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Foggia, la vera ripartenza: Panico apre il mercato, Chionna saluta la piazza

Foggia, la vera ripartenza: Panico apre il mercato, Chionna saluta la piazzaTMW/TuttoC.com
© foto di Nicola Ianuale/tuttoSALERNITANA.com
Oggi alle 16:00Primo piano
di Laerte Salvini

A Foggia l'estate ha il sapore del rinascimento. Dopo mesi trascorsi in bilico, tra tribunali e attese, i rossoneri hanno imboccato la strada che li riconsegna al calcio professionistico. La squadra è scivolata in Serie D sul rettangolo verde, ma dovrebbe ritrovare la terza serie grazie alla riammissione, il cui via libera è atteso dal Consiglio Federale. Solo da quel momento sarà possibile depositare i contratti dei nuovi tesserati. Nel frattempo, la macchina si è rimessa in moto: prima con la scrivania, ora con il campo.

Lo spartiacque porta la data del 20 luglio, quando il Tribunale di Bari ha revocato l'amministrazione giudiziaria che gravava sul club. Tre giorni più tardi, nella sala conferenze dello Zaccheria, l'ormai ex amministratore Vincenzo Vito Chionna ha salutato con la voce rotta dall'emozione. Chi è, e cosa lascia? Un avvocato barese chiamato ad affiancare la gestione rossonera dopo il decreto dell'aprile 2025, in una fase segnata - sono parole sue - da intimidazioni e da un clima difficile. In quattordici mesi ha traghettato una società immersa nel caos verso quello che lui stesso ha definito un modello di legalità per l'Italia intera.

Nel suo bilancio, Chionna ha rivendicato il ricorso che ha evitato la penalizzazione di tre punti e la trasparenza garantita nel passaggio di proprietà. "È stato un percorso lungo e impegnativo, ma il bilancio è da ritenersi positivo", ha spiegato, ricordando come senza l'iscrizione al campionato dello scorso anno la storia si sarebbe potuta chiudere per sempre. Poi il congedo: "Sono sereno nel lasciare il Foggia in mano ai foggiani". Al suo posto subentra l'avvocato Antonio Fesce, nella veste di organismo di vigilanza monocratico previsto dal dlgs 231/01: la bonifica non finisce, diventa struttura permanente.

Con l'ombra dell'amministrazione alle spalle, il progetto tecnico ha potuto definirsi. In panchina siede Gaetano Auteri, allenatore di lungo corso e carattere forte, accolto con qualche riserva dalla piazza ma voluto con decisione dalla dirigenza. Attorno a lui un organigramma d'esperienza: Alex Casella direttore sportivo, Peppino Pavone a capo dell'area tecnica, Giovanni Francavilla direttore generale. Il presidente Gennaro Casillo ha raccontato la filosofia del nuovo corso: un progetto sostenibile, il giusto equilibrio tra elementi esperti e giovani, con quattro o cinque profili di categoria superiore su cui puntare. Casella, dal canto suo, non ha cercato scorciatoie: "Sapevamo di non poter tesserare fino a fine mese, non cerchiamo alibi".

Ed eccolo, il capitolo che più scalda i tifosi. Il colpo che ha dato la scossa dovrebbe portare il nome di Giuseppe Panico, esterno offensivo classe '99 originario di Ottaviano, in arrivo dall'Avellino. Secondo le indiscrezioni raccolte dalle redazioni locali, sarebbe stata trovata l'intesa per il trasferimento a titolo definitivo, con il giocatore pronto a legarsi ai rossoneri con un contratto biennale più opzione. Un profilo di categoria, veloce e tatticamente intelligente, abile nel creare spazi e nello spaziare su tutto il fronte d'attacco, con una carriera fatta di piazze importanti: Genoa, Cesena, Cittadella, Novara, Juve Stabia, Crotone e Ternana, tra le tante.

Il pressing su Avellino non si sarebbe fermato lì. Dopo Panico, i rossoneri avrebbero messo le mani anche su Gianmarco Todisco, terzino destro di 24 anni reduce dal prestito all'Audace Cerignola e finito nel mirino di diversi club prima della possibile chiusura foggiana. Sul fronte dei portieri, sarebbe stato perfezionato l'accordo con Giovanni Cultraro, estremo difensore ventitreenne in uscita dalla Sambenedettese.

Restano vive altre trattative. Dall'Avellino potrebbe arrivare pure il centrale Claudio Manzi, classe 2000, anche se sul difensore si registrerebbe l'inserimento del Crotone, in leggero vantaggio nelle ultime ore. Da sciogliere anche il nodo Limonelli, trequartista ex Siracusa e vero pallino della dirigenza: accostato allo Spezia, preferirebbe restare al Sud, e per convincerlo il Foggia dovrebbe compiere un ulteriore sforzo economico. Sono le trame tipiche di una sessione condizionata dai tempi tecnici: al momento si lavora soprattutto sui profili bloccati, in attesa dell'ufficialità della riammissione.

Il primo vero banco di prova, però, non è la scrivania ma il campo. E il campo si chiama San Gregorio Magno, in provincia di Salerno, dove i rossoneri svolgeranno il ritiro dal 25 luglio al 7 agosto, allenandosi al comunale "Pierino Lordi". A salire sul pullman diretto in Campania sarebbero venticinque elementi, un gruppo inevitabilmente ricco di giovani, destinato ad allargarsi con il passare dei giorni e con la riammissione che diventerà realtà proprio nei giorni del raduno. Come lo ha definito Casella, sarà un pre-ritiro anomalo, utile per gettare le basi della partenza vera e propria.

Il senso di tutto questo va oltre il singolo acquisto. Il Foggia arriva a questo snodo dopo una delle stagioni più tormentate della sua storia, con una retrocessione sul campo ribaltata dalle carte e una piazza che ha imparato a convivere con l'incertezza. Casillo ha chiesto ai tifosi di azzerare tutto ciò che è accaduto fino al 30 giugno e di ripartire uniti, rivendicando prudenza gestionale: "Vogliamo costruire una società stabile, senza compromettere il futuro". Una promessa che il campo dovrà validare. Perché una piazza come Foggia non si accontenta di sopravvivere: vuole tornare a emozionarsi. E la partita più importante, quella per riconquistare il cuore dei tifosi, comincerà soltanto quando il pallone tornerà a rotolare.