Monza, Brocchi: "Dopo la finale di Coppa non ho dormito per tre notti"

13.05.2019 20:20 di Valeria Debbia Twitter:    Vedi letture
Cristian Brocchi
© foto di Federico Gaetano
Cristian Brocchi

Una gara difficile quella del primo turno playoff di ieri per il Monza, anche solo perché la squadra biancorossa veniva dalla cocente delusione della finale di ritorno di Coppa Italia Serie C persa a Viterbo nel secondo minuto di recupero, quando oramai tutti pensavano che il trofeo prendesse la via della Brianza. Invece il Monza è riuscito a rivitalizzarsi e ad eliminare la Fermana, ma in sala stampa con mister Cristian Brocchi si fa comunque un passo indietro: "Perché mercoledì non si è visto questo Monza? Su mercoledì ho sentito parlare di Brocchi come di un difensivista e mi ha fatto ridere. Allora qua non capiamo di calcio. Ci sono momenti in cui la squadra non riesce ad interpretare certe cose e la squadra avversaria ha un tipo di gioco che ti mette in difficoltà sotto altri punti di vista. Brocchi gioca con 4-3-1-2, non gioca con 4 difensori bloccati, con i mediani in mezzo al campo, ad aspettare e a giocare sulle seconde palle. L'idea del difensivismo mi fa sorridere perché ho sempre preso critiche per l'opposto. Poi però prendi gol a 3 minuti dalla fine e non ci dormi per tre notti. E sapete perché? Perché amo quello che sto facendo e sono fortemente legato a quello che stiamo facendo e non dormo da tre notti per questa cosa: è normale che abbia fatto male". 

Eppure l'atteggiamento del Monza nella ripresa è stato diverso da quello del primo tempo: "La partita si è incanalata in questa modalità: loro giocavano i palloni lunghi, nella ripresa si sono messi a giocare sulle seconde palle e sulle spizzate e non ci davano più modo di giocare. Un singolo episodio ci ha condannato. Se tornassi indietro cosa cambierei oltre al risultato? Cosa devo dire? La partita è stata preparata come tutte le altre. Siamo partiti con un 4-3-1-2, sicuramente abbiamo avuto difficoltà nelle nostre modalità di gioco e anche dal punto di vista del risultato perché vedevi l'obiettivo avvicinarsi e in qualche giocatore è subentrata un po' di ansia. Ma ripeto: la partita è stata preparata come all'andata. Forse il nostro campo ci ha aiutato di più nello sviluppo del gioco, mentre su quel campo lì è stato più difficile visto che quando muovevamo la palla, non rimbalzava sempre bene e c'era più tensione. C'è stata una lettura sbagliata e un gol preso a difesa schieratissima".

Dal punto di vista psicologico è stato quindi difficile rianimare il gruppo: "E' stato difficile rianimare anche me, in generale un po' tutti sia la prima sera sia il mattino dopo. Ma non è perché uno perde una battaglia - seppur importante e a cui tutti tenevano in modo esponenziale - allora bisogna piangersi addosso e magari interpretare la partita di stasera (ieri sera, ndr) con addosso la tristezza e la paura. Ho chiesto ai ragazzi di dimenticare e di ripartire, di far vedere a tutti che noi non siamo quelli del secondo tempo di Viterbo, che non dobbiamo avere paura, che le partite si possono perdere ma vanno giocate con entusiasmo, voglia, tenacia, aggressività e cattiveria agonistica. Ma i ragazzi hanno dato una risposta importante".