Campobasso, Lucchini: "Ricostruiti dalle fondamenta. Sogniamo il 4° posto fino alla fine"
Stefano Lucchini, vice-allenatore del Campobasso insieme al 'titolare' Luciano Zauri, ha raccontato la sua esperienza a “Zona Lupi”, ripercorrendo il passaggio dal campo alla panchina e il lavoro silenzioso che sta contribuendo al ritorno dei Lupi nei playoff dopo 40 anni.
Dall’esperienza da calciatore alla panchina: «Dopo 20 anni di carriera da calciatore, quello che posso dare ai ragazzi è sicuramente tanta esperienza, tanto entusiasmo e tanta voglia di raggiungere obiettivi importanti. Penso che sia il segreto per fare un lavoro difficile come quello dell’allenatore o far parte di uno staff».
Lucchini ha spiegato che il passaggio da calciatore ad allenatore è stato naturale. Negli ultimi anni di carriera diversi allenatori gli avevano chiesto di smettere per entrare nello staff, vedendo in lui già qualcosa di diverso nel modo di comunicare, soprattutto con i più giovani: «Negli ultimi due anni avevo la sensazione che nel comunicare con i compagni non fosse solo una comunicazione tra compagni, ma ci fosse già qualcosa di diverso nel modo in cui andavo a spiegare come stare in campo o come mettersi col corpo nella fase difensiva. Ho percepito che potesse essere il mio futuro».
Il ruolo strategico del vice-allenatore: «L’allenatore in seconda è una figura che fa parte dello staff e aiuta in generale il mister e tutti i componenti dello staff. Secondo me deve essere bravo a mettere dei dubbi all’allenatore. Non è il “signor Sì”. Deve essere qualcuno che completa, vede magari cose diverse perché durante un allenamento o una partita ci sono più situazioni che un allenatore in campo non sempre riesce a cogliere».
Lucchini sottolinea l’importanza di avvicinarsi al mister sia dopo un allenamento sia durante una partita per notare dinamiche positive o negative, o addirittura mettere in dubbio alcune scelte di formazione per dare più opzioni.
Il rapporto con i giocatori e la differenza rispetto al passato: «Da calciatore ho avuto allenatori che avevano un rapporto molto distante con la squadra. Quello che invece ho vissuto sia da allenatore da solo sia con lo staff di mister Zauri è il rapporto che riusciamo ad avere con i ragazzi. Secondo me è fondamentale percepire e capire determinate dinamiche sia in campo che fuori dal campo. Il rapporto di empatia e collaborazione, sempre con i dovuti ruoli, ha dato qualcosa di importante al nostro lavoro. Abbiamo cercato di creare questo dialogo, perché il giocatore magari si apre più facilmente. Non ci sono solo problemi in campo, è una persona e può avere problemi fuori. Dobbiamo essere bravi a percepire queste cose. Il dialogo è fondamentale».
L’impatto con l’ambiente Campobasso: «Abbiamo una curva importante e molto presente. Mi ha colpito la prima trasferta a Ravenna quando sono arrivati in tantissimi e a San Benedetto quando erano più di mille tifosi. Questo vuol dire senso di grande appartenenza della città per la propria squadra ed è molto bello. Avere così tanti tifosi sia in casa che in trasferta è di grande aiuto per i ragazzi in campo. Io l’ho vissuto da giocatore: avere qualcuno che ti spinge è molto importante».
Sul gruppo e sulla mentalità, Lucchini ha descritto lo spogliatoio del Campobasso come «un ambiente molto positivo», dove i ragazzi cercano spesso il contatto per scherzare e divertirsi. C’è musica, cantano, e questo contribuisce a creare un bel gruppo. «Abbiamo cercato di ricostruire dalle fondamenta perché la squadra era cambiata parecchio. Abbiamo lavorato sia in campo sia sotto l’aspetto del gruppo, del dialogo, e penso che questo abbia portato dei risultati importanti. Nel percorso abbiamo cambiato anche modo di giocare, quindi vuol dire che si è creato qualcosa al di là del campo. Questo secondo me è il risultato che oggi vediamo, soprattutto nei momenti difficili quando la squadra è andata sotto ma è riuscita a reagire».
In conclusione: «Quando siamo partiti l’idea era di migliorare il campionato scorso. Strada facendo questa squadra è sempre rimasta nelle prime 10 posizioni. Probabilmente non ce lo aspettavamo neanche noi di trovarci al quarto posto. Siamo contenti di esserci. Adesso stiamo sognando di poter raggiungere questo traguardo alla fine del campionato, anche se non sarà facile».
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