Il fatto della settimana - Sambenedettese sempre appesa ad un filo: accettato il concordato preventivo, ma stretta vigilanza da parte del Tribunale di Ascoli

18.04.2021 00:00 di Valeria Debbia Twitter:    Vedi letture
Il fatto della settimana - Sambenedettese sempre appesa ad un filo: accettato il concordato preventivo, ma stretta vigilanza da parte del Tribunale di Ascoli
TMW/TuttoC.com
© foto di Giovanni Padovani

E' stata l'ennesima settimana vissuta sull'orlo del baratro per la Sambenedettese, sempre a rischio fallimento: mercoledì 14 aprile la società rossoblù ha provveduto al deposito presso il Tribunale di AScoli Piceno di una domanda di concordato preventivo. La società ha poi sottolineato in una nota ufficiale che la decisione è stata presa per tracciare "l'unica strada per salvaguardare tutti gli stakehoder, anche al fine di garantire la prosecuzione del campionato. I procedimenti prefallimentari saranno sospesi fino all'esame da parte del Tribunale della proposta. La soluzione tracciata consente di valutare l'ingresso di gruppi seri e motivati che vogliano garantire un futuro certo a questa società, non certo appropriandosi del titolo sportivo, attraverso un eventuale fallimento, al solo fine di non dover garantire la tutela dell'intera platea di creditori".

Nell'attesa della decisione del Tribunale, la squadra rossoblù ha quindi scritto al giudice fallimentare Francesca Calagna: il documento - firmato da 32 giocatori (meno Lavilla e Serafino junior, compresi invece Rocchi, Masini, Nocciolini e Malotti, via il gennaio scorso) - cercava di fare luce sul credito maturato dalla squadra nei confronti del presidente Domenico Serafino: 904.596,78 euro, a partire dalla mensilità di novembre e inclusa quella di marzo. 

Andrea Fiumana, responsabile del Centro Italia dell'AIC, intanto precisava ai nostri microfoni che la squadra sarebbe scesa in campo quest'oggi sul campo della Virtus Verona, se la società fosse stata in grado di organizzare la trasferta: "Le criticità restano ma se la società organizza la trasferta i ragazzi giocano. Se la società non la organizzerà, i ragazzi non partiranno. Non perché i giocatori non vogliano ma per un'eventuale incapacità organizzativa del club. I calciatori sono pronti ad onorare l'impegno se messi nelle condizioni di farlo".

Venerdì la decisione: la domanda di concordato preventivo è stata accettata. In un documento di otto pagine, il Tribunale di Ascoli Piceno ha concesso alla società "termine di giorni sessanta, a decorrere dalla pubblicazione della domanda sul Registro delle Imprese, per depositare in Cancelleria la proposta definitiva di concordato preventivo, il piano e la documentazione [...] o una domanda di omologa di accordo di ristrutturazione dei debiti"; ha nominato quali Commissari giudiziali i dottori Franco Zazzetta e Massimiliano Pulcini, i quali "dovranno vigiliare sull'attività che la società [...] andrà a compiere fino alla scadenza [...], riferendo immediatamente al Tribunale ogni fatto costituente violazione degli obblighi [...]"; ha infine disposto che la Sambenedettese: "a pena di inammissibilità della proposta, entro il termine di otto giorni dall'avvenuta comunicazione del presente decreto depositi la somma di 25.000 euro presumibilmente necessaria per effettuare il pagamento del compenso dovuto ai Commissari Giudiziali e per sostenere le altre eventuali spese del procedimento sino all'apertura della procedura concordataria, invitando i Commissari a segnalare immediatamente l'eventuale mancato rispetto del suddetto termine" e sempre "a pena di inammissibilità della proposta, entro il termine di dieci giorni dalla ricezione del presente decreto, e successivamente ogni quindici giorni, depositi in cancelleria una situazione finanziaria aggiornata dell'impresa [...] unitamente ad una breve relazione informativa ed esplicativa sullo stato di predisposizione della proposta definitiva e del piano, nonché sulla gestione corrente, anche finanziaria, allegandovi l'elenco delle più rilevanti operazioni compiute, sia di carattere negoziale, che gestionale, industriale, finanziario o solutorio, di valore comunque superiore a 5.000 euro, con l'indicazione della giacenza di cassa e delle più rilevanti variazioni di magazzino trasmettendone una copia ai Commissari Giudiziali i quali, esaminata tale documentazione, ne riferiranno con motivata e sintetica relazione scritta al Tribunale solo ove ravvisino la violazione di uno degli obblighi di legge".