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DS Ancona: "Mi prendo responsabilità. Ho atteso Rolfini fino alla fine"

27.02.2024 14:15 di Gianmarco Minossi   vedi letture
Fonte: Dal nostro inviato ad Ancona
DS Ancona: "Mi prendo responsabilità. Ho atteso Rolfini fino alla fine"
TMW/TuttoC.com

"Sono stato ventisei giorni in silenzio, subendo attacchi da tutte le parti e questo mi è dispiaciuto". È un fiume in piena il direttore sportivo dell'Ancona Francesco Micciola che, intervenuto in conferenza stampa, ha fatto il punto della situazione in casa dorica, parlando di mercato, campo e non solo. Si parte proprio dal mercato, cominciando dalla querelle Rolfini: "Volevamo prendere Rolfini, siamo andati avanti quasi venti giorni, perché lo reputavo un giocatore che ci avrebbe fatto fare il salto di qualità. Lui voleva tornare, anche Colavitto aveva dato il suo assenso. Rolfini era l'ideale, perché poteva giocare centrale ed esterno. Ero convinto che con la volontà del ragazzo e dell'agente lo avrei portato all'Ancona, ma a Vicenza non hanno trovato un sostituto all'altezza e se lo sono tenuto. Siamo così arrivati al penultimo giorno di mercato ed ero ancora convinto di prenderlo, ma nel frattempo la sera stessa mi sono incontrato con Finotto, chiudendo l'accordo. Il giorno dopo mi do appuntamento a mezzogiorno con l'agente: prima mando un messaggio a Tiong, che era ad Hong Kong, dicendogli che avrei aspettato Rolfini fino a mezzogiorno, altrimenti mi sarei buttato su Finotto, col quale avevo raggiunto un accordo di cinque mesi, perché devo sempre avere l'ok dalla proprietà. Così sono passate un paio d'ore, sono andato a pranzo con l'agente di Finotto e l'ok mi è arrivato alle 15:20, ma in quel frangente, con altre squadre che si sono inserite, il ragazzo ha fatto un'altra scelta: alle 15:20 avevo l'ok dalla proprietà, ma Finotto voleva un anno in più di contratto. Ho aspettato un altro ok, che è arrivato alle 17, ma nel fattempo lui aveva fatto le sue valutazioni e ha scelto la Carrarese, per un fatto di classifica: così ho preso la macchina e me ne sono andato. Questa è la verità: Finotto ha scelto Carrara per la classifica. Perché non ho potere di firma? Me lo chiedo anch'io. Non vedevo altri attaccanti che ci potevano far fare il salto di qualità: ero convinto che l'operazione potevamo portarla a termine".

Quali sono i rapporti tra lei e Ripa?
"Sono rapporti professionali, Ripa non è stato interpellato, ma ora non voglio togliermi le responsabilità: a giugno ho condiviso le scelte con l'allenatore che c'era, così come ho fatto ora con Colavitto. Io sto sempre al campo, ci metto sempre la faccia: se sono qui, è perché voglio il bene dell'Ancona, mi dispiace per la situazione che si è creata. Nel calcio ci sono momenti positivi ed altri negativi, ma bisogna andare avanti: la proprietà vede come lavoriamo, poi a giugno tireremo le somme. Se il direttore ha lavorato male, andrà a casa, adesso conta la salvezza dell'Ancona".

Qual è stato il filo conduttore di questa rivoluzione di giugno che ha smantellato totalmente una squadra?
"Se si fanno le rivoluzioni, è perché sono condivise con l'allenatore, io faccio il mercato per soddisfarlo. Ho rispettato il budget che avevo a disposizione, posso sbagliare, ma purtroppo solo chi non opera non sbaglia. Le difficoltà si superano con l'unione e con la forza del gruppo: i giocatori si devono svegliare e l'allenatore deve trovare la chiave giusta per farlo. Il mister ora ha concesso due giorni di vacanza per farli stare più tranquilli. Secondo me non si è arreso, avrà detto quelle parole nel post gara per motivare uteriormente i ragazzi".

Perché non è stato interpellato Canil?
"Perché l'ultima parola spetta al presidente Tiong, finché non decide lui io non posso agire".

Mai pensato alle dimissioni?
"A giugno avevo pensato di andarmene un paio di volte, perché lavorare in queste condizioni è molto difficile, ma io non darò mai le dimissioni, non sono il tipo che scappa e che va via. Se troviamo un accordo, lo troviamo con molta professionalità. Non sono mai retrocesso e non retrocederò nemmeno quest'anno, non mi faccio prendere in giro da nessuno!"

Perché Delcarro non è stato preso?
"Perché per me non andava bene: abbiamo preso Vogiatzis perché è un giocatore solido, che ci darà una mano. Peli? È andato via perché, dopo essere stato convocato per Lucca, ha detto di non voler venire perché infortunato e quindi è andato via, questa è la verità".

La conferma di Radicchio a cosa è dovuta?
"Non vedo quale sia il problema, è un ragazzo che si impegna e che lavora seriamente: l'ho voluto io, il problema non è Radicchio, sono altre cose".

Ovvero?
"Stiamo subendo troppi gol, è lì che l'allenatore deve trovare una quadra. Questi sono i giocatori che abbiamo e dobbiamo tirare avanti con loro: ogni domenica l'allenatore fa le sue scelte. Tanti giocatori che ho proposto a giugno sono stati bocciati dagli allenatori, ma al di là di questo, io mi assumo tutte le responsabilità. Mi ritengo colpevole, però io ho sempre seguito i programmi societari: con un altro direttore l'Ancona avrebbe speso una montagna di soldi".

A che punto è la situazione rinnovi?
"Con Martina stiamo parlando, penso di arrivare a un risultato positivo".

Cosa vuole dire ai tifosi che l'hanno duramente contestata?

"Mi dispiace molto per i tifosi, che sono i numeri uno: loro ci sono sempre, le contestazioni le facciano a me, non ai ragazzi. Alla fine un direttore sportivo rimane sempre solo: finché si vince è tutto ok, poi appena si perde, la colpa è sempre del direttore. Le responsabilità vanno suddivise, io sono colpevole perché ho scelto i giocatori e ho sempre lavorato per il bene del club. Non mi sono fatto da parte a giugno per rispetto del club e perché sto bene ad Ancona". 

Cosa si aspetta che dica Tiong quando arriverà?
"Lo stimo, ma non mi aspetto nulla: non ho grossi rapporti come ho avuto con altri presidenti, solo di tipo professionale".

Fosse dipeso da lei, avrebbe mandato la squadra in ritiro?
"Io sono contro i ritiri, ma a volte servono per creare quell'unione che oggi sembra essere venuta meno. Col Rimini abbiamo visto un ottimo primo tempo, ma siamo rientrati in campo in maniera superficiale.  Vedendo le ultime prestazioni, sono convinto che ci salveremo, ma i primi che devono reagire sono i giocatori: bisogna fare gruppo e lavorare, questa è la medicina. Pasini è pronto per giocare, si sta allenando e sono convinto che ci può dare una mano".

Con Colavitto vi confrontate?
"Si, ci parlo spesso: con lui ho un rapporto da tanto tempo, conosco i suoi pregi e suoi difetti. Vero che gli altri anni il rapporto era più frequente, ma questo è dipeso dal suo esonero. Però è inutile cercare il colpevole, mi assumo le responsabilità di tutto: speriamo solo che i ragazzi si diano una svegliata. Non ho la bacchetta magica, dobbiamo cercare solo di essere più aggressivi. Questa squadra non la reputo scarsa come pensa qualcuno, forse è solo un problema di personalità: giocare a Matelica è una cosa, ad Ancona è un'altra, me ne sto rendendo conto. Forse sulla valutazione di alcuni giocatori ho sbagliato qualcosa. Sono contento dei ragazzi che sono venuti a gennaio, è normale che mi aspettavo di più da altri giocatori, speriamo che accada il prima possibile".