CESARE DI CINTIO: OTTOBRE 2011, ECCO COME CAMBIERA' IL MERCATO DEI CALCIATORI DOPO L'ABOLIZIONE DELLA FIGURA DELL'AGENTE FIFA

CESARE DI CINTIO: OTTOBRE 2011, ECCO COME CAMBIERA' IL MERCATO DEI CALCIATORI DOPO L'ABOLIZIONE DELLA FIGURA DELL'AGENTE FIFATMW/TuttoC.com
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giovedì 3 febbraio 2011, 10:40Il Punto
di Cesare Di Cintio
Nato il 01.07.1972, avvocato, iscritto al Foro di Bergamo, socio dello studio legale Di Cintio-Ferrari, si occupa di diritto penale e sportivo. Esperto di management sportivo. Consulente di www.TuttoLegaPro.com e Tmw

Gentili lettori, in concomitanza con la chiusura del calciomercato vorrei affrontare un argomento di cui si parla poco ma che è destinato a cambiare la figura professionale degli Agenti Fifa per i quali il massimo organismo Internazionale sta predisponendo una riforma che muterà, di fatto, anche il modo di fare affari nel mondo del calcio.
La prima regolamentazione di questa figura professionale risale all’anno 1991 e, dopo vari adattamenti, è giunta, nell’anno 2007, alla versione attuale che, però, sembra non aver soddisfatto appieno la politica del calcio che vorrebbe, a torto o a ragione, aver maggior controllo sugli operatori del mercato.
La bozza di regolamento Fifa prevede la soppressione della qualifica di Agente e la sua sostituzione con la figura dell'Intermediario. Ogni Federazione dovrà, quindi, provvedere al ritiro e alla invalidazione di tutte le licenze rilasciate agli Agenti.
I lavori del “working group” Fifa (Fédération internationale de football association) stanno procedendo proprio nella direzione sopra indicata per riformare, appunto, l'intero sistema della rappresentanza degli atleti e la novella dovrebbe esser completata entro ottobre 2011.
Come detto dalle ceneri della figura dell’Agente Fifa dovrebbe sorgere quella dell'Intermediario (Intermediary) che potrà esser un soggetto designato dai club o dal giocatore, anche privo di qualifiche professionali particolari.
In base alle nuove regole potrebbero, quindi, diventare intermediari:persone fisiche, giuridiche, enti, o addirittura parenti o coniugi dell'atleta.
L'abolizione dell'Albo degli Agenti, contrariamente a quanto si possa credere, non dovrebbe portare alla liberalizzazione della professione ma ad un controllo piu' capillare sugli operatori del mercato.
A tal riguardo la Fifa, in una nota diramata nei mesi passati, ha sottolineato come, la ratio della nuova disciplina non è la «deregulation della professione, ma al contrario, mirare ad un più ampio controllo sugli individui che rappresentano giocatori e/o club nelle negoziazioni o rinegoziazioni dei contratti o rappresentano i club nelle negoziazioni volte al trasferimento».
La decisione è, ovviamente, di natura politica dato che è emerso da una recente indagine che solo il 25-30% circa dei trasferimenti internazionali avviene tramite il patrocinio di un Agente Fifa in possesso di regolare licenza ( chi segue il restante 70% delle transazioni?). Inoltre sono emerse nel corso degli anni diverse asimmetrie tra i regolamenti Fifa e leggi dei singoli paesi, senza contare l'infinità di agenti non autorizzati che operano spesso nell'ombra ( di chi è la colpa se non della “politica del pallone”?) creando anche molti problemi nella negoziazione dei contratti.
Alla luce di quanto esposto la Fifa ha pensato di sopprimere la figura dell'Agente, intesa come qualifica professionale, che, nelle originarie intenzioni, avrebbe dovuto occuparsi della tutela dei calciatori ma che, nella pratica, è stata frustrata proprio dall'assenza di un adeguato sistema di controllo che impedisse agli “operatori non autorizzati” di sottrarre lavoro ( e dignità professionale) a chi fosse in possesso di una licenza ottenuta nel rispetto dei regolamenti.
In fondo alla società poco è interessato sino a ieri ( e poco interessa oggi) se un giocatore di qualità veniva presentato da un professionista oppure da un soggetto qualsiasi al quale, comunque, veniva riconosciuto, ben volentieri, un compenso per una ottima segnalazione.
Da qui l'idea di ottenere il controllo sulle singole operazioni ( e non sui soggetti per mezzo di una qualifica che si ottiene tramite esame) imponendo, a pena di pesanti sanzioni, alle società e agli atleti di segnalare alle singole Federazioni da chi sono stati assistiti nella singola trattativa.
In tal modo tutti verrebbero “schedati” e identificati e, di fatto, le singole Federazioni potrebbero controllare anche l'attività di coloro che, oggi, operano nell'ombra senza licenza perchè non appartenenti a quell'Albo che oggi si vuole appunto abolire.


Proprio per raggiungere tale obiettivo, il “working group”, istituito in base a una decisione presa al 59° Congresso Fifa, ha inoltre stabilito alcuni importanti punti che dovranno essere contemplati dalla nuova normativa che riassumo brevemente ma che affronteremo in seguito.
In particolare, saranno previste misure volte rendere ogni operazione cristallina il che prevederà, come detto, la registrazione degli intermediari i quali- e questa è la novità- non avranno alcun legame con la Fifa ma si tratterà di soggetti le cui attività saranno contenute in un data base che dovrà esser tenuto a cura di ogni Federazione.
Tale registro, nelle intenzioni della Fifa, non dovrà contemplare solo i nomi di coloro che intendono operare in un determinato territorio ma, -1accanto al singolo nome, dovranno esser annotate le singole operazioni di cui è stato protagonista il singolo intermediario.
Gli ex agenti saranno poi obbligati ad agire solo in presenza di un contratto di mandato, da sottoscrivere prima di ogni operazione, dal quale dovranno emergere tutte le condizioni giuridiche che li legano all'atleta o alla società i quali, a loro volta, saranno tenuti a segnare alla Federazione di appartenenza ogni singola attività che dovrà esser, appunto, documentata per iscritto ( ad ogni transazione = una segnalazione).
Quanto ai compensi il nuovo regolamento prevederà la comunicazione, obbligatoria, alle singole Federazioni degli aspetti economici delle trattative nelle quali saranno coinvolti gli intermediari dai quali si pretenderà la trasparenza, anche a livello fiscale, visto che società e atleti saranno obbligati a segnalare ogni singola remunerazione effettuata e, sopratutto, la causale.
A marzo di ogni anno, infatti, le Federazioni dovranno comunicare alla Fifa l'ammontare complessivo dei compensi corrisposti agli intermediari per procedere ad eventuali controlli da incrociare con le singole operazioni di trasferimento effettuate.
Atleti e società dovranno, inoltre, esibire, a richiesta delle loro Federazioni, gli accordi scritti con gli intermediari rendendo pubblici i contratti stipulati che dovranno esser, obbligatoriamente, allegati agli accordi di trasferimento o ai contratti di lavoro.
Quanto alle tariffe, si stabiliranno percentuali sui compensi o sui trasferimenti e sarà fissato un tetto massimo oltre il quale non sarà possibile andare ( si parla del 3% sul lordo annuo del singolo contratto).
Gli intermediari, infine, saranno esclusi anche dalle transazioni di denaro dovute tra società per operazioni di trasferimento di giocatori, questo, ovviamente, in una ottica di scongiurare eventuali conflitti di interessi tra società e atleti.
Per tutte le violazioni saranno puniti società e atleti che verranno giudicati dagli organi Federali Nazionali per transazioni domestiche mentre per quelle internazionali sarà competente la Commissione Disciplinare della Fifa.
La riforma entrerà in vigore dopo aver ricevuto il via libera del Comitato esecutivo al quale seguirà l'approvazione di possibili emendamenti agli Statuti da parte del 61° Congresso Fifa, in programma tra maggio e giugno 2011.
Quanto esposto riassume brevemente una novità regolamentare, passibile di modifiche ulteriori, che, a mio giudizio, presenta molti punti deboli, primo su tutti, l'assenza di qualificazione professionale di chi sarà chiamato ad operare nel mercato del futuro nel quale si vuole sacrificare la qualità sull'altare del controllo totale delle operazioni.
Attendiamo ulteriori novità per commentare una riforma che, per ora, mi convince poco e nella quale la qualifica di Agente Fifa avrebbe dovuto esser il punto fermo da cui partire e non un problema da eliminare.