Il fatto della settimana - Terremoto rossoverde: Ternana nel caos tra ribaltoni, penalizzazioni e scadenze fatali

Il fatto della settimana - Terremoto rossoverde: Ternana nel caos tra ribaltoni, penalizzazioni e scadenze fataliTMW/TuttoC.com
© foto di Federico Gaetano
domenica 14 dicembre 2025, 00:00Il Punto
di Valeria Debbia

La settimana della Serie C ha avuto un epicentro preciso: Terni. La Ternana, reduce da un buon momento sportivo con la semifinale di Coppa Italia raggiunta (avversario il Potenza), è stata investita da un vero e proprio terremoto societario che ha tenuto banco per giorni, culminando sabato con un comunicato ufficiale della famiglia Rizzo che prova a fare chiarezza, ma lascia aperti scenari inquietanti.

Tutto inizia mercoledì 11 dicembre, con l'assemblea dei soci a Roma. La famiglia Rizzo, attraverso la holding Flacla, decide il primo ribaltone: revoca per "giusta causa" dell'amministratrice unica Tiziana Pucci, storica collaboratrice di Massimo Ferrero, e nomina del commercialista ternano Fabio Forti come nuovo amministratore unico. Motivo principale: un "contratto onerosissimo" stipulato dalla Pucci con Ferrero (si parla di oltre 350 mila euro annui), "sconosciuto all’azionista, poi disvelato dalla A.U. solo dopo plurimi solleciti, per qualche tempo inspiegabilmente rimasti inevasi".

La mossa segna un "disallineamento con le modalità organizzative e gestorie della Ternana Calcio che, da anni, ha impostato il suo funzionamento su criteri antieconomici". I Rizzo vogliono una gestione autonoma, sostenibile, con "uomini di sua esclusiva fiducia nei ruoli chiave", e annunciano di voler "avviare ogni iniziativa utile contro chi ha danneggiato la società fino ad ora". Sotto esame anche il progetto stadio-clinica, rivisto "sia sotto il profilo economico-finanziario sia sotto quello strettamente giuridico" da un pool di professionisti indipendenti, alla luce di "potenziali profili di criticità noti in città".

Venerdì 12 dicembre arriva la botta sportiva: il Tribunale Federale Nazionale infligge 5 punti di penalizzazione (2 per emolumenti e incentivi all'esodo, 2 per altri compensi, 1 per recidiva), da scontare subito, per inadempienze relative alla scadenza di agosto. La Ternana precipita a 19 punti, fuori dalla zona playoff. I legali annunciano ricorso, puntando a recuperare almeno parte dei punti, contestando soprattutto la recidiva.

Sabato 13 dicembre il colpo di scena: Fabio Forti frena sull'accettazione della nomina. Motivo? Tiziana Pucci, in contemporanea alla revoca, avrebbe attivato da sola e "all'insaputa della proprietà" una procedura di composizione negoziata della crisi d'impresa presso la Camera di Commercio, limitando i poteri del nuovo amministratore alla sola ordinaria amministrazione. Per i Rizzo, un tentativo di "blindare" la posizione di Ferrero.

Nel pomeriggio, la presidente Claudia Rizzo appare in conferenza stampa accanto al capitano Marco Capuano: "Con i giusti compromessi e determinate condizioni, siamo pronti e desiderosi di proseguire in piena autonomia la gestione della società". Capuano aggiunge: "Stiamo lavorando per trovare la soluzione migliore nell'interesse della Ternana e dei nostri tifosi. Sono ottimista e convinto che arriveremo a un giusto compromesso".

Poi il comunicato ufficiale: i Rizzo "confermano il proprio impegno sulla Ternana Calcio", annunciano che "sono prossimi a saldare, per intero, le scadenze del 16 dicembre" (oltre un milione di euro, per evitare ulteriori penalizzazioni), e delineano i prossimi passi: convalida giudiziaria della revoca di Pucci e nomina di Forti; ricorso contro i 5 punti; gestione con "tutti uomini di propria diretta emanazione" per un "serio risanamento dei conti". Ma avvertono: la "più amplia libertà di manovra" è "condizione non trattabile, pena la adozione delle decisioni risolutive del caso" prima della scadenza di febbraio, "decisioni estreme di cui saranno però ben note le cause e i protagonisti".

Intanto, infiamma lo scontro con Stefano Bandecchi: il sindaco invita i Rizzo a "passare la mano" e "non rovinare la Ternana", offrendo aiuto per un passaggio di proprietà.In 48 ore, la Ternana è passata da una gestione "ereditata" con sospetti di opacità a un tentativo di rivoluzione interna, tra battaglie legali, penalizzazioni e un futuro appeso alla piena autonomia promessa dai Rizzo. La città trattiene il fiato: il 16 dicembre. La squadra di Liverani, nel frattempo, deve pensare al campo: questo pomeriggio al 'Liberati' contro il Bra, per provare a reagire sul terreno che conta (col tecnico che ha già parlato di "scontro salvezza"). Ma fuori dal rettangolo verde, il terremoto non sembra destinato a fermarsi presto.