D’Alesio torna alla Samb: "Mi sento un allenatore nuovo. Pronti a fare grande partita"

D’Alesio torna alla Samb: "Mi sento un allenatore nuovo. Pronti a fare grande partita"TMW/TuttoC.com
Filippo D'Alesio
Oggi alle 21:40Primo piano
di Valeria Debbia
Il tecnico rossoblù presenta la sfida con il Grosseto: «Ho trovato un gruppo unito. Voglio una squadra con coraggio, intensità e voglia di fare».

Filippo D'Alesio è da qualche giorno tornato a sedere sulla panchina della Sambenedettese, dopo l'esonero di Boscaglia. Il tecnico si è presentato quest'oggi nella conferenza stampa che precede anche l'impegno di Grosseto.

Con quale spirito è tornato in una situazione drammatica come quella che stiamo vivendo, alla vigilia di una partita difficile ma non impossibile?

"Lo spirito è quello di una persona che vuole mettersi alle spalle quella che è stata l’esperienza passata. È stato qualcosa che mi ha fatto stare male, però mi ha fatto anche crescere, perché sicuramente mi ha dato spunto per riflettere su quelli che sono stati i miei errori, per mettere in dubbio anche quelle che potevano essere le mie certezze. Mi sento un allenatore nuovo. In questo momento lo sguardo è rivolto alla partita di domani. È una partita che, in una situazione, come avete detto voi, drammatica - per me drammatiche possono essere anche ben altre cose - ci mette comunque di fronte a una situazione sicuramente difficile dal punto di vista della classifica. Devo dire, però, che ho trovato un gruppo di ragazzi veramente unito. Non è facile vedere, in una situazione difficile, questi ragazzi così affiatati, con questa coesione, questa umanità e questa voglia di lavorare. Questa cosa, ve lo dico sinceramente, mi dà la forza di credere che anche per la partita di domani siamo già pronti per fare una grande partita. La forza, in questo momento, me l’hanno data i ragazzi. Questo è quello che posso dirvi". 

Rimanendo sulla preparazione della partita contro il Grosseto: curerà di più l’aspetto mentale, anche se in parte ha già risposto ed è positivo il fatto che i ragazzi siano uniti e siano comunque positivi, oppure curerà maggiormente l’aspetto tecnico e tattico? Che Samb vedremo contro il Grosseto?

"Separare le cose, quindi mentale, tecnico e tattico, secondo me non è una questione da affrontare separatamente, perché tutto deve essere unito. Anche la nostra identità di gioco cercherà di curare quello che può essere un aspetto mentale: dare delle certezze, dare un’identità. Mi piacerebbe che fosse una Samb che rispecchiasse quello che è questo popolo, che poi ho imparato a conoscere per poco tempo e anche da lontano: coraggio, intensità, voglia di fare, amore. Questo è un popolo che vive di calcio e che ha amore per questa piazza. Non sono parole di circostanza. Posso dirlo perché anche nella mia esperienza negativa ho respirato questo. Noi dobbiamo rappresentare quello che è questo popolo in questo momento, un popolo che vive la Sambenedettese con tutto sé stesso. Abbiamo quindi anche questa piccola ma grande responsabilità: portare quello che siamo, la nostra identità come città. Questo è quanto". 

Mister, ritrova nove giocatori che aveva lo scorso anno, sette più due portieri. La mia impressione è che potrebbe farli giocare tutti. Per quanto riguarda gli altri, invece, ha avuto modo di vederli durante la stagione, anche dal vivo? Conosce le loro caratteristiche, ha visto alcune partite sugli spalti?

"Essere tornato ha degli aspetti positivi, e uno di questi è proprio conoscere l'ambiente e avere dei giocatori con cui il messaggio che puoi far arrivare in tre-quattro giorni possa arrivare un po’ prima. Sono giocatori che possono capire le richieste un po’ prima e, al tempo stesso, in campo possono dare una mano anche a quei giocatori che ho conosciuto adesso. Sicuramente questo sarà un aspetto che potrebbe, per l’inizio, influenzare le scelte. Per di più, ci sono delle situazioni legate a squalifiche e infortuni che potrebbero far virare le scelte anche sui giocatori che già c’erano. Però sono veramente contento della rosa a disposizione, anche perché ci sono situazioni, a partita in corso, che possono essere interessanti".

Quindi ci sono dei ragazzi che erano già qui lo scorso anno sui quali può fare affidamento?

"Assolutamente sì, ma come sugli altri. È normale che, dovendo preparare la partita in tre-quattro giorni, questo fattore potrebbe farmi proiettare verso una scelta piuttosto che un’altra".

Due domande. La prima: lo scorso anno applicava il 3-5-2 o il 3-4-1-2, però ho visto negli ultimi due giorni che ha provato un sistema diverso, con una difesa a quattro. Pensa quindi di cambiare questo tipo di impostazione? E poi: quanto può essere davvero difficile la gara di domani contro una squadra che finora non ha mai perso ed è una delle migliori del campionato?

"Per quanto riguarda l’avversario, noi dobbiamo pensare un pochino di più a noi stessi, senza farci influenzare troppo da quello che è l’avversario. Sicuramente il Grosseto è una squadra da rispettare, che ha una propria identità e che sta venendo da un periodo positivo. Però non è qualcosa che ci deve mettere timore o altro. Per quanto riguarda invece il modulo, sono d’accordo: ho parlato prima del fatto che ho fatto delle riflessioni anche sugli errori che ho commesso l’anno scorso. Il modulo lascia un po’ il tempo che trova, perché spesso e volentieri possono essere anche i principi a rimanere gli stessi. Ci stiamo pensando, abbiamo lavorato anche sulla difesa a quattro. Ho giocatori duttili e quindi questa è una cosa che, anche per non favorire troppo il Grosseto, sapremo domani". 

Volevo farle una domanda sull’ultima partita, anche se lei non era in panchina: immagino che l’abbia vista. Sui due gol subiti dalla Sambenedettese, che sono arrivati dopo due errori grossolani, come pensa di correggere queste situazioni?

"Per quanto riguarda il passato non mi permetto assolutamente di giudicare quello che è il lavoro di un altro allenatore. Quello che posso dire, dati alla mano, è che questa è una squadra che è ultima per quanto riguarda i tiri subiti e ha preso 13 gol in sette partite. Da un punto di vista difensivo siamo in una situazione in cui dobbiamo alzare maggiormente l’attenzione, quindi diventare più solidi. Perché poi la realtà dice che questa è una squadra che, comunque, se non sbaglio, è sempre andata a segno contro tutte le squadre. Questo ci deve far riflettere. La nostra identità deve nascere da una solidità difensiva. Solidità non significa metterci tutti dietro per poi sperare di ripartire. Possiamo anche stare dietro, ma dobbiamo essere attivi, dobbiamo essere meno passivi, più attenti al dettaglio. Dobbiamo essere bravi ad anticipare e non a reagire, perché quel piccolo istante in cui parto in ritardo rispetto al mio avversario potrebbe essere letale. Sicuramente, negli episodi, ho visto che in alcuni momenti anche la Samb ha avuto le sue occasioni. Le cose non sono andate bene, come nell’ultima partita, dove comunque ricordo un paio, tre azioni del Campobasso e loro sono andati a segno. Bisogna essere più bravi anche a portare gli episodi dalla propria parte".

Lei lo scorso anno ha trovato una squadra che non aveva costruito e una piazza che era in parte delusa, anche dal cambio dell’allenatore, considerando quello che era successo con Palladini. Quest’anno si ritrova ancora nella situazione di avere una squadra che non ha costruito lei e ha detto di aver fatto tesoro degli errori della scorsa stagione. Ha intenzione di vedere quali sono le caratteristiche dei giocatori per adattare il gioco ai giocatori, piuttosto che adattare i giocatori al modulo? La partita di Grosseto sarà una prova importante anche per questo?

" Entrare in corsa non è facile. Devo dire che questa volta, come ho già detto prima, ho la possibilità di conoscere già quello che è l’ambiente e quello che sono i giocatori. Al tempo stesso, siccome so che i giocatori sono i protagonisti, voglio creare quel vestito che può essere per loro il migliore, rimanendo fedeli a quella che potrebbe essere una cornice di principi in grado di aiutarci ad avere un’organizzazione collettiva. Poi sarà una difesa a quattro, sarà una difesa a tre, possiamo cambiare anche durante la partita stessa. L’importante è che noi abbiamo chiaro quello che vogliamo essere come anima".

In vista di questo nuovo esordio, ha chiesto magari un impegno in più ai giocatori? Si è fatto aiutare anche dai ragazzi come Pezzola, Zini, Cultraro? Ricordo un’immagine abbastanza emblematica, a mio avviso, dopo Perugia: lei era praticamente in lacrime e c’era Pezzola che la abbracciava. Anche sotto questo aspetto ha cercato di farsi dare una mano in vista di questo impegno?

" Mi hai ricordato un bellissimo ricordo, proprio per testimoniare un po’ che io l’anno scorso con il gruppo mi sono lasciato molto bene. Avevamo un rapporto molto forte, però era giusto anche quello che è successo. Partendo da questo principio, sicuramente ritrovare questi ragazzi e vedere i loro occhi mi fa avere ancora più fiducia. Devo dire che ho trovato da parte di tutti, anche dei giocatori più grandi ed esperti, una disponibilità, un’umanità e una sensibilità nel riferirmi quelle che secondo loro possono essere le loro esigenze veramente importanti. Questa cosa mi fa pensare molto, molto positivo in questo momento".

Per quanto riguarda la situazione degli infortunati: sappiamo che Camigliano non c’è perché squalificato, Gigli non c’è. Pezzola è pienamente recuperato? Abbiamo visto che si è allenato un po’ a parte. E per quanto riguarda gli altri giocatori, come sta la situazione fisica?

"Abbiamo Camigliano che è squalificato, poi abbiamo Gigli con la situazione della spalla. Main è tornato dalla Nazionale e quindi lo stiamo valutando per capire se è già disponibile per questa partita o meno. Molto probabilmente non sarà della partita, però cerchiamo di recuperarlo da martedì, dalla prossima settimana. Per quanto riguarda Pezzola, ha avuto un piccolo problemino alla caviglia, ma parliamo della settimana scorsa. Sta bene, si è allenato. Per il momento non abbiamo altre defezioni. In difesa abbiamo qualche piccola assenza, ma chi giocherà sicuramente non farà rimpiangere gli altri".

Per quanto concerne la partita di domani vorrei ricordare alcune statistiche: cinque volte la Samb ha giocato contro il Grosseto, una volta ha vinto, tre sono stati i pareggi e una la sconfitta. L’ultimo incontro c’è stato il giorno di Pasqua del 1974 e io c’ero. La domanda è questa: lei, da giovane allenatore, si sarebbe aspettato di trovare al debutto un impegno un pochino più leggero, magari il Latina in casa, invece di affrontare il Grosseto? Sarà una partita da affrontare all’arrembaggio?

"Per me nessun incontro è più leggero. Anche il Latina in casa sarà una partita tosta tanto quanto il Grosseto. Devo dire che il Grosseto è una squadra che ha nella voglia di duellare tanto una delle sue caratteristiche. Sono bravi in quello e sono proprio quelle partite che rispecchiano un pochino anche la mia anima. Mi piace andare molto a duello, mi piace andare con coraggio a vedere un pochino chi riuscirà a portarla a casa. Quindi le rispondo che è una partita che mi piace proprio affrontare".