Barletta, Paci: "Dedichiamo questo successo al popolo biancorosso"
Il ruggito del "Puttilli" torna finalmente a farsi sentire nel calcio che conta. Dopo undici lunghi anni di attesa, il Barletta festeggia il ritorno ufficiale in Serie C, al termine di una cavalcata che ha visto i biancorossi rimontare uno svantaggio importante e dominare il finale di stagione. Un traguardo storico per la piazza pugliese, celebrato con entusiasmo travolgente dai tifosi e da tutto l'ambiente societario.
A margine dei festeggiamenti, TuttoC ha intervistato Massimo Paci, tecnico del Barletta, protagonista di una gestione magistrale dopo il suo subentro a stagione in corso. Di seguito, l'intervista integrale rilasciata ai nostri microfoni nel post-partita.
Che emozione ha provato al fischio finale che ha sancito il ritorno in Serie C?
"È stata una grande emozione aver tagliato il traguardo dopo un percorso davvero eccezionale. Per noi, come squadra, è motivo di grande orgoglio essere riusciti, dopo ben 11 anni, a riportare il Barletta nel calcio professionistico."
Quanto pesa questo traguardo nella storia del club e per la città?
"Pesa tantissimo. Il popolo biancorosso è una delle tifoserie più accese d’Italia: siamo riusciti con grande impegno ad aumentare partita dopo partita il calore, fino al tutto esaurito nello scontro diretto contro il Fasano. Questo successo ha un valore enorme perché eravamo a -7 punti dalla vetta e, passo dopo passo, abbiamo conquistato il primato."
A chi dedica per primo questa promozione?
"Dedichiamo questo successo a tutto il popolo biancorosso, che ha contribuito in maniera incredibile a rendere il tutto estremamente emozionale."
Lei è subentrato in corsa: quale è stato il momento chiave della stagione in cui ha capito che la Serie C poteva diventare realtà?
"Il secondo tempo della sfida contro il Pompei. Lì ho capito che la squadra era affamata di vittorie. Su campi così difficili non basta il nome sulla maglia, serve volere la vittoria più di chiunque altro. In quel momento ho percepito che il gruppo possedeva valori morali importanti."
C'è stata una partita della svolta in particolare?
"Sicuramente aver vinto gli scontri diretti ha accelerato il processo e ci ha permesso di chiudere il campionato con due giornate di anticipo."
Qual è stata la difficoltà più grande affrontata durante questa stagione e come l’avete superata?
"In due occasioni siamo rimasti in dieci uomini per tutto il secondo tempo e in entrambe le gare siamo riusciti a centrare la vittoria. Merito dell'organizzazione e di una mentalità d'acciaio."
Quanto c’è di programmazione societaria dietro questo risultato?
"Senza una società solida non si ottengono questi traguardi. Il Presidente è una persona seria che ha a cuore il bene della città e ha costruito un gruppo di lavoro incredibile. La rosa è stata allestita molto bene e nei momenti difficili è emersa tutta la sua qualità."
Ci dia tre aggettivi per definire questo successo e tre per la squadra.
"Per il successo dico: storico, emozionante e sudato. Per descrivere la squadra scelgo: umile, coraggiosa e determinata."
Cosa si sente di dire a questo gruppo di ragazzi fantastici?
"Quello che hanno fatto è straordinario. Non hanno solo vinto un campionato, hanno dimostrato cosa significa essere una squadra vera."
Qual è stata la vera forza di questo collettivo?
"Probabilmente la tenacia. Ad un certo punto i tifosi hanno esposto uno striscione che diceva: 'E racconteremo, per chi non ci credeva, che i sogni sono per la gente che non molla mai'. Ecco, questa è l'essenza della nostra forza."
Quanto è stato importante lo spogliatoio in questo trionfo?
"Determinante. La qualità nelle relazioni e l’intensità negli allenamenti sono state le chiavi. Anche chi ha giocato meno è riuscito a mettere l’obiettivo finale davanti a tutto, creando l'energia giusta per vincere."
Ci sono stati leader che hanno fatto la differenza nei momenti difficili?
"Certamente. Per vincere servono leader affamati che credano nell’obiettivo: noi abbiamo avuto la fortuna di averne diversi, che sono diventati il motore trainante di tutto il gruppo."
Che tipo di gruppo ha trovato al suo arrivo?
"Ho trovato ragazzi seri e professionisti, che avevano una voglia matta di dimostrare di valere la vetta della classifica."
La piazza di Barletta ha inciso come “dodicesimo uomo”?
"Assolutamente sì. Se abbiamo avuto successo è perché ci abbiamo creduto tutti insieme fin dal primo giorno del mio arrivo. E così è stato."
Il Barletta si gode dunque la festa e inizia già a guardare al futuro. Con una base societaria solida e una piazza tornata a respirare entusiasmo, i biancorossi si preparano ad affrontare il prossimo campionato di Serie C con l'obiettivo di consolidare quanto costruito in questa incredibile stagione.
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