Intervista TC

Colavitto: "Cittadella impressionante nel Girone A. Nel B il Pescara sta deludendo"

Colavitto: "Cittadella impressionante nel Girone A. Nel B il Pescara sta deludendo"TMW/TuttoC.com
Gianluca Colavitto
Oggi alle 21:00Primo piano
di Raffaella Bon
L'esperto tecnico analizza il campionato: “L'Ospitaletto e le Dolomiti premiano la programmazione. Catania-Crotone sfida di grande identità. Salernitana-Bari? Si respira aria di Serie A”.

Gianluca Colavitto, esperto allenatore ex Matelica, Ancona e Giugliano, è intervenuto ai microfoni di TuttoC.com alla vigilia dell'ottava giornata di Serie C.

Siamo arrivati all’ottava giornata: che Serie C sta vedendo in questo avvio di stagione?

«Sicuramente è una C interessante. Come ogni anno ci sono squadre che sorprendono. È vero che siamo solo all'inizio, ma come si dice: chi ben inizia è a metà dell'opera».

Partiamo dal Girone A: quali caratteristiche stanno emergendo maggiormente e che tipo di campionato si aspetta nelle prossime settimane?

«Nel Girone A, sicuramente sta impressionando positivamente il Citadella, che nelle prime partite sembrerebbe ripetere il trend del Vicenza dell'anno scorso. Ma, come dicevo prima, siamo solo all'ottava di campionato e quindi c'è da percorrere ancora tanta strada. Ci sono squadre che sono partite molto bene, mi riferisco all'Ospitaletto, all'Arzignano, alle Dolomiti, al Treviso, squadre che, guarda caso, hanno dato seguito a un disegno tecnico partito da lontano e stanno subito raccogliendo i frutti in questa stagione. Mentre realtà come Novara, Pro Vercelli ed altre ancora, comunque fanno fatica a fare punti».

Nel Girone B ci sono piazze importanti e diverse squadre ambiziose: che impressione le sta facendo questo raggruppamento?

«Penso che il Girone B quest'anno sia forse il più avvincente per abbinamento di piazze: squadre retrocesse dalla B come Spezia, Pescara, Reggiana; squadre a cui la C sicuramente sta stretta, come il Perugia; o squadre ambiziose come il Ravenna, che ha investito molto per cercare di fare il salto di categoria affidandosi a un mister navigato e competente come Mandorlini. Sicuramente quella che un po' sta deludendo, ma che ha tutto il tempo e il modo di risalire, è il Pescara, avendo una rosa imponente per la categoria».

Nel Girone C domani sera spicca Catania-Crotone: che partita si aspetta tra due squadre di grande tradizione?

«Catania-Crotone risulta essere una partita dove entrambe hanno bisogno di dare continuità di risultato dopo le vittorie conseguite nel turno precedente. Il Crotone, dopo la bella vittoria della scorsa partita e azzerata la penalizzazione, arriva a questo match con una grande autostima e convinzione nel lavoro che si sta facendo in campo. Dall'altra parte il Catania non può permettersi di continuare a zoppicare in casa: il Massimino dovrebbe essere un fattore in più per la squadra di Toscano. Sicuramente è una partita da vedere e da analizzare, in quanto si è in presenza di due mister molto preparati che hanno iniziato a dare un'identità ben definita alle loro squadre».

Sempre nel Girone C, il Giugliano ospita il Barletta: quali possono essere le chiavi tattiche di questa partita?

R: «Il Giugliano viene da un turno di riposo forzato; non so se sia per loro un fatto positivo o negativo, lo sapremo a fine partita. Certamente trova una squadra, il Barletta, che non farà una partita attendista, avendolo visto più volte quest'anno, anche fuori casa. La squadra di Pazienza fa un gioco di comando e non di attesa: sa leggere i momenti e in ripartenza può far male. Il Giugliano ha in organico ragazzi di categoria molto seri, avendoli conosciuti, come De Rosa, D'Avino, Laezza, Caldore, Balde e altri, ai quali auguro il meglio».

Salernitana-Bari è una delle sfide più affascinanti del turno, in programma domenica sera: quanto possono pesare ambiente e pressione in gare di questo tipo?

«Certamente con questa partita tra Salernitana e Bari si respira calcio di Serie A. L'ambiente e la pressione fanno parte di questo mondo e i ragazzi che giocano in queste squadre devono essere fieri e orgogliosi di rappresentare in Italia queste città. Ben venga l'ambiente e la pressione, è il bello di questo sport. Certamente si lavora per i tre punti e farli da subito significa lavorare bene durante la settimana e convincersi che il lavoro proposto dallo staff e dal mister porta i risultati».

Quanto è importante, in questa fase della stagione, guardare la classifica e quanto invece bisogna aspettare prima di capire i reali valori delle squadre?

«Per molti di essi significa mettere fieno in cascina per assorbire i momenti meno felici e meno belli di una stagione. Non sempre i valori alla lunga vengono fuori: io credo che in tutte le categorie gli episodi incidano in maniera pesante».

In Serie C spesso l’equilibrio viene spezzato dagli episodi: quanto incidono palle inattive, seconde palle e gestione dei momenti della partita?

«Oggi come oggi devi curare tutto nei minimi particolari, e quindi anche le palle inattive vanno ad incidere in maniera evidente nel corso di un anno. D'altronde parla uno che a Coverciano ha presentato la tesi e il lavoro sulla rimessa laterale; alla fine di un campionato la gestione e l'efficacia della stessa possono incidere per un eventuale successo ed è fondamentale».

Vediamo sempre più giovani protagonisti: secondo lei la Serie C sta riuscendo davvero a svolgere il suo ruolo di campionato di formazione e valorizzazione?

«La C è storicamente un serbatoio di talenti. Certamente si può e si deve fare ancora di più con competenza e passione, ma il discorso a mio avviso è molto articolato e bisogna dedicarsi un po' più di tempo a questo argomento».

Dopo sette giornate giocate iniziano anche ad aumentare aspettative e pressioni sugli allenatori: quanto è difficile lavorare con continuità in Serie C?

«Purtroppo non si aspetta, c'è fretta di tutto. Chi allena lo sa e accetta di stare a lavorare in questo sistema. Per quanto mi riguarda devo rispondere alla mia dignità e su questo non transigo».