Top & Flop di Torres-Vado
Poteva essere continuità sarda, poteva essere (un po' più improbabile) riscossa ligure, poteva essere un pomeriggio interlocutorio. E la lunga stagione di serie C è fatta anche di non detti, di verità nascoste o sottaciute. Torres e Vado finiscono la propria sfida sullo 0-0: una squadra, quella di Greco, che ci ha provato in mille modi; una squadra, quella del neotecnico Riolfo, che ha confermato i suoi impacci ma che torna a casa con un punto che è più di una pacca sulle spalle. E quindi, laddove non ci sono i gol, si segnalano episodi da moviola. Un gol dell'attaccante ospite Ferro non convalidato per fuorigioco (forse la sua posizione era in realtà regolare); una mancata espulsione per Piana con annesso calcio di rigore per i locali (episodio da dividere concettualmente: il fallo con ogni probabilità c'era -e dunque anche il secondo "giallo"- ma contatto forse partito fuori dall'area -e dunque niente rigore). Alla fine, è la Torres a recriminare. Ma per ciò che non ha finalizzato, non per gli episodi dubbi. E che anche dopo averli rivisti dieci volte, dubbi resteranno.
Vediamo ora coloro che, a nostro avviso, sono risultati essere i migliori e i peggiori nella partita disputata questa sera allo stadio "Vanni Sanna" di Sassari.
TOP:
La voglia di fare gioco (Torres): chi ha fatto la partita è stata la squadra sarda, su questo non c'è storia. Tutti gli indicatori, dai calci d'angolo fino ai tiri dentro e fuori dallo specchio raccontano di una compagine, quella di Greco, che quest'anno sembra avere una personalità e una potenzialità che farebbero pensare più ad una parte sinistra di classifica. Dunque guardando il palleggio questo quinto posto momentaneo sembra veritiero e non frutto di un mese dalle coincidenze fortunate. Anche perché in realtà il tecnico romano non dispone al momento di un ventaglio corposo di alternative e quindi, per essere un periodo dall'infermeria affollata, le cose non vanno così male. Se si chiedeva una conferma per Kebbeh il pomeriggio odierno ha dato risposte che di nuovo vanno verso una conferma, mentre Di Stefano ha ancora una volta esibito buoni numeri, anche se quella rete non si è scomposta più di tanto. BENE AGGREDIRE LA PARTITA, MA SERVE ANCHE "UCCIDERLA"
Il punto, Bellocci, De Rinaldis (Vado): tornare a non perdere ulteriore terreno è stato in fondo il solo, unico, vero obiettivo di questa trasferta in terra sarda. Per tutto il resto è anche troppo presto comporre ulteriori analisi. Il presidente del Vado nelle scorse settimane ha involontariamente accostato -secondo quanto riportato dalla stampa locale- la parola Bellocci a minutaggio, un'affermazione probabilmente da contestualizzare all'interno di un ragionamento più ampio. Al di là della necessità, lodevole o improvvida a seconda di come uno la intende, di condividere con la stampa considerazioni così "strategiche", in qualche modo il tempo ha dato lui ragione. Ma Bellocci deve giocare non perché è un 2006 e dunque un 2006 viene premiato dal minutaggio, ma perché semplicemente è bravo. Anche più bravo di Sala, un portiere che potrebbe giocare tranquillamente in tre quarti di piazze di C e che, quando è stato chiamato, ha pure anch'egli fatto bene, tra Atalanta, Pianese e pure nella sciagurata sera di Livorno. Dunque la morale è sempre la stessa: i giovani devono giocare se (e perché) sono bravi. Punto. Non perché ci sono i premi. E di giovani bravi ci sono, anche a Vado. Ma questo è un fraintendimento che riguarda in realtà tutto il calcio italiano, non (solo) una realtà piccola come quella ligure che sta cercando un proprio spazio tra i grandi. Un 6+ nel grigiore generale se lo porta a casa anche De Rinaldis, alla fin fine il più pericoloso tra gli uomini di Riolfo. SCANSIONE PROBLEMI PORTA: FATTA, NESSUN VIRUS
FLOP:
Una quantità immorale di occasioni sprecate (Torres): poteva gestire il finale di gara con almeno due gol all'attivo. Invece la Torres dell'ultimo quarto d'ora si è ritrovata con la lingua fuori, la mente un po' offuscata, le gambe gonfie e il cuore di rabbia (con se stessa) per quello 0-0 imbottito di rimpianto. Tante le occasioni create soprattutto nel primo tempo, ma anche nella ripresa tra Scotto, Pennington e Liviero: al netto di un Bellocci da copertina, ci sono anche azioni davvero marchiate più dal demerito proprio che dalla prontezza del giovane guardiapali. Scotto non può con il suo mestiere rimanere ipnotizzato dall'avversario producendo un tiro così spuntato. Un pomeriggio che non porta una vittoria che sarebbe stata anche giusta, un pomeriggio che avrebbe visto la Torres lassù insieme alle "grandi" e invece si limita alla "buona posizione" da posto fisso impiegatizio. E' un peccato perché tra Di Stefano (che forse si fa qualche chilometro di troppo), Scotto e i due centrali di centrocampo una buona base c'è. DUE PUNTI PERSI
Il gioco ancora latita (Vado): l'obiettivo più importante è stato raggiunto, l'antico vaso è stato portato a casa. Che poi 'sto antico vaso nient'altro è che un benedetto, maledetto punto, questo è colpa di un settembre che fortunatamente è agli sgoccioli. Serviva frenare l'emorragia di punti, e così Riolfo ha fatto. Bene così. Su tutto il resto, poco o niente di nuovo si è visto, nè si poteva vedere visto che il tecnico ha avuto solo tre giorni di tempo per conoscere i giocatori. Al "Vanni Sanna" è scesa anzi in campo una formazione che davvero ha dato l'impressione di non sapere cosa fare una volta (cioè poche) passata la metà campo e che è stata graziata più volte sia dalla scarsa mira delle punte locali sia dalle manone del suo portiere (che, comunque, avere un ottimo guardiapali è sempre un merito, mai una fortuna). E' incredibile come della formazione fresca e sbarazzina che aveva battuto l'Atalanta U23 lo scorso 21 agosto non rimanga che un pallido ricordo, anche perché qualche protagonista di allora (tipo Simonetta) sembra già relegato nelle retrovie senza mai aver demeritato, almeno sul campo la domenica. Di quella frizzantezza rimane poco. Resta una difesa con qualche impaccio (Piana in generale rischia molto nei corpo a corpo, non solo oggi), un centrocampo che non propone idee (Hergheligiu sempre timido e oggi nemmeno le corsie hanno prodotto granché) e un attacco (Vita soprattutto) sì a onor del vero poco assistito ma che poco anche cerca soluzioni in prima persona. Insomma, il lavoro di Riolfo è almeno pari a quello riservato a Mancini. ORA INIZIA LA MISSIONE VERA
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