Top & Flop di Picerno-Catania
Al "Donato Curcio" il Catania trova una vittoria pesantissima e travolge il Picerno con un 4-2 maturato soprattutto grazie a un primo tempo devastante. Gli etnei, dopo un avvio equilibrato, cambiano volto alla mezz'ora e nel giro di quattro minuti costruiscono il triplo vantaggio. Il Picerno prova a reagire nella ripresa, ma il poker di Cicerelli sembra chiudere definitivamente i conti. Nel finale arrivano le reti di Pugliese e Abreu, ma il Catania resiste e porta a casa tre punti importanti.
Il primo squillo è degli ospiti, con Vallocchia che dopo appena un minuto prova la conclusione al volo sugli sviluppi di un disimpegno impreciso del Picerno, senza però trovare lo specchio. La squadra di De Luca prova a gestire il possesso e al 6' si fa vedere con Del Fabro, bravo a chiudere su Quaini. Poco dopo è ancora Russo a cercare la profondità, ma la sua posizione è irregolare. Il Picerno risponde con Franco, che al 17' conquista una buona punizione, mentre al 22' Pugliese prova a sfruttare un cross morbido dello stesso Franco: il colpo di testa è però troppo centrale e Dini blocca.
Il Catania cresce con il passare dei minuti. Al 28' Di Gennaro prova la girata sugli sviluppi di un'azione offensiva, ma il pallone termina alto. Tre minuti più tardi arriva la svolta. Il Picerno concede troppo spazio e Ierardi ne approfitta inserendosi in area: il difensore trova il tempo giusto e batte Marcone, firmando lo 0-1. Il vantaggio sblocca definitivamente gli etnei. Al 33' una nuova leggerezza difensiva dei lucani permette a Bruzzaniti di recuperare palla e calciare forte verso la porta: Marcone viene battuto per la seconda volta.
Non c'è neppure il tempo di reagire. Un minuto dopo il Catania cala il tris. Russo conclude verso la porta, Marcone respinge, ma sulla ribattuta si avventa Cavuoti che non sbaglia. È lo 0-3 e il Curcio piomba nel silenzio. Il Picerno prova a scuotersi, ma fatica a trovare spazi contro una squadra etnea che gestisce con personalità il vantaggio. Al 39' Marcone evita il quarto gol anticipando Cicerelli in uscita, mentre nel finale di tempo Abreu prova a impensierire Dini senza successo.
Il secondo tempo riparte con il Picerno che prova ad alzare il baricentro. De Luca inserisce Rillo al posto di Pistolesi, ma il Catania continua a controllare la gara. Al 53' Vallocchia sfiora il poker con una conclusione potente dal limite che termina di poco a lato. Il Picerno cerca di reagire attraverso Franco e Abreu, ma la squadra di Emilio Longo appare sempre in controllo. Al 57' arriva infatti il quarto gol. Bruzzaniti serve una palla splendida a Cicerelli, che si coordina alla perfezione e con una conclusione al volo firma lo 0-4.
Il Catania potrebbe addirittura trovare la manita un minuto più tardi. Cicerelli si presenta a tu per tu con Marcone, ma spreca una ghiotta occasione per completare la propria serata da protagonista. Longo inserisce poi Insigne e Corbari, mentre il Picerno prova a cambiare qualcosa con gli ingressi di Perri e Coppola. La formazione lucana trova finalmente una reazione concreta al 75': cross dalla destra, velo di tacco di Abreu e Pugliese si presenta davanti a Dini, battendolo con freddezza per l'1-4.
Il finale si complica per il Catania. All'83' Virgilio entra in area e viene travolto da Masciangelo: l'arbitro indica il dischetto ed espelle il terzino etneo. Dopo il controllo al FVS, il rigore viene confermato. Dagli undici metri si presenta Abreu, che all'88' spiazza Dini e firma il 2-4. Il Picerno ci crede e prova a sfruttare i sette minuti di recupero. Al 91' Bellodi sfiora il gol sugli sviluppi di un corner, mentre al 92' Dini compie un intervento importante sulla torsione di Del Fabro. Il Catania stringe i denti, anche in nove uomini nella fase finale per l'uscita momentanea di Ierardi, e riesce a difendere il doppio vantaggio fino al triplice fischio.
Finisce 2-4 al "Donato Curcio". Il Catania costruisce la vittoria con un primo tempo praticamente perfetto e torna a casa con tre punti pesanti, mentre il Picerno paga a caro prezzo il blackout di metà primo tempo. La reazione finale dei lucani non basta per completare la rimonta.
Ecco i Top&Flop:
TOP:
Ierardi (Catania): Sblocca una partita che fino a quel momento sembrava incanalata sui binari dell'equilibrio e lo fa con un inserimento da vero attaccante aggiunto. Si fa trovare nel posto giusto al momento giusto, approfittando di una disattenzione della retroguardia lucana, e firma lo 0-1. È il settimo centro con la maglia del Catania e soprattutto il gol che dà il via alla serata perfetta degli etnei. Non si limita alla rete: resta dentro la partita, garantisce presenza fisica e contribuisce a una prestazione difensiva solida fino alla fase finale. IL GRIMALDELLO
Pugliese (Picerno): In una serata che per il Picerno sembra compromessa già nel primo tempo, è uno dei pochi a non arrendersi. Cerca di dare profondità alla manovra, attacca gli spazi e continua a giocare anche quando il risultato sembra ormai irrecuperabile. Al 75' trova il gol dell'1-4 con grande freddezza, sfruttando il velo di Abreu e battendo Dini con una conclusione precisa. È la fotografia di una squadra che prova almeno a salvare l'orgoglio. ORGOGLIO LUCANO
FLOP:
La difesa del Picerno: Una serata da dimenticare. Il blackout arriva tutto insieme tra il 31' e il 34', quando il Catania trova tre gol in appena quattro minuti sfruttando altrettante letture difensive tutt'altro che impeccabili. Prima l'inserimento di Ierardi, poi l'errore che spalanca la strada a Bruzzaniti e infine la respinta raccolta da Cavuoti. Il Picerno perde riferimenti, concede campo e non riesce più a ricomporre il reparto. Nella ripresa prova a reagire, ma il poker di Cicerelli spegne definitivamente le speranze. BLACKOUT
Masciangelo (Catania): Il Catania domina per larghi tratti e sembra avere la partita completamente in mano, ma nel finale arriva una macchia evitabile. Il terzino travolge Virgilio in area e costringe l'arbitro a indicare il dischetto, oltre a lasciare gli etnei in dieci uomini. Il Picerno accorcia dagli undici metri e prova a rientrare in partita, trasformando una fase finale che poteva essere di semplice gestione in un finale decisamente più complicato. INGENUO
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