Cittadella capolista, ma Musso avvisa i suoi: "Adesso c'è soltanto il Lecco"

Cittadella capolista, ma Musso avvisa i suoi: "Adesso c'è soltanto il Lecco"TMW/TuttoC.com
Stadio Tombolato (Cittadella)
© foto di Alberto Forestieri
Oggi alle 21:30Primo piano
di Valeria Debbia
Alla vigilia della sfida contro i lombardi, il tecnico della capolista blinda lo spogliatoio dai facili entusiasmi: «Il Lecco ha una classifica bugiarda e gioca un calcio importante, guai a sentirsi arrivati»

Cittadella capolista a punteggio pieno e pronta per la sfida di domani sera contro il Lecco. A presentare l'impegno ci ha pensato mister Roberto Musso nella conferenza stampa della vigilia.

Mister, ci fa il punto della situazione in casa Cittadella dopo la rifinitura?

"Rispetto all'ultima partita abbiamo recuperato Cecchetto. L'unico indisponibile resta Redolfi, anche se pensiamo di recuperarlo per la prossima gara perché ha già ripreso a lavorare parzialmente con il gruppo. Per il resto siamo gli stessi della settimana scorsa. C'è qualche giocatore con qualche piccolo acciacco, ma valuteremo tutto fino a domani",

Toffanin, uscito acciaccato contro l'Ospitaletto, come sta? Può partire titolare?

"Toffanin sta bene, è recuperato al cento per cento. Si è trattato soltanto di una lieve distorsione. Si è allenato regolarmente per tutta la settimana ed è pienamente a disposizione".

Che effetto fa vedere il Cittadella come una delle squadre più performanti del calcio professionistico italiano? E come si tiene alta la tensione?

"Fa sicuramente piacere, perché significa che stiamo facendo bene. Però è stato il primo argomento che ho affrontato con i ragazzi a inizio settimana. Sono cose che non dobbiamo nemmeno guardare, perché basta poco per sentirsi arrivati e perdere quello che abbiamo costruito. Noi dobbiamo ragionare giorno per giorno, allenamento dopo allenamento, cercando di arrivare sempre al massimo alla partita successiva. Adesso c'è soltanto il Lecco. Questi riconoscimenti fanno piacere, ma li lasciamo agli altri".

Ora tutti vorranno fare bella figura contro il Cittadella. Dove può ancora migliorare questa squadra?

"È normale che andando avanti le squadre ci affrontino con una consapevolezza diversa. Sanno di incontrare una buona squadra e proveranno tutte a portarci via qualcosa. Per quanto riguarda i margini di crescita, penso che nel calcio si possa migliorare sempre, sia nella fase offensiva sia in quella difensiva. Noi continuiamo a lavorare sui nostri principi e sui nostri concetti, cercando di crescere ogni giorno sia a livello individuale sia come collettivo".

Come si mantiene l'asticella così alta? Qual è il rischio maggiore in questa fase?

"I rischi ci sono sempre, perché ogni domenica affronti squadre forti e organizzate. Il Lecco, ad esempio, è una squadra che già dall'anno scorso propone un calcio importante e ha idee molto chiare. L'asticella si tiene alta continuando a lavorare con intensità e senza abbassare mai la concentrazione. Tutti e venticinque i giocatori devono restare sul pezzo ogni giorno. Nel calcio oggi sei considerato un fenomeno e domani l'ultimo arrivato. Dobbiamo avere la consapevolezza di essere una buona squadra, ma allo stesso tempo restare umili".

Che avversario sarà il Lecco?

"Il Lecco ha cambiato molto e quindi è normale che abbia avuto bisogno di un periodo di adattamento. Per me ha una classifica bugiarda. Le uniche due sconfitte sono arrivate per un rigore al 97' a Treviso e per un errore del portiere al 95' a Trento. È una squadra che ha raccolto meno di quanto meritasse. Gioca bene, cerca il fraseggio corto e nel frattempo ha recuperato anche alcuni giocatori importanti in fase offensiva. Mi aspetto una partita molto difficile contro una squadra che, secondo me, sarà una delle protagoniste del girone".

A che punto sono Antonucci e Mensah sotto il profilo della condizione?

"Mirko e Davis stanno decisamente meglio. Sono circa tre settimane che lavorano a pieno regime con il gruppo e ora hanno soprattutto bisogno di mettere minuti nelle gambe. Domenica scorsa, quando sono entrati, hanno fatto molto bene. Questa deve essere una delle nostre forze: chi parte dalla panchina deve riuscire a incidere e a mettere in difficoltà l'allenatore nelle scelte future. È quello che sta accadendo e per noi rappresenta un valore aggiunto".

Dieci gol segnati e otto marcatori diversi. È questa la forza del Cittadella?

"Sì, perché i nostri attaccanti svolgono un lavoro enorme anche in fase difensiva e, quando abbiamo il possesso, sono molto bravi ad aprire spazi per i centrocampisti. Per noi non è fondamentale avere un attaccante che segni venti gol. Se poi arriva, tanto meglio. Con il gioco corale che stiamo proponendo è normale che vadano in rete giocatori diversi. Alla lunga questa caratteristica può darci una grande mano".

Il Cittadella sembra avere un'identità precisa, ma allo stesso tempo cambia volto durante le partite. È un pregio o una necessità?

"Prepariamo le partite sempre con la stessa filosofia, pur adottando alcuni accorgimenti in base all'avversario. È impensabile chiedere ai ragazzi di mantenere per novanta minuti il ritmo che abbiamo avuto nei primi trenta minuti contro l'Ospitaletto. Altrimenti sarebbero degli extraterrestri. Quando l'intensità cala un po', cerchiamo di recuperarla attraverso i cambi. Molti parlano della nostra capacità di soffrire. È vero, sappiamo soffrire perché siamo una squadra matura. Ma l'ho detto fin dall'inizio dell'anno: saranno pochissime le partite già chiuse al 70'. Nel calcio si gioca undici contro undici e gli avversari hanno qualità e organizzazione. I ragazzi stanno interpretando bene tutti i momenti delle partite. Dobbiamo continuare così: capire quando è il momento di spingere forte e quando invece è il momento di soffrire".