Perugia, Diana: "Nessun alibi per le sconfitte, troveremo il nostro percorso"

Perugia, Diana: "Nessun alibi per le sconfitte, troveremo il nostro percorso"TMW/TuttoC.com
Oggi alle 18:00Girone B
di Matteo Ferri

Aimo Diana, allenatore del Perugia, ha aperto la conferenza stampa alla vigilia della trasferta di Grosseto tornando sul 3-0 subito contro lo Spezia, gara che aveva seguito dagli spalti per squalifica: "Non c'è nessuna attenuante. Non è la prima né l'ultima volta che nella nostra carriera, o voi avete vissuto, situazioni simili: ho detto fin da subito che non voglio più sentire alibi. La partita col Ravenna è stata persa, e la seconda è stata persa in maniera poco bella, soprattutto. Potrei raccontarvi cosa mi è piaciuto, ci sono delle cose, ma perdono valore quando il risultato è 3-0, e lo stesso vale per quello precedente: me le tengo per la squadra, altrimenti non sarei sincero con chi mi ascolta, perché comunque in un 3-0 ho ritrovato situazioni che mi sono piaciute, ma non sarei onesto a dirvele qui. Sono due risultati che non sono piaciuti, nonostante affrontassimo due squadre che in questo momento sono superiori non solo a noi ma a tutti, come si vede ogni domenica. Dobbiamo provare a restare sempre dentro le partite: oggi possiamo fare determinate cose, non tutte. Il nostro percorso è contrario a quello di quasi tutte le squadre che affronteremo, che partono veloci, con giocatori rapidi e già in buona condizione atletica: il nostro deve partire dal ritrovare cattiveria e alchimia nella fase difensiva, magari senza un gioco ancora brillante, ma quella deve essere la base per raggiungere il resto".

L'ambiente sembra risentire delle due pesanti sconfitte consecutive, ma il tecnico ha voluto ribadire che la rotta resta quella tracciata da inizio stagione: "Squadre come Pineto, Ostia Mare, Vis Pesaro e lo stesso Grosseto che affronteremo partono veloci e in questo momento ci mettono in difficoltà, perché hanno un ritmo che ancora non reggiamo. Ma tutto questo non scalfisce di una virgola il mio pensiero. L'esperienza ci dice che una situazione come quella vissuta in questi tre giorni si poteva mettere in preventivo: speravamo non arrivasse così in fretta, ma ci ha comunque riportato a lavorare sulle stesse cose su cui lavoriamo dall'inizio, perché il percorso non cambia e l'atteggiamento nemmeno. Non siamo nella condizione di stravolgere tutto dopo due sconfitte: si va avanti su quello che stiamo facendo, la squadra ne è al corrente. Dobbiamo dare alla città e alla tifoseria un'opportunità, e quell'opportunità va colta da tutti: ho bisogno di vedere tutti i giocatori, quindi domani vedrete ancora volti nuovi, perché non posso restare a guardare solo i risultati. Serve trovare una quadra su chi possiamo contare almeno fino a gennaio e chi no. Perugia ha una grande opportunità di costruire un'identità comunicativa, un modo di fare, una cultura del lavoro: non si può cambiare tutto per una sconfitta 3-0, altrimenti si ripetono errori già visti in passato, dando in pasto alla gente parole fantasiose. Domani sarà una partita difficilissima, e ci troveremo ancora in difficoltà, perché in questo momento siamo questi: solo lavorando, passando da quaranta minuti di buona condizione a un'ora, poi a settantacinque, sono convinto che arriveranno i risultati. E se non dovessero arrivare? Non avrei rimorsi, sono andato avanti dritto per quello in cui credo, insieme alla mia squadra. Il cinque agosto, quando mi hanno chiamato - stavo pensando di andare in Inghilterra a vedere gli allenamenti di De Zerbi - mi hanno detto che c'era da fare un miracolo: secondo me non c'è da fare un miracolo, c'è da lavorare seriamente. Gli allenamenti restano aperti, la gente deve vedere come lavoriamo e con quale serietà: chiedo di lavorare e di crederci, perché è una grande opportunità per tutti".

Il divario con lo Spezia è apparso soprattutto tecnico più che atletico, e questo preoccupa chi segue la squadra da vicino: "È una considerazione giusta. L'ho vista dall'alto, come dovrebbero fare tutti gli allenatori - se lo fanno anche nel baseball americano un motivo ci sarà, perché da lassù vedi tante cose. Se entriamo nel dettaglio, per trenta, trentadue minuti la squadra ha fatto il possibile per tamponare una forza superiore alla nostra, soprattutto dal punto di vista tecnico, ed è vero. Sono convinto che arriveremo anche noi ad avere una buona qualità tecnica, perché l'abbiamo già dimostrata a sprazzi: non dimentico applausi scroscianti su certe giocate, segno che quella qualità c'è dentro la squadra. Quando stai bene mentalmente e fisicamente puoi raggiungere picchi importanti, ma prima dobbiamo arrivare al trentacinquesimo, alla fine del primo tempo, sullo 0-0 - anche se negli ultimi dieci minuti della prima frazione siamo andati in difficoltà. In quei momenti bisogna stringere i denti e soffrire: quando ci riusciremo, la squadra starà prendendo la strada giusta, e sono convinto che ci riusciremo, anche se è normale un certo calo di entusiasmo nell'ambiente in questo momento, con qualche dubbio che comincia a serpeggiare. Quando arrivano annate difficili sembra sempre che la prima difficoltà metta tutto in discussione, ma la barra resta dritta: abbiamo una società e uno staff che non guardano in faccia nessuno e proseguono per la propria strada. Questi periodi servono a valutare tutto: i calciatori, il nostro operato, l'ambiente, la stampa, di chi fidarsi e di chi no, come comunicare. Dobbiamo prendere a esempio grandi realtà come il Como, senza paragonarci con presunzione: è partito dalla C2, salvandosi in campionati di C, per poi trovare mentalità, struttura, cultura del lavoro e risorse. Nonostante il grande impegno delle precedenti gestioni per far vivere Perugia, credo che oggi ci sia una nuova società che ha già dimostrato cosa vuole fare, con i giocatori presi e un progetto sullo stadio: sono opportunità enormi che non vanno disperse".

Serve soprattutto una prova di carattere, dopo una squadra apparsa anche un po' spenta nell'approccio alla gara con lo Spezia: "È un dato di fatto che alcuni siano arrivati da poco, l'ha già detto anche il direttore in conferenza: siamo alla quinta partita e stiamo ancora dando minutaggio a qualcuno, tanto che domani alcuni non saranno della gara perché ancora stanchi. Ma la vedo un po' diversamente: senza carattere non l'ho vista, ho visto una squadra che ha cercato di avere grande carattere soprattutto nei primi trenta-trentacinque minuti. Proposto poco? È vero, pochissimo, ma lo Spezia ti fa proporre poco in questo momento: eravamo comunque sul pezzo. È chiaro che l'aspetto mentale conta: prendi due gol in quattro minuti, arrivi al secondo tempo, e io avrei gradito chiudesse 0-0. È finita comunque 1-0 per loro nella ripresa, nonostante una nostra grande occasione: la differenza è che loro hanno segnato e noi no, quindi nessuno l'ha riaperta. Ci siamo concessi una chance, difficilissima, ma ce la siamo creata; loro l'hanno chiusa con un'azione quasi identica. La differenza sta anche in questo. Li vedo allenare ogni giorno, il carattere ce l'hanno: sanno che c'è grande aspettativa, e per questo davanti a loro serve sempre qualcuno con la barra dritta, che non cambi idea di continuo su modulo e scelte. Si fanno accorgimenti per singole partite, ma bisogna trovare la miglior quadra possibile, capire su quali quindici, sedici, diciotto giocatori puntare con forza, per poi pensare che a gennaio si potrà aggiungere qualcosa. È un percorso che richiede grande resilienza da tutti, e sono contento che a fine partita i tifosi abbiano apprezzato quel poco che c'era da apprezzare, senza indugiare troppo su un bilancio pesante di sei gol subiti in due partite. Cosa mi aspetto dai calciatori? Tanto: una reazione nervosa nella partita di domani - non nel senso di litigare, ma di reagire con nervosismo agonistico. Si parte da queste piccole cose, e insieme sono convinto che potremo toglerci delle soddisfazioni. Le prime dieci partite di cui parlavo all'inizio della stagione, forse ora capite perché le citavo: c'è bisogno di tutto questo. La gente deve capirlo, la stampa deve capirlo - se non lo capisce, è già difficile allenare la squadra così. Dentro di noi continuiamo su questo principio".

Sulle condizioni del gruppo ritrovato dopo la squalifica e sugli assenti per la trasferta di Grosseto: "Sono intervenuto subito la sera stessa con chi era rimasto, perché ho dovuto scontare la squalifica fino a un certo orario, poi mi sono intrufolato e ho iniziato a parlare con tre, quattro giocatori: certe cose vanno dette subito. Devono vedere subito uno staff sveglio, che prepara l'allenamento del giorno dopo, che non si trascina per il campo ma ha grinta e fame di spingere chi dovrà giocare domenica. Per questo tengo spesso gli allenamenti aperti: la gente deve vedere gli sforzi che facciamo, altrimenti tutto resta aleatorio e ci si può immaginare di tutto. Abbiamo dei giocatori che non hanno ancora recuperato, com'era prevedibile. Avrei voluto fare qualche cambio in più e lo farò, perché ho bisogno di vedere chi non ho ancora visto, dare più minutaggio a qualcuno, far rifiatare qualcun altro in alcuni ruoli - ma non posso, perché chi dovrebbe sostituirlo non sta bene, e in questo momento non possiamo rischiare troppi infortuni. Sappiamo che andremo a Grosseto per una battaglia, sarà una partita difficilissima per noi in questo momento, ma passiamo anche attraverso questi passaggi. Su Cortesi è stata fatta una scelta precisa, bisogna essere decisionisti: il ragazzo non sta bene, meglio fermarlo e farlo recuperare del tutto piuttosto che fargli fare mezzo allenamento oggi, uno domani, due dopodomani. Decisionismo, cultura comunicativa, cultura del lavoro: devono essere alla base di tutto. La qualità va abbinata alla corsa e alla voglia di fare: credo che questa squadra abbia qualità, ma alcuni non l'hanno ancora dimostrata semplicemente perché non gli è stata data l'occasione, un po' perché sono arrivati fermi e serve tempo materiale per rimetterli in campo, sapendo che quando li impieghi hanno ancora un recupero basso. Vergani, Seha, Pelle sono tutti giocatori che devono alzare il livello di qualità della squadra, e credo che già da domani in alcune situazioni potremo vederli molto di più: sarebbe facile per me buttare dentro solo chi ha esperienza, ma ho bisogno di vederli tutti, anche a costo di rischiare una partita di sofferenza".

Tra i nuovi arrivati, chi sembra più pronto per una maglia da titolare? "Vergani secondo me è già pronto per provare a iniziare la gara, anche perché Sabbatani sta tirando la carretta, è stanco: siamo alla terza partita di fila per lui, e guarda caso gli è capitato lo Spezia, che onestamente non gli ha dato una mano - ma va bene così, ci ha messo a nudo quella che è la nostra problematica attuale, di cui parlavamo. Per gli altri credo ci sia qualche avvicinamento: avrei voluto fare qualche cambio in più, ma non mi è consentito. C'è qualche giocatore che può ricoprire posizioni diverse, penso a Papazov, che secondo me può darci freschezza, voglia e corsa: sono giocatori che in questo momento hanno voglia di dimostrare, ed entreranno in campo con grande determinazione".