Latina, la salvezza porta la firma del tuo bomber: Giacomo Parigi
Ah, come gioca Giacomo Parigi. Guardarlo muoversi sul prato del Francioni è come osservare un carro armato che ha imparato a danzare: un attaccante di peso, strutturato, un gigante buono che Latina ha saputo apprezzare, applaudire e, infine, acclamare con il trasporto che si riserva solo ai grandi amori. La serata di ieri è stata l'ennesimo manifesto della sua prepotenza agonistica: 17 centri stagionali, un numero che non è solo una statistica ma un grido di battaglia. Ha eguagliato il suo record personale, quegli stessi 17 gol che lo avevano reso immortale ad Arzignano, ma con ancora 90 minuti davanti per riscrivere il proprio destino e superarsi ancora.
Era il bomber che nel capoluogo pontino reclamavano da anni, quel tassello mancante in un mosaico che sembrava sempre incompleto. Poi, negli ultimi giorni di un mercato frenetico, è arrivato lui. Giacomo Parigi non ha portato solo i suoi centimetri, ha portato il peso di un sogno: ha trascinato il Latina a un passo dal traguardo storico della Coppa Italia e, soprattutto, ha messo la firma indelebile su una salvezza che oggi brilla come uno scudetto.
Ma la bellezza sta nel modo in cui lo fa. Come gioca bene questo ragazzo nato ad Arezzo, capace di incantare con tocchi di velo e giocate di suola che non ti aspetteresti da un fisico così imponente. Nel modulo camaleontico e fluido di Gennaro Volpe, Parigi non è stato solo una punta, ma un riferimento totale, ritagliandosi un ruolo rilevante e centrale. È uno degli acquisti più azzeccati dell'era moderna nerazzurra, forse il colpo più importante da quando il club abita stabilmente la Serie C.
Il suo viaggio è un racconto che attraversa l'Italia: dai primi passi con l'Arezzo e l'Atalanta, passando per i 19 gol nell'Under 19 orobica, fino alle esperienze formative di Rimini, dove ha lasciato il segno con 14 reti e 8 assist, e le tappe di Pagani, Vibo Valentia e Olbia. Ha assaggiato il sapore della lotta ad Agrigento, ha sfiorato lil salto di qualità a Picerno con 5 reti pesanti e ha lottato su ogni pallone tra Campobasso, Francavilla e persino Cosenza. Ma è qui, tra le braccia di un pubblico che lo ha cullato fin dal primo giorno, che il gigante ha trovato la sua dimensione definitiva.
Se oggi il Latina può guardare al futuro con l'orgoglio del sesto anno consecutivo tra i professionisti - un traguardo che profuma di record per questa piazza - lo deve alla tenacia del suo condottiero col numero nove. Giacomo Parigi è l'uomo che ha trasformato il fango della lotta in oro zecchino, l'eroe che ha girato lo stivale per scoprire che la sua vera casa era quella maglia nerazzurra, indossata con la forza di chi sa che il meglio deve ancora venire.
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