L.R. Vicenza, Marotta: "Obiettivo far esultare un Menti pieno"

23.03.2020 10:15 di Anna Catastini   Vedi letture
© foto di Federico Gaetano
L.R. Vicenza, Marotta: "Obiettivo far esultare un Menti pieno"

Il profilo Instagram del L.R. Vicenza si conferma molto attivo. Oltre ad Emanuele Padella, anche Alessandro Marotta risponde alle stesse domande in diretta e le sue risposte sono state riprese dal sito ufficiale del club. Con Padella vi siete piaciuti fin da subito? “Ci odiavamo da avversari, abbiamo entrambi due caratteri forti che vogliono prevalere. Abbiamo vissuto emozioni che non si dimenticano, condividiamo insieme rapporti importanti, grazie alla vittoria del campionato a Benevento il rapporto si è solidificato e adesso siamo davvero grandi amici”.
Come mai Vicenza? “Io ho scelto questa piazza per le ambizioni della società e la storia che ha scritto negli anni. Sapevo di trovare anche Padella, lui è arrivato prima, sapevo che avremmo affrontato un campionato al vertice, cercando di dare grandi soddisfazioni alle persone, l’ambizione ha fatto sì che io scegliessi il Vicenza”.
Che squadra tifi? “Tifo Napoli”.
Che momento è stato quando sei uscito con la Vis Pesaro? “Io non voglio uscire, a me piace stare in campo ed essere protagonista. A Pesaro ho avuto una piccola reazione di nervosismo contro me stesso perché non ero riuscito a dare il mio massimo, quindi non c’è stato assolutamente niente”.
Come è il mister? Come ti trovi? “Il mister ci ha fatto capire cosa significava giocare per il Lane, e ci ha fatto capire l’importanza di vincere in una piazza così importante, è stato bravo a far sentire tutti importanti, ha creato un grande gruppo inserendo bene anche il suo staff con cui siamo molto legati”.
Vicenza è la tifoseria più calda in cui hai giocato? “Ho avuto la fortuna di giocare in grandissime piazze importanti, Bari, Catania, Benevento, Cremona, Vicenza sicuramente entra a far parte delle tifoserie più calde in cui ho giocato. Il nostro obiettivo adesso è far esplodere di gioia Vicenza per vedere lo stadio totalmente pieno”.
Quando segnerà Padella? “Lui farà soltanto un gol, glielo ho detto a inizio stagione, un gol importantissimo, quest’anno si sta più dedicando a non prendere gol, io preferisco questo. Adesso l’importante è ritornare a giocare, sennò non segno neanche io”.
Sei il più matto dello spogliatoio?  “Sono uno che si fa sentire nello spogliatoio mi piace parlare e scherzare, sono uno in grado di fare gruppo”.
Vi tenete allenati a casa? “Il calcio oltre a essere una passione è anche una nostra professione, ci teniamo allenati per quello che si può fare, per fare in modo di farci trovare pronti al ritorno del campionato. Abbiamo un obiettivo da conquistare. La società si è fatta trovare pronta sotto ogni punto di vista”.
La partita più emozionante di quest’anno? “Condivido quello che disse il capitano Bizzotto. Secondo me la partita più emozionante è stata quella di Trieste, vincere partite così dopo una sconfitta nella partita precedente è segno di grande maturità, così come è successo anche con la Reggiana. Queste infatti credo siano state in assoluto le due partite più emozionanti e importanti”.
Torneremo a giocare? “Il calcio passa in secondo piano in questo momento, dobbiamo stare a casa sperando che tutto questo passi il prima possibile. Quando ritorneremo sarà completamente un campionato nuovo, sarà un minicampionato, si ripartirà da zero e sarà molto difficile, ci sarà una nuova preparazione, noi lo affronteremo così come abbiamo fatto fino ad adesso”.
Chi il leader in campo? Il vero leader in questa squadra è l’umiltà, con tutti questi giocatori importanti che hanno vinto tanto a volte ci può essere il problema del protagonismo, invece questo è stato messo da parte ognuno qui fa quello che deve fare con grande rispetto, questa è l’arma in più”.
Che futuro vediamo per Zarpellon, Tronco, Pontisso, Zonta e Vandeputte? “Sono ragazzi giovani che stanno facendo un anno importante, la carriera dei calciatori però è fatta di insidie, adesso bisogna pensare al presente che è buono”.
Che passione avete oltre al calcio? “La mia famiglia. Nonostante il momento stare a casa ora è bello. Riesco a vivermi cose che prima magari non immaginavo, riesco a conoscere ancora di più i miei figli e loro sono contenti di passare ancora più tempo con me. Esco solo per fare gli allenamenti, sennò vivo la casa o esco con mia moglie per mangiare fuori, poi i miei figli fanno calcio e danza e accompagnandoli, non rimane molto tempo per gli hobby”.
La trasferta che vi ha emozionato di più? “Cesena, è stata un’emozione unica e bellissima. 1500 tifosi al seguito, è stato come giocare in casa. Poi quella vittoria è nata ancora prima, sono venuti in 500 alla rifinitura ad incitarci, capendo che era una partita importante e da vincere e ci hanno dato una grossa mano”.
La partita più sudata? “Tutte, vincere non è mai semplice. Poi tutte vogliono battere la prima della classe, poi alcune vittorie magari sono sembrate più semplici ma non è così”.
La piazza più bella dove hai giocato in precedenza? “Benevento”.
Vi vogliamo in A con il Lanerossi. “Ma magari (ride, ndr). Intanto pensiamo un passo alla volta, siamo ancora il Lega Pro e mancano 11 partite per salire il primo scalino. Pensiamo a vincere e rimanere qui l’anno prossimo”.
Piatto tipico mangiato a Vicenza? “Anch’io ho mangiato il baccalà, sicuramente ci saranno anche altri posti che lo fanno in maniera divina, dobbiamo rimangiarlo”.
Ti tagli la barba in caso di B? “No, non me la taglio la barba. A Benevento me la tagliarono in campo per la promozione e mia moglie non mi parlò per un mese. Magari mi faccio biondo come ha detto Rachid Arma”.
Padella è scaramantico? “E’ la persona più scaramantica che io abbia mai conosciuto. Nel calcio ce ne sono tanti, ma lui è il primo nella classifica mondiale”.
Quanto è importante la società? “Se siamo dove siamo è perché tutto va come deve andare: societ, staff e calciatori, se tutto insieme funziona allora si ottengono grandi obiettivi”.
Almeno quando tornerete l’erba del campo sarà migliore. “Mamma mia, mi dovete credere, ho detto ogni cosa contro l’erba del campo, ma ora ci andrei a giocare anche se non ce ne fosse (ride, ndr).
La birra a Trieste? “E’ stata una goduria, non era preparata, non avevo nemmeno segnato io. Ma quando siamo andati sotto la curva ad esultare ho visto quel tifoso e gli ho preso la birra per berla ed era anche fredda al punto giusto”.
Ti manca il gol?  “Sì anche perché ultimamente mi mancava. Ma la cosa più importante è vincere i campionati e al rientro tornerò sicuramente al gol”.
Cappelletti ogni tanto vi cucina qualcosa? “E’ bravo, mette le fotografie di tutte le cose che fa ma a noi non ci porta mai niente (ride, ndr)”.
Pregi e difetti di Padella? “Difetti che è troppo scaramantico. Fa sempre le stesse cose, soprattutto quando si vince, mi manda gli stessi messaggi, mi viene a prendere, andiamo a bere il caffè prima della partita…ok basta (ride, ndr). Il pregio è che viene dalla strada come me, io a Napoli e lui a Roma. Tutto quello che abbiamo ce lo siamo costruiti da soli, abbiamo costruito le nostre umili carriere solo con le nostre gambe, senza chiedere aiuto a nessuno. E’ un padre di famiglia fantastico, rispetta sempre gli altri, è educato, ti dice sempre quello che pensa in faccia, ho grande stima di lui e lo reputo una grande persona”.
E’ più forte Bizzotto o Padella a ping pong? “Andando prima al campo giochiamo sempre a ping pong perché Bizzotto ha comprato la rete e le racchette. Loro due si sfidano sempre, ma la realtà è che sono entrambi scarsi. Anzi l’unico più scarso di loro è Giacomelli”.
Com’è il morale? “Io sono estremamente positivo. Nessuno è abituato a rimanere in casa, è una nuova esperienza per tutti. Sto di più con la mia famiglia, pulisco casa e passo l’aspirapolvere, cosa che non facevo spesso prima. Ma il mio morale è sempre molto alto. Questo periodo ci farà apprezzare molto di più il valore delle piccole cose, anche solo il caffè al bar”.
Com’è esultare sotto la Sud? “Bellissimo. E’ uno stimolo per cercare di vincere la gara perché vincerla significa poter festeggiare sotto la curva con tutta la nostra gente, consapevoli di averli resi felici e di aver fatto passare loro una bella domenica”.