La C perde pezzi? Mezza Serie A rischia il mercato bloccato… Ripetiamo sempre le stesse cose
Rieccola, la Serie C sporca e cattiva che perde pezzi e riscrive le classifiche a stagione in corso. E chissà che a qualcuno - lo scrivevamo a luglio, non ora - non faccia piacere che il racconto sia questo. Se si guarda alle cronache recenti - partiamo dal caso Rimini ovviamente - con un po’ di lucidità, però, buttare tutto sulla C è una chiave interpretativa assurda, per almeno due ragioni: la prima, all’apparenza ovvia, è che con il Rimini non è la Serie C ad aver perso una società, ma tutto il calcio italiano. Se non si instilla il seme di un pensiero comune, di sistema, non ne usciamo più. La seconda è che, mentre la C perde pezzi, la Serie A in estate rischia di trovarsi metà squadre col mercato bloccato perché non riescono a soddisfare i nuovi criteri federali. Il gigante, d’argilla, non ha solo i piedi, ma pure la testa e il resto del corpo.
A proposito di controlli federali: la vicenda Rimini si poteva evitare? Forse sì, di sicuro in estate non sono stati anticipati i tempi sulla stretta come chiesto dalla Lega Pro. L’impressione, purtroppo, è di ripetere sempre le stesse cose. Per curiosità sono andato a rileggere un vecchio editoriale, novembre 2018, poco dopo l’elezione di Gravina al vertice della Figc: proponevo di alzare le fideiussioni a 2-3 milioni di euro, limitate ai principali istituti di credito. Infattibile rigorismo giovanile? Può darsi, ma sono passati sette anni, ed è stato fatto davvero troppo poco - anche al netto della pandemia e dell’inesistente supporto governativo a prescindere dal colore delle maggioranze - per mettere in sicurezza il sistema. Che oggi, tanto perché ripetiamo sempre le stesse cose da anni, ha spesso nella C il punto di caduta (di tracollo, se si vuole), rispetto a problemi che nascono nelle categorie superiori. D’altra parte, qualsiasi innovazione vista nel calcio italiano negli ultimi anni è partita da questo campionato. Altro che brutto, sporco e cattivo.
Adesso c’è da capire cosa succederà entro fine anno: nei giorni scorsi Gravina ha illustrato con percentuali sul turnover la sua prossima proposta. Da quello che ci risulta, per la C dovrebbe portare a 3 promozioni in B e 10 retrocessioni in D, ampliando i gironi di quest’ultima. La vera novità sarebbe fare della C un campionato a metà strada tra professionismo e dilettantismo: ne deriverebbe un risparmio fiscale attorno al 35%. Ci pare complicato, magari può essere un punto di partenza per tornare a parlarne: vedremo. Intanto in bocca al lupo ai dipendenti del Rimini: non sono tutti calciatori e tecnici, come ha giustamente ricordato anche il presidente Marani. E spesso se ne parla troppo poco.
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 7/2017 del 29/11/2017
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore Responsabile: Ivan Cardia
© 2025 tuttoc.com - Tutti i diritti riservati