Top & Flop di Virtus Entella-Pescara

11.10.2021 23:25 di Niccolò Anfosso   vedi letture
Andrea Schenetti
TMW/TuttoC.com
Andrea Schenetti

Salire sulle montagne russe senza accontentarsi d'essere temporaneamente sospeso in aria. A Chiavari finisce 2-2 il posticipo tra Entella e Pescara, ma entrambe giocano un buon calcio ragionato e verticale, accettano il confronto proiettato alla continua ricerca di varchi per le incursioni di pedine brave ad unire tecnica, fisicità e tempismo perfetto negli inserimenti. L'avvio è piccante e gli uomini di Auteri sprecano con Clemenza che riceve da De Marchi ma è lezioso nel dribbling su Paroni, decentrandosi senza riuscire a trovare la botta vincente. Al 16' Lescano serve Capello che lascia partire la rasoiata imprecisa a lato dai 25 metri. Trascorrono dieci minuti di lotta costante e ricca di forsoro in mezzo al campo, quando Cancellotti è lungimirante nell'arcuare il tracciante verticale per De Marchi, che s'aggiusta col controllo orientato che gli permette d'arrivare a tu per tu col portiere beffandolo col tocco efficace sul primo palo siglando la seconda rete in stagione. Volpe pretende di più dai suoi e viene accontentato, con il pareggio al 37' che è frutto di rimpalli e carambole a difesa schierata: un batti e ribatti in area scaturito dal sinistro d'esterno di Barlocco deviato da Zappella premia fortuitamente il tocco vincente da rapinatore d'area di rigore di Lescano. La ripresa è subito energica ed elettrizzante, vedendo la truppa ospite subito al comando delle operazioni, ma il primo presupposto è per i padroni di casa: verticalizzazione di Dessena per Capello che orienta il destro schiacciato che rimbalza davanti a Sorrentino, attento a respingere lateralmente. Al 6' progressione centrale di De Marchi al tiro dal limite, la retroguardia ligure arretra fin troppo ma tira un sospiro di sollievo quando la sfera finisce di poco a lato alla sinistra di Paroni. I duelli si fanno ardui e la lotta sovrasta ogni tentativo di costruire, anche se l'impostazione perfetta si realizza al 17', quando l'Entella firma il sorpasso: la ricezione è di Lescano che fa il suo mestiere coprendo il pallone e scaricando con un tocco docile per il destro implacabile di Schenetti diretto all'incrocio, che Sorrentino può semplicemente contemplare. La reazione del Delfino è immediata: il cross arcuato di Zappella è di difficile lettura per Coppolaro e Silvestre infilati dall'incursione di De Marchi che arpiona con il tacco, è miracoloso Paroni all'intervento salvifico di puro istinto con una mano sulla linea. Al 27' entra in scena la pregevole azione personale di Pompetti che riporta la situazione in parità con un doppio dribbling d'alto rango portando a scuola Paolucci e Coppolaro con sterzata e controfinta e il finale tocco sotto docile docile a beffare Paroni. Le emozioni non finiscono qui perché a cinque minuti dalla conclusione Bocic s'invola sulla sinistra con una volata efficiente divorandosi col piatto troppo largo (palo scheggiato) da posizione decentrata ma favorevole per la materializzazione del destro a giro. La doppia ammonizione di Barlocco lascia in dieci l'Entella ma al 91' Ingrosso spedisce alto di testa l'ultimo tentativo per determinare le sorti dell'incontro.

TOP

Andrea Schenetti (Virtus Entella): qualità regnante nelle giocate pronte a spostare con istantaneità gli equilibri posizionali delle difese avversarie. La cifra tecnica rilevante gli permette di determinare con colpi ad effetto: quattro gol e un assist in otto partite, trascinatore tecnico e agonistico. AGGRAPPATEVI A LUI, SE CI RIUSCITE.

Marco Pompetti (Pescara): la scelta d'invertire lo standard canonico posizionale dei centrocampisti centrali favorisce le imbeccate e un gioco maggiormente incentrato sul guardare in avanti. Ecco perché il talento classe 2000 arriva con presenza temporale e spaziale consistente alla fotografia delle situazioni pericolose. La rete del pari è un gioliello di perla folgorante. REGISTA E INCURSORE, TUTTOFARE, CON QUALITÀ ELEVATA.

FLOP

Alessandro Capello (Virtus Entella): arretra il raggio d'azione per rendersi maggiormente pericoloso, ma per le caratteristiche da seconda punta o trequartista pronto ad accendersi da un momento all'altro serve di più per colpire a affondare la giocata in grado di determinare. OPACO.

Gli equilibri del Pescara: c'è da perfezionare l'assetto d'una squadra che sta incassando davvero troppo. Cinque gol subiti nelle ultime due gare, tredici in otto partite sono un contorno decisamente negativo per la truppa d'Auteri che deve registrare e rimodulare posizioni e movimenti in fase passiva, soprattutto se i gol vengono incassati (come accade troppo spesso) a difesa schierata. SI DEVE MIGLIORARE.