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Reggiana, Tosi e Vacondio lasciano nel giorno del ritiro, la ferita dietro la retrocessione non si è mai rimarginata

Reggiana, Tosi e Vacondio lasciano nel giorno del ritiro, la ferita dietro la retrocessione non si è mai rimarginataTMW/TuttoC.com
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Cambiare a volte serve, specie se alcune ferite non si sono rimarginate. Ma c'è un dettaglio che rende questa storia ancora più amara: tutto è esploso proprio nelle ore in cui la squadra partiva per il ritiro di Toano, mentre il diesse Marco Bernardi e l'allenatore Attilio Tesser spiegavano alla stampa le ultime scelte tecniche, compreso il delicato caso del mancato rinnovo a Lorenzo Libutti. Proprio in quel momento, lontano dai riflettori, il direttore tecnico Doriano Tosi e il direttore generale Ivano Vacondio rassegnavano le proprie dimissioni. La società ha confermato tutto con un comunicato asciutto, affidato alle parole del patron Romano Amadei: "Preso atto delle rinunce di Ivano Vacondio e Doriano Tosi, la gestione della Reggiana proseguirà con ancora maggiore impegno insieme ai Soci con cui sto lavorando da sette anni. Confermo totale stima e incondizionata fiducia nelle figure e nell'operato del presidente Carmelo Salerno e del vice presidente Giuseppe Fico".

Dietro la formula istituzionale, però, si nasconde una frattura profonda. Alla base ci sarebbero divergenze economiche legate al budget per il mercato, esplose in un duro confronto telefonico tra Tosi e Alfredo Amadei, figlio del patron e presidente di Immergas, storico sponsor del club, pur senza alcun incarico operativo formale in Reggiana, dato che le quote di maggioranza restano personali del padre Romano. Lo stesso Tosi, interpellato da TgReggio, non ha chiuso del tutto la porta: "Torno se mi richiama chi mi ha cacciato". Vacondio, dal canto suo, ha scelto la solidarietà con l'ex collega rimettendo il proprio incarico via mail, con parole che raccontano più il rammarico che la rabbia: "Ho grande stima di Doriano e mi dispiace per la situazione che si è venuta a verificare. Margini per ricucire? Vediamo... ma è difficile".

Per capire il peso di questa rottura bisogna tornare indietro di appena due mesi. Tosi e Vacondio erano arrivati a fine maggio, scelti personalmente da Amadei per guidare la ricostruzione dopo una retrocessione che lo stesso Vacondio, nella conferenza di presentazione, aveva definito senza mezzi termini "dolorosa, sanguinosa, che ha lasciato degli strascichi". Fu proprio in quell'occasione che il neo dirigente lanciò un monito che oggi suona quasi profetico: parlò di una Reggiana "casa senza porte e finestre", dove tutti parlano e nessuno trova armonia, e chiese esplicitamente ai soci di scegliere tra un campionato di transizione e uno da vertice, ciascuno con il proprio budget necessario. Tosi, per la sua parte, tornava in granata dopo il triennio 2019-2022, quello dei playoff vinti contro il Bari con Alvini in panchina e della beffa della mancata riammissione in Serie B ceduta al Cosenza. Un legame antico e mai reciso con Amadei, nato ai tempi di Immergas e proseguito tra Modena e Brescello. Ora quella storia si interrompe di nuovo, proprio quando la squadra aveva bisogno di stabilità per affrontare un girone che lo stesso Vacondio aveva definito, senza troppi giri di parole, "un pantano". Il club fa sapere che il progetto tecnico va avanti con Bernardi e Tesser come garanzie. Ma la sensazione, a Reggio Emilia, è che la ferita della retrocessione non si sia mai davvero rimarginata: si è solo spostata, dal campo agli uffici di Via Brigata Reggio.