CORAZZATE SULLA CARTA, ORA SI FA SUL SERIO. RIMINI, GIORNI DECISIVI

Inizia la settimana che porta al via: tempo di verifiche per le favorite. Avellino-Bari un esempio. A Rimini novità in arrivo sul futuro societario.
19.08.2019 02:15 di Ivan Cardia   Vedi letture
CORAZZATE SULLA CARTA, ORA SI FA SUL SERIO. RIMINI, GIORNI DECISIVI

Ci siamo. Inizia la settimana che porterà al nuovo campionato, quello del ritorno a 60 squadre, la Serie C che al sud sembra una sorta di B2. Gli ultimi aggiustamenti di mercato, ma anche un primo sguardo ai valori che andranno in campo. Ne abbiamo avuto assaggi in Coppa Italia, di C e non solo. Il precampionato, anche la coppa, vale quel che vale, ma dà comunque un insegnamento: mai dare per scontato che tutto andrà come lo si immagina. Prendiamo per esempio il caso del Bari: battuto dall’Avellino, con qualche polemica e tanta rivalità. Ma anche con un discreto vantaggio temporale sugli irpini, impegnati in vicende societarie complicate fino all’altro ieri. Eppure vincenti in campo. Segno che ci sarà da faticare, anche per chi ha costruito una fuoriserie, una rosa fuori categoria. Sulla carta. 

A Rimini potrebbe esserci un cambio in panchina già prima dell’avvio del campionato. Si tratta per la società: prima di Ferragosto ci siamo lasciati con la missiva di Rota, che ha fatto capire di voler proseguire la trattativa con l’attuale proprietà. Dovesse andare in porto, potrebbe tornare in sella Mario Petrone, che da quelle parti ha già fatto bene in una situazione complicata. Tra oggi e domani, comunque, arriverà in città anche Massimo Nicastro, che è già entrato in società nella scorsa stagione, che in tempi recenti ha risollevato le sorti del Como, che ha altri programmi e al momento pare in vantaggio nella corsa alla proprietà del club. Comunque vada a finire la vicenda, è da seguire con attenzione. E a Rimini, per quanto il campionato sia imminente, potrebbe comunque arrivare una svolta. L'impressione è che in ogni caso il club possa cascare in piedi, dopo le tante critiche dei tifosi nei confronti del patron Grassi. A tal proposito, non entriamo nel merito di quel che è stato: ci pare però doveroso dire che continuiamo comunque a preferire chi ci mette passione, e magari può anche sbagliare alle volte, a chi vive il mondo del pallone con troppa freddezza.

Ci salutiamo con una considerazione sulle nuove regole relative alle rose dei club di terza serie. Qualcuno si lamenta perché i costi si sono inevitabilmente alzati, ma è una novità che, anche vista a regime, non può che considerarsi positiva. I giovani vanno fatti giocare perché bravi, non perché giovani e basta. Chi vuole puntarci può farlo ancora e ne ha un guadagno, ma nessuno vi è costretto. E nessuno fomenta i sogni di qualche ragazzo, che superata la soglia tra under e over si ritrova improvvisamente senza né arte né parte. Era arrivato il momento di metterci mano ed è stato fatto. Se il prossimo campionato avrà un livello tecnico un po’ più alto, sarà anche merito di questa novità.