. Il gol che abbiamo preso, arrivato su quella palla a rimorchio, probabilmente avrebbe richiesto la lettura diversa di un giocatore d'esperienza. È normale, quindi, che devi provare qualcosa in più. Si era detto anche di Parigi, un po' da solo lì davanti: abbiamo provato a fare qualcosa in più e nel secondo tempo di Gubbio ci è riuscito benissimo. Purtroppo non è arrivata la vittoria. Adesso, però, per una sconfitta non andiamo a cercare tante situazioni che non servono. Rientra Guccione, che per noi è un giocatore importante, e quindi ci sarà un centrocampo a tre".

Facciamo il punto sugli indisponibili. Come sta la squadra e come è andata la settimana, anche con l'amichevole di Fossacesia?

"Merola si è aggregato stamattina, facendo un lavoro blando con il gruppo. Questa settimana ha svolto un lavoro a parte. Sarà convocato, ma, se ce ne sarà bisogno, possiamo eventualmente metterlo dentro per una decina di minuti, non di più secondo me. Io preferirei non rischiarlo. Ha fatto comunque una settimana dando qualcosa in più, ma sarà convocato e sicuramente non partirà dall'inizio perché non ha tutti questi minuti nelle gambe. Poi abbiamo ancora la situazione del portiere, che è ancora in fase di recupero per il problema al piede. Gli altri, bene o male, hanno qualche acciacco dovuto alla fatica: Donati, Vitali, lo stesso Parigi. Sono tutte situazioni normali post-partita, quindi sono a disposizione. Ripeto: tutti quelli che magari hanno tanta roba nelle gambe è normale che domani debbano dare tutti qualcosa in più".

Si parla di un possibile rilancio di Nardin dal primo minuto. E le hanno fatto piacere le ulteriori parole del presidente Sebastiani, che ha ribadito ancora una volta la sua fiducia, blindando sostanzialmente la sua posizione?

"Fa sempre piacere quando un presidente parla bene del suo allenatore. Ma dopo tanti anni di calcio lo sappiamo. Io l'ho detto anche nel post-partita contro lo Spezia: mi metto sempre in discussione, tutti i giorni, nella vita privata e nel lavoro. Fa parte della vita. Quindi ho sicuramente apprezzato molto le parole del presidente, ma dobbiamo sempre dimostrare quello che facciamo, come lo facciamo e come lavoriamo. Io sono quello che magari avete visto spesso anche negli allenamenti: lavoro in maniera intensa con i ragazzi, cerco di dare un'organizzazione e intensità alla squadra. A volte ci si riesce, qualche volta un po' meno, ma fa parte di un percorso lavorativo e di vita. Su Nardin, ci può stare che domani possa partire dall'inizio. È un ragazzo che, da quando è arrivato, abbiamo buttato subito dentro contro il Ravenna e ha fatto un'ottima partita. Si sta allenando bene nonostante abbia giocato praticamente quasi mai nelle ultime partite. È un ragazzo che dà delle garanzie, quindi ci può stare che domani Nardin possa partire dall'inizio. Vedremo".

Dal punto di vista sportivo la spaventa il fatto che il Livorno abbia vinto quattro partite su quattro in casa?

"Sono quelle situazioni nelle quali vai a giocare in un campo dove c'è grande entusiasmo. Conosco bene l'ambiente e ho incontrato spesso il Livorno quando giocavo. Conosco bene l'ambiente di Livorno ed è normale che abbiano entusiasmo. Hanno costruito una sorta di fortino in casa: quattro vittorie nelle quattro partite casalinghe. Però io penso soprattutto a quello che dobbiamo fare noi in queste situazioni. Dobbiamo dare tutti quel qualcosa in più che forse ci è mancato fino a ora. Dobbiamo farlo con serenità, ma non con superficialità: con la serenità che significa avere la testa pulita. Bisogna avere quel qualcosa in più, aiutarsi tutti assieme. Forse è proprio questo che ci è mancato finora".

Aggiungo un altro aspetto: serve anche una squadra un po' più cattiva? In un campo del genere, senza quel quid in più, è difficile.

"Sicuramente sì. La cattiveria ci vuole, così come ci vogliono tutte le altre componenti. Io la chiamo fame, la bava alla bocca. Dobbiamo essere consapevoli di che campo andiamo ad affrontare, ma credo che anche quando vai in campi dove trovi una squadra magari più pulita, dove non c'è un ambiente così caldo, la cattiveria ce la devi mettere. Se metti sempre la bellezza e l'estetica, diventa poi un problema. Ogni tanto credo che serva anche altro. Questi giocatori lo sanno, ne abbiamo parlato. È mancato proprio quel pizzico di bava alla bocca che in certi frangenti devi metterci. Devi sapere che gli altri, e questa è una cosa che ho detto dall'inizio del ritiro, quando incontrano il Pescara fanno la partita della vita. Dobbiamo avere questa mentalità".

Chiudiamo con Fiorillo. Può confermare che farà il suo debutto in maglia biancazzurra a distanza di tanti anni dall'ultima presenza?

"Ci sta che domani possa partire dall'inizio. È uno di quei giocatori che può dare un po' di esperienza e sicuramente una mano. In questo momento può essere una soluzione che può aiutare veramente, soprattutto in una partita come questa".

Le è piaciuta la partita contro lo Spezia. Qual è l'idea di calcio di Buscè quando è contento al cento per cento della propria squadra? Lo Spezia ha un calcio codificato, fatto di determinate giocate. Qual è invece il calcio che vuole vedere da una sua squadra?

"Parto dall'ultima domanda. Vado a vedere anche quello che ho fatto in questi anni. Io amo giocare palla a terra, amo avere intensità, amo vedere le mie squadre giocare a uno o due tocchi. Mi piace vedere un gioco nel quale un giocatore deve sapere già quello che deve fare quando il compagno riceve palla. Deve guardare prima di ricevere, perché deve leggere la giocata successiva. Questo, comunque, lo fai attraverso un lavoro importante durante le settimane. Fondamentalmente sono arrivati tanti giocatori nuovi e quelli che c'erano magari non erano abituati a determinate richieste. Io dico sempre che, tutte le volte che ho iniziato un lavoro, purtroppo le mie squadre vengono fuori dopo un po'. Perché per assimilare il lavoro serve tempo. Il problema è che qui non c'è tempo, perché poi ci sono piazze e piazze, società e società, ambienti e ambienti. Le mie squadre vengono fuori sempre dopo un po'. Lo dice anche lo scudetto che abbiamo vinto a Empoli: eravamo ultimi in classifica, ben ultimi, e poi a giugno siamo diventati campioni d'Italia. La stessa cosa è successa a Rimini. Abbiamo balbettato nelle prime cinque-sei partite e poi siamo arrivati ottavi, facendo anche una cosa molto bella, vincendo la Coppa Italia. È successo anche a Cosenza: siamo partiti veramente con grandi difficoltà. Nelle prime quattro-cinque partite avevamo pochissimi punti, poi la squadra ha iniziato a carburare e a capire i meccanismi. Qui magari ci vorrà un po' più di tempo. Forse non avrò questo tempo, non lo so. Io dico sempre che il tempo darà le risposte. Amo che le mie squadre abbiano intensità quando hanno la palla e quando non ce l'hanno. Purtroppo qui ci sto mettendo un po' di più, ma non mi fermo per questo, ci mancherebbe".