LE CINQUE REGINE DEL MERCATO, MA NESSUNA È FUORI CATEGORIA. GIRONE B MOLTO SOTTOVALUTATO, IN CAMPO NON VA LA PIAZZA

Un mercato ricco e divertente, il livello della C si è alzato. I pronostici divertono, ma lasciano il tempo che trovano
04.09.2019 01:45 di Ivan Cardia   Vedi letture
LE CINQUE REGINE DEL MERCATO, MA NESSUNA È FUORI CATEGORIA. GIRONE B MOLTO SOTTOVALUTATO, IN CAMPO NON VA LA PIAZZA

È terminato da poco, non è ancora terminato. Lunedì sera si è chiusa una sessione particolare, nuova, di calciomercato. Senza più l’incubo di dover riempire le squadre di ragazzini senza troppe speranze ma l’anagrafica dalla loro, le società di Serie C hanno potuto scegliere davvero, per la prima volta da anni, che strategia attuare. Se vuoi guadagnare dai giovani lo fai, se punti a una promozione diretta inutile nascondersi. E rischi di buttare milioni, perché poi in B andranno solo in quattro, ma intanto hai costruito una squadra con premesse e intenzioni chiare. È finito, ma non è terminato, dicevamo: ci aspettiamo colpi di coda tra gli svincolati. Non finisce mai davvero.

Cinque regine, recita il titolo. Ve le raccontiamo a breve, ma comunque rimanete su queste pagine, perché proveremo anche a dare le pagelle al mercato di ognuna delle magnifiche sessanta. Opinabili, ça va sans dire. Nel girone A il Monza la fa da padrone: tetto ingaggi altissimo, giocatori da Serie B. Una rosa che promette solo promozioni. Nel B, ecco Vicenza e occhio alla Triestina: il Lanerossi ha una delle proprietà più ricche dell’intera categoria, ma il club guidato da Milanese si è mosso bene. Al sud, la regina assoluta: il Bari dei De Laurentiis. Ragazzi, parliamo di numeri da circo. E poi la Reggina, ovvio, col Tanque e non solo. Cinque regine scontate? Sì, ma il punto è un altro.

Il punto è che da protagonista sul calciomercato a promossa passa di mezzo un’intera stagione. Le prime due giornate lo hanno già messo in chiaro: puoi comprare una stella come Antenucci, e fare fatica. Denis o i fratelli Rigoni, Gatto: campioni, ne diciamo uno per squadra. In campo vanno coi compagni, allenati dal tecnico, contro avversari agguerriti. E la verità è che nessuna delle fuoriserie è davvero fuori categoria: Eupalla dà, Dispalla toglie. E il rischio di sentirsi superiori può giocare brutti scherzi.

Poi, guardando nel concreto, due gironi su tre hanno una favorita d’obbligo. Nell’A c’è il Monza, ma attenzione soprattutto al Siena: forse non ha regalato fuochi d’artificio in sede di trattative, ma la squadra c’era e c’è. Stesso discorso al sud, dove il divario tra il Bari e il resto della compagnia è sulla carta ancora più netto. Serve un cambio di passo dalla panchina, che non era arrivato in Serie D e non pare arrivato in Serie C. Altrimenti la Reggina terrà il fiato sul collo, come pure Catania e Catanzaro: è un girone molto equilibrato. Come pure il B. Molto sottovalutato. Tutti immaginiamo un duello Vicenza-Triestina, ma c’è il Piacenza che ha fatto un grandissimo lavoro negli anni. La Reggiana e occhio anche al Ravenna, senza dimenticare la Samb. È il girone che all’apparenza sembra il meno valido, ma scendendo nel dettaglio si scopre che il livello è alto. Un bel lascito di un’estate complicata, ci riferiamo all’intera Serie C che pare aver alzato al livello.

Chiacchiere, ovvio. Siamo ancora sulla carta. E pensiamo alle grandi piazze: non ci dovranno pensare loro, le squadre che rappresentano. Oltre a sentirsi già arrivate per un mercato sontuoso, l’altro rischio è quello di sentirsi più forti solo perché espressione di una realtà territoriale più grande. Bari e Catania su tutte, ma non solo. In campo non vanno le città, vanno undici giocatori per volta. E nessuna squadra ha fatto il salto perché rappresentava un capoluogo al cospetto di un paesino.