Centottanta minuti ai playoff. Tre big blasonate, ma indietro in classifica, sognano il miracolo

Nato (orgogliosamente) a Salerno nell'anno in cui l'OM vinse la Champions League. Vivo senza se e senza ma di Calcio(Mercato)
12.04.2022 00:05 di Nunzio Danilo Ferraioli Twitter:    vedi letture
Nunzio Danilo Ferraioli
Nunzio Danilo Ferraioli
© foto di TC

Due gare; centottanta minuti e inizieranno le consuete forche caudine dei playoff. Un tempo duravano un mese, ma anche meno eh; adesso invece sono un vero e proprio terno a lotto con ritmi a dir poco estenuanti.
Quasi trenta pretendenti, ma una sola toccherà il paradiso volando in cadetteria.

Ad oggi è praticamente impossibile ipotizzare una favorita, anche perché le graduatorie non sono ancora definitive, ma come al solito escludo le future seconde in classifica.
Il perché? E’ molto semplice. La delusione per non aver agguantato la prima posizione, a maggior ragione se distante pochi punti, rischia spesso di ostacolare il percorso negli spareggi.
Naturalmente l’Alessandria guidata da Moreno Longo, dello scorso anno è l’eccezione che conferma la regola.

Ma quindi quali sono le favorite per il sottoscritto? Allora, ad esclusione delle varie big, sono convinto che tre sorprese possono arrivare lontano.
Nel girone A fari puntati sulla Triestina. Una big a tutti gli effetti, che complice un andamento decisamente balbettante ha fatto fatica e l’attuale sesto posto ne è una riprova. Ma i giuliani hanno una rosa talmente completa, esperta e di qualità che in gara secca potrebbe vincere davvero con chiunque.

Stesso identico ragionamento per un’altra delusione, questa volta del girone B. Sto parlando del Pescara, adesso allenato in panchina da un fedelissimo di patron Sebastiani, come Luciano Zauri.
L’interregno griffato Gaetano Auteri è stato deludente, ed è per questo che il numero uno degli adriatici si è affidato ad uno di quelli che ha sempre amato la casacca biancazzurra.


Chiosa dedicata al Foggia di Zdenek Zeman. Squadra decisamente più incompleta e meno esperta rispetto alle due sopra elencate, ma che ha quel quid in più in panchina.
Il boemo sa come gasare un ambiente che attende solo di riaccendersi; e i suoi ragazzi lo hanno dimostrato in svariate occasioni anche a sorpresa.

Tre piazze blasonate; tre piazze che carte alla mano meriterebbero la Serie B quasi di diritto per il bacino di utenza e la storia che rappresentano.

Ma il calcio è talmente folle e meraviglioso, che questo spesso non basta. Staremo a vedere.