Fermana, Urbinati: "Vengo dal basso, mi sono sudato tutto quanto"

26.05.2020 14:00 di Valeria Debbia Twitter:    Vedi letture
Gianluca Urbinati
© foto di Uff. Stampa Fermana
Gianluca Urbinati

Gianluca Urbinati, centrocampista della Fermana che spesso ha indossato la fascia da capitano, ha risposto, per il quarto appuntamento con il Webinar Fermana, alle domande dei giovanissimi colleghi di reparto del settore giovanile, raccontando il suo debutto in gialloblù: “Lo ricordo bene, fu un debutto molto tosto. Fu un Fermana-Samb, gara incredibile per una Serie D. Alla fine abbiamo pareggiato 3-3 dopo aver rincorso per tutta la gara. Emozioni fortissime, pubblico incredibile. Venivo da Castelfidardo dove non c’era grandissimo pubblico ma venire a Fermo e vedere quello scenario mi ha fatto emozionare veramente”.

Si passa poi a parlare delle differenze tra professionisti e dilettanti: “Ho fatto entrambi, vengo dal basso e mi son sudato tutto quanto. La differenza tra dilettante e professionista sono i dettagli. Arrivare prima al campo, fare esercizio fisico in maniera maniacale, curare un semplice affaticamento muscolare con posture, arrivare prima per sciogliere un fastidio, la vita fuori dal campo, l’alimentazione prima e dopo la gara. Sono tutti dettagli che alla fine fanno la differenza e nei professionisti la fanno”.

Sempre aprendo il libro dei ricordi, ecco il match da non dimenticare: “Tante ce ne sono state in questi anni, come il giorno della vittoria in D o proprio in quella stagione. Ma diciamo che vincere in quella maniera a San Benedetto, anche in sofferenza pur rimanendo sempre sul pezzo, salvati anche da Paolone Ginestra nel primo tempo. Siamo andati a riprenderci la gara nel secondo tempo e poi andarla a vincere in quella maniera è pazzesco. Quella emozione è freschissima ed è qualcosa di incredibile anche nel rivedere le immagini”.

In chiusura l'avversario che lo ha impressionato maggiormente: “Personalmente me la vedo con i centrocampisti avversari, spesso in duelli individuali. Tra i più complicati metto sicuramente Burrai del Pordenone che ha tutto: piede educatissimo, corre tantissimo, ha visione. Veramente dura stargli dietro”.