Catania, quando il fallimento diventa un colpo di fortuna. L'ennesima rivoluzione di Siena. In Emilia Romagna turbolenze dirigenziali

23.12.2021 00:00 di Nicolò Schira Twitter:    vedi letture
Catania, quando il fallimento diventa un colpo di fortuna. L'ennesima rivoluzione di Siena. In Emilia Romagna turbolenze dirigenziali
TMW/TuttoC.com

A Natale bisogna essere tutti più buoni, ma mancano ancora 48 ore e in attesa dell'arrivo di Santa Claus con i regali possiamo analizzare tanti casi che animano la terza serie del calcio italiano.

Partiamo con uno dei tormentoni delle ultime settimane. La crisi del Siena è senza fine, peggio di un serie televisiva horror quella dei bianconeri. Sei sconfitte di fila e 7 ko nelle ultime 9 giornate e un modestissimo tredicesimo posto in classifica. La Serie B sognata dalla proprietà armena appare come una chimera lontanissima. Errori su errori culminati con l'addio del diesse Giorgio Perinetti, che ha scelto di farsi da parte. Un esonero voluto dalla proprietà (aveva sfiduciato l'ex dirigente di Genoa e Napoli da diversi giorni) mascherato sotto forma di dimissioni, che verranno vidimate e accettate nelle prossime ore: pronta la risoluzione del contratto. Al suo posto possibile promozione interna per Andrea Mussi, ma si valuta anche Peppe Cannella col quale ci sono stati i primi approcci telefonici dopo lo scivolone di Pesaro. Da non escludere - come accaduto l'anno scorso per la panchina - un uomo dell'Est diretta emanazione della proprietà (circola il nome dell'intermediario Marco Trabucchi). Non trovano conferme le voci circolate in serata su un profilo di grande esperienza e vincente a queste latitudini (due anni fa la promozione col Vicenza) come Giuseppe Magalini, mentre per la panchina appare ai titoli di coda l'interregno di Paolo Negro che non rimarrà da collaboratore. Pierpaolo Bisoli aveva raggiunto un'intesa di massima per un contratto di 18 mesi nei giorni scorsi e aveva parlato direttamente con il presidente oltre che con Perinetti. Ecco perché resta il candidato forte per la panchina, anche se non riceve segnali da 24 ore dal club. Dall'esonero di Gilardino in poi il Siena ha iniziato il suo tracollo: disastrosa la scelta di Maddaloni (caldeggiata a Perinetti da Marcello Lippi, vatti a fidare degli amici...) ora serve chiarezza onde evitare di sprofondare ancora più in basso. Non semplice ma neppure impossibile per una società che ha troppe teste in dirigenza. Tutti vogliono avere voce in capitolo e ciò alla lunga c'era solo confusione. 

Aria pesante in casa Imolese e frizioni tra il patron De Sarlo che aveva grandi ambizioni e il dg Nello Martone. Le divergenze di vedute vanno avanti da qualche settimana e appaiono sempre più evidenti. Tra i motivi di dissidio lo spazio avuto in campo da un attaccante che guadagna 60mila euro. Di chi si tratta? Indovina indovinello... 

Il nuovo Cesena a stelle e strisce punta su forte sulla bandiera bianconera Massimo Agostini come responsabile dell'area tecnica. Da capire la convivenza con il diesse Moreno Zebi, l'architetto della rinascita romagnola. Alzi la mano chi avrebbe puntato sul Cesena terzo a fine girone d'andata? Decisamente pochi in un girone, il B, che ai nastri di partenza aveva Modena, Reggiana, Entella, Pescara e Siena. Occhio pertanto a non mettere troppi galli nel pollaio, anche perché - a proposito di pennuti - il Condor rischia di essere ingombrante per l'ex diesse del Novara...

La matricola 11700 non esiste più. Dopo 75 anni fallisce il Catania, ma non muore. Occhio infatti al fallimento decretato oggi: potrebbe essere il prodromo di una rinascita come accaduto qualche anno fa all'Ascoli. Sgravato dai debiti il club rossazzurro può tornare a far gola a molti imprenditori seri e solidi ed evitare così il destino segnato di una ripartenza in estate dalla Serie D. Intanto si profila l'esercizio provvisorio: bastano 600mila euro per finire la stagione. Un film già visto ad Ascoli ma anche a Bari qualche anno fa: entrambe poi sopravvissute (il Bari saltò poi con Giancaspro 5 anni dopo). Quando fallimento fa rima con rinascita...

E adesso via i panni del Grinch perché sennò sotto l'albero si resta senza doni. Un po' come alcuni giocatori che attendono ancora diversi stipendi arretrati da parte della loro società. Ne riparleremo. Nel frattempo Buon Natale a tutti!