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Stellone e la Vis Pesaro: un ciclo che resterà nella storia recente del club

Stellone e la Vis Pesaro: un ciclo che resterà nella storia recente del clubTMW/TuttoC.com
Roberto Stellone
Ieri alle 21:40Girone B
di Redazione TC

Roberto Stellone ha lasciato la panchina della Vis Pesaro dopo due stagioni (e qualche mese) intense, in cui ha trasformato una situazione di emergenza in un ciclo di risultati significativi per il club marchigiano. Arrivato il 31 marzo 2024, ha preso in mano una squadra in difficoltà e ha costruito, in poco tempo, una nuova identità sportiva.

L’impatto immediato - L’esordio non è stato semplice, ma il tecnico ha saputo imprimere una sterzata rapida: dopo la sconfitta iniziale contro il Rimini, il primo successo è arrivato il 14 aprile con il 1-0 sul Perugia. Quella rimonta ha portato la Vis Pesaro a chiudere la regular season in una posizione che le ha permesso di giocarsi la salvezza con maggiore serenità; nei playout la squadra ha mantenuto la categoria battendo la Recanatese.

Dalla salvezza ai playoff - Il rapporto con il club è proseguito oltre l’emergenza: a luglio 2024 Stellone ha rinnovato il contratto e la stagione successiva ha visto la Vis chiudere al sesto posto, con l’eliminazione ai playoff per mano del Pescara (poi promosso) al secondo turno. Nell’annata seguente la squadra ha ottenuto il decimo posto e l’uscita al primo turno contro la Juventus Next Gen. Complessivamente, il bilancio numerico del suo periodo alla guida pesarese conta 89 partite di campionato con 31 vittorie, 29 pareggi e 29 sconfitte, con una media di 1.37 punti a partita.

Il profilo tattico e umano - Stellone ha portato in biancorosso un’impronta tattica pragmatica, costruita sull’equilibrio difensivo e sulla capacità di sfruttare le transizioni. Moduli come il 3-4-1-2 o varianti con due punte e ampiezza sulle fasce hanno caratterizzato spesso le sue scelte, con un’attenzione particolare alla solidità collettiva. Ex attaccante di lungo corso, ha saputo trasferire autorevolezza nello spogliatoio e ottenere dai giocatori una risposta di carattere nei momenti decisivi.

Risultati e valore aggiunto - Più che singoli exploit, l’eredità di Stellone a Pesaro è una crescita di identità: la squadra ha mostrato maggiore solidità mentale nelle fasi decisive dei campionati e la capacità di competere stabilmente per i posti di vertice del girone. Le due qualificazioni consecutive ai playoff rappresentano il punto più alto del biennio e hanno alzato le aspettative attorno al progetto societario.

Perché la separazione e quale futuro - La risoluzione consensuale annunciata dal club arriva in un clima di reciproca riconoscenza: la società ha ringraziato Stellone per il lavoro svolto, mentre il tecnico si trova ora libero di valutare nuove opportunità. La sfida per la dirigenza sarà trovare un profilo in grado di garantire continuità al percorso costruito, mantenendo l’asticella delle ambizioni al livello raggiunto.

Rimane ora da capire chi raccoglierà l’eredità tecnica e culturale lasciata in questi due anni, con l’obiettivo di non disperdere quanto costruito sul campo.