Ascoli-Brescia, in bocca al lupo a entrambe! Foggia garanzia per il Pescara, a Salerno dubbi su Faggiano

Ascoli-Brescia, in bocca al lupo a entrambe! Foggia garanzia per il Pescara, a Salerno dubbi su FaggianoTMW/TuttoC.com
Oggi alle 00:00Il Punto
di Luca Esposito

Editoriale di oggi che si apre con un focus sulla finalissima tra Ascoli e Brescia, due blasonate che si giocano l’ultimo posto utile per raggiungere la serie B. La gara d’andata, disputata in due atti a causa del diluvio che si è abbattuto martedì sera sul Rigamonti, ha confermato quanto abbiamo scritto la settimana scorsa: bianconeri forse più belli da vedere dal punto di vista estetico, ma Rondinelle in piena fiducia e desiderose di portare a termine un percorso sin qui virtuoso come testimoniano i successi contro club del calibro di Casarano e Salernitana. Comunque vada a finire è doveroso applaudire entrambe, visto che la post season è ricca di incognite e non sempre il secondo posto è sinonimo di garanzia. Prendiamo l’esempio del Catania, super corazzata sulla carta che, però, nei playoff ha preso tre gol in casa dal Lecco salvo poi uscire dal Del Duca di Ascoli con quattro gol sul groppone e una performance disastrosa che ha scatenato la protesta della tifoseria. Per non parlare di altre realtà top come Cosenza, Crotone e Cittadella che hanno recitato il ruolo di comparsa senza mai dare l’impressione di poter competere per la cadetteria. Da qui una riflessione: l’attuale formula dei playoff è la soluzione giusta per rendere avvincente il campionato fino alla fine o bisognerebbe premiare maggiormente il merito sportivo evitando che la decima di turno rischi al 99% di andare subito a casa? Di fatto, mai come quest’anno, sono arrivate fino alle semifinali le squadre da tutti accreditate come le più competitive e chi sembrava fortissimo fino a fine aprile (vedi Ravenna) ha dovuto arrendersi alla superiorità dell’avversario di turno. Un ritorno al passato, con meno partite e senza sfiancanti tour de force, viene invocato da numerosi addetti ai lavori, basterebbe ridurre il numero di squadre partecipanti (ben 60!) per non intaccare la competitività dei vari gironi.

E per non vivere estati torride in ottica iscrizione, visto che anche l’annata 2026-27 rischia di essere condizionata da vicende che nulla c’entrano con lo sport. La Ternana è già saltata, ma già un anno fa si evidenziavano le difficoltà della società umbra. Il Vado, dopo un’iniziale titubanza, ha garantito l’iscrizione pur con un budget che sembra non eccelso per il professionismo. A Barletta la festa per il meritato ritorno in C è stata in parte inficiata da querelle interne che hanno fatto temere finanche un clamoroso dietrofront. A Crotone si ripartirà nella migliore delle ipotesi con una penalizzazione che, in un girone come quello meridionale, rischia di condizionare l’intera stagione, senza dimenticare che a Bari c’è un alterco in corso tra la società e l’amministrazione comunale, con il San Nicola che potrebbe restare tristemente chiuso per la storica compagine locale che, a sua volta, attende di conoscere il destino della Juve Stabia sognando un improbabile ripescaggio. Non finiremo mai di ribadire un concetto: davvero un peccato che una C sempre più emozionante, con realtà che portano 20mila spettatori sugli spalti e una marea di giovani italiani di grandissima prospettiva debba guadagnare le prime pagine dei giornali soltanto per fallimenti, classifiche stravolte, ricorsi e tensioni. Che quanto accaduto in questo decennio così complesso possa spingere finalmente tutti ad attuare quella riforma che salvaguarderebbe in primis il pubblico. Quanto all’aspetto tecnico, il mercato è ancora – relativamente – lontano, però, da tante squadre ci aspettiamo un salto di qualità. Novara, Pro Vercelli, Perugia, Foggia (in caso di ripescaggio) e Sambenedettese non possono continuare a galleggiare accontentandosi di una semplice salvezza, tanto più che la presenza in C di Spezia, Reggiana e Pescara alzerà notevolmente l’asticella.

Proprio a Pescara sembra si vada verso la riconferma del ds Pasquale Foggia ed è una scelta azzeccata visto che, dal punto di vista umano e professionale, stiamo parlando di un’autentica garanzia e di una figura carismatica e credibile. A Salerno, invece, si attendono le mosse di Iervolino, ancora in silenzio nonostante l’enorme manifestazione d’amore del popolo granata durante i playoff. Sembra che l’orientamento sia ripartire da Cosmi, un modo per dare continuità al lavoro svolto e per rendere contenta una piazza che ha legato tanto col tecnico perugino. Ma il punto interrogativo riguarda il ds Faggiano, uno che “rischia” di restare in sella soprattutto perché sotto contratto e che è stato spesso contestato dalla tifoseria. Aver speso tutti quei soldi (tra cartellini, stipendi e percentuali agli agenti) fallendo l’obiettivo primo posto già alla fine del girone d’andata avrebbe richiesto un esonero già prima della sessione invernale del mercato, ma la proprietà non ha mai brillato in celerità e ora dovrà anzitutto cedere qualcuno per fare cassa sperando che calciatori non performanti trovino sistemazione. A nostro avviso la scelta giusta poteva essere Diego Foresti, uno abituato a lavorare in piazze calde e che ha dimostrato di saper formare sempre quel giusto mix tra giovani di prospettiva e gente esperta che fa la differenza. In ogni caso Iervolino, dopo il terzo fallimento sportivo di fila, non ha scelta: basta sfogliare la margherita con quel “cedo-non cedo” che fa storcere il naso alla gente, è tempo di investire per allestire uno squadrone e riportare la Salernitana dove fu presa nel 2022 con proclami quasi del tutto disattesi.