IL FATTO DELLA SETTIMANA - AVELLINO INCANDESCENTE: TRA PAROLE AL VETRIOLO E INQUIETANTI ANALOGIE CON IL CAMPOBASSO

08.02.2020 00:00 di Valeria Debbia Twitter:    Vedi letture
© foto di Andrea Rosito
IL FATTO DELLA SETTIMANA - AVELLINO INCANDESCENTE: TRA PAROLE AL VETRIOLO E INQUIETANTI ANALOGIE CON IL CAMPOBASSO

Ad Avellino la situazione societaria - con l'attesa cessione delle quote da Nicola Circelli, Riccio e Cusano al presidente Luigi Izzo che ancora non si è concretizzata - continua ad essere infiammata. Acqua sul fuoco è stata parzialmente gettata dalla buona notizia del controllo Covisoc sui documenti di solvibilità posticipato al 12 febbraio, che ha allontanato l'ipotesi che l'acquisizione del club non venga giudicata valida e quindi l'Avellino torni alla Sidigas e, di conseguenza, al Tribunale. 

Ma andiamo con ordine: ad inizio settimana è saltato l'ingaggio di Sebastjan Spahiu, calciatore belga, il cui tesseramento non è stato avallato perché tutto sarebbe stato organizzato da una parte della dirigenza in disaccordo con l'altra. L'episodio ha portato Izzo ad emettere una nota ufficiale: "Alla luce dei recenti accadimenti, che addirittura vedono coinvolta l’immagine della U.S. Avellino 1912 in una vicenda di pseudo calcio mercato sulla quale ogni opportuno approfondimento andrà esercitato, emerge di tutta evidenza l’inadeguatezza della attuale amministrazione unica alla guida del Club. E’ giunto il momento in cui è necessario passare dalle parole ai fatti. I miei consulenti sono adesso incaricati di contattare i sig.ri Circelli, Riccio e Cusano per invitarli a dare seguito a quanto più volte da loro rappresentato a mezzo stampa e addivenire, senza speculazioni, ad una rapida cessione delle quote da loro detenute. Considerate le imminenti scadenze che interessano il buon prosieguo della vita del Club, ho già preso contatti con uno studio notarile per formalizzare il trasferimento delle quote e di consentire, come anticipato, l’ingresso di nuovi Soci, espressione delle migliori eccellenze territoriali e in grado di assicurare alla U. S. Avellino 1912 un futuro basato su una solida programmazione". 

Convocazione che Circelli ha poi negato di aver ricevuto, con la discesa in campo persino dei tifosi a mediare le due posizioni. Circelli ha comunque chiesto 250mila euro a Izzo per rilevare tale quota, con Izzo che ha respinto al mittente questo possibile scenario con una ulteriore nota: "In seguito alla nota del Dott. De Vita, che a mezzo email dichiara di non avere la documentazione necessaria per la verifica documentale, si è reso indispensabile un incontro tra i consulenti da me nominati dell’US Avellino e della società IDC srl, per un necessario e improrogabile controllo amministrativo, al termine, se positivo, ci recheremo presso lo studio notarile per il passaggio formale delle quote".

Per poi definire lo stesso Circelli come una "metastasi calcistica". Una pesante metafora che però ha la sua ragione d'essere nelle analogie con quanto accaduto a Campobasso durante la gestione Circelli, sui cui Izzo ha infatti confermato: "Ho parlato anche col presidente del Campobasso per avere informazioni su Circelli e mi ha detto che sono le stesse modalità con cui ha operato a Campobasso. Speriamo di risolverla in tempi brevi". Anche nel club molisano infatti ci fu un lungo tira e molla, con protagonisti gli stessi volti che ora aleggiano in casa biancoverde e con strascichi che si sono protratti per mesi, con richieste economiche simili a quelle che si stanno vivendo in Irpinia.

Izzo ha anticipato che la vicenda finirà solo nel momento in cui si andrà dal notaio, chiosando: "Non lo voglio piu' vedere e neanche averlo a 100 chilometri da Avellino, se non sarà pagato avrà le quote indietro quindi può stare tranquillo che gli darò il dovuto per lasciarlo andare, basta che definiamo chiaramente le quote. Se mi faranno realizzare il progetto che ho in cantiere con gli imprenditori irpini che ho coinvolto, dopo tante difficoltà Avellino potrà avere un futuro radioso".