Arezzo, Bucchi: "Frenesia e sfortuna ci hanno impedito il 2-1. Rigore sembrava netto"

Arezzo, Bucchi: "Frenesia e sfortuna ci hanno impedito il 2-1. Rigore sembrava netto"TMW/TuttoC.com
Cristian Bucchi
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com
Oggi alle 22:00Girone B
di Valeria Debbia

Solo un pari per la capolista Arezzo contro il Perugia e il gap con la vicecapolista Ascoli si assottiglia a due punti. Eppure nelle prime tre occasioni sembrava che la squadra amaranto potesse 'divorare' l’avversario. Poi è arrivato il gol di Montevago a condizionare il match, rendendo tutto difficile. "Credo che la partita fosse comunque complicata e difficile. Di là c’era una squadra tosta, reduce da un buon momento, che ha scelto – come all’andata – di aspettare, chiudersi, toglierci spazi e ripartire in contropiede con giocatori di qualità. Noi abbiamo interpretato la gara dal primo al centesimo minuto nella maniera migliore - ha evidenziato in sala stampa mister Cristian Bucchi. - Se dovessimo dire cosa potevamo fare di più, credo poco: sicuramente la finalizzazione. Non solo sullo 0-0 ma anche dopo abbiamo avuto tante occasioni. Non è facile giocare contro una squadra che si chiude, stringe le maglie e raddoppia sistematicamente. Abbiamo avuto pazienza nel girare palla, non forzare le giocate, cercare il momento giusto. Poi un pizzico di imprecisione, frenesia e sfortuna ci hanno impedito di trovare il gol che ci avrebbe portato la partita dalla nostra parte. Peccato, perché siamo stati bravi a limitarli e a creare tanto".

Al 95' l'episodio chiave: rivisto al rallentatore sembrava ci fosse un rigore, sono rimasti tantissimi dubbi mentre l’arbitro ne ha avuti pochi. "Cosa ne penso? Spesso, se non quasi sempre, l’arbitro difende la sua prima scelta. A velocità normale ha deciso che non era fallo, ma addirittura simulazione. Io personalmente ho la mia interpretazione: mi sembrava rigore netto. Varela è arrivato sulla palla in anticipo, l’ha spostata, arriva a grande velocità… Purtroppo in scontri del genere li abbiamo pagati anche noi: penso a Righetti col Pineto, Perrotta col Bra, Chierico col Ravenna. Per me era rigore, ma l’arbitro l’ha rivisto e ha confermato la sua decisione. Ci dispiace, ma non possiamo fare i giudici: accettiamo e pensiamo solo a quello che abbiamo fatto. Potevamo fare un po’ meglio nella finalizzazione. Nell’analisi profonda di oggi è semplice: come circolazione della palla, ricerca delle ampiezze, catene, verticalizzazioni abbiamo fatto tutto molto bene nonostante le difficoltà. Il peccato è non aver messo dentro due, tre o quattro gol che potevamo fare. Questo deve spingerci a lavorare di più su questo aspetto nei prossimi giorni per migliorarci. Anche a Campobasso abbiamo avuto tante occasioni e fatto solo un gol: se riesci a sbloccare queste partite andando in vantaggio, diventano diverse per noi".

Con l'Ascoli a -2. diventa importantissima la partita di venerdì col Bra, anche perché poi i marchigiani riposeranno. "Sì, ma quella col Bra è importante a prescindere, come lo sarebbe stata comunque. La partita con l’Ascoli vale tre punti, punto. Se vinci con l’Ascoli e non vinci le altre, o viceversa, alla fine il risultato è praticamente lo stesso. Andremo a Bra per vincere: siamo lassù, vogliamo vincere, per vincere devi fare punti. È tutto scontato. Poi penseremo all’Ascoli. Ho sempre detto che questo campionato gode di un grandissimo equilibrio: non ho mai guardato +3, -2, +7, +9, +5, +4 con partite sfalsate, in un campionato anomalo. Giochiamo in serenità, come abbiamo fatto oggi: con grinta, voglia di portare la partita dalla nostra parte, quel pizzico di precisione e cattiveria in più. Non è questione di cattiveria, ma di calciare un attimo prima piuttosto che dopo. Va bene così".