Lecco, dal sogno all'incubo? Regole ferree prima degli spareggi, altrimenti sarà sempre peggio. Rastelli, ora alibi zero
Editoriale di oggi che si apre inevitabilmente con il caso Lecco. Partiamo dall'impresa sportiva, come giusto che sia. Perchè le vicende extracalcistiche non devono assolutamente offuscare il capolavoro dei ragazzi di Foschi, bravi a prevalere su squadre come Ancona, Pordenone, Cesena e Foggia che, alla vigilia, sembravano nettamente favorite. Una soddisfazione enorme per il tecnico Foschi, una favola bellissima che certifica quanto si possa fare calcio a certi livelli pur senza spendere cifre folli e affidandosi ai dirigenti e ai giocatori giusti. Lo avevamo detto già dopo la sfida d'andata, vinta dal Lecco per 2-1 in uno Zaccheria caldissimo: gli ospiti avevano fatto un figurone, al netto di situazioni arbitrali oggettivamente discutibili. Anche al ritorno, nonostante lo svantaggio lampo, i nerazzurri sono usciti alla distanza pareggiando a fine primo tempo e chiudendo addirittura sul 3-1 grazie alla doppietta dell'eroe meno atteso, quel Lepore che ha fatto la differenza trascinando i compagni più giovani verso quella cadetteria che, purtroppo, appare già in discussione. Si preannuncia un'altra estate torrida, con giudici e tribunali che potrebbero prevalere su atleti e terreno di gioco. C'è chi ipotizza una ammissione in sovrannumero, chi parla di un Lecco addirittura in serie D, chi spera che prevalga il merito sportivo e chi ancora lancia il "toto-ripescaggio". Brescia? No, forse Foggia. Ma poi c'è il Perugia che è pronto a fare ricorso ritenendo sospetta anche la posizione di altre realtà cadette. Un caos. Che, a nostro avviso, potrebbe essere evitato se prima - e non DOPO - gli spareggi si stabilissero criteri chiari e regole ferree. Ti giochi la B sul campo? Benissimo, ma devi essere già in possesso dei requisiti necessari qualora si materializzasse il grande salto. Come si può pretendere che una squadra senza stadio idoneo possa risolvere in poco tempo il problema quando la promozione è arrivata il 18 giugno? Sarebbe una beffa clamorosa e dolorosissima per Foschi, per i giocatori, per la gente, per quei tifosi che stanno vivendo un incubo e che non possono godersi un traguardo atteso per mezzo secolo. Alla fine potrebbe decidere la FIGC, la decisione potrebbe slittare alla prima settimana di luglio proprio a ridosso dei calendari. Incredibile...e molto triste.
C'è poi il capitolo iscrizioni. Il Siena è out e il Mantova festeggia, resta il flop targato Mandorlini che imporrebbe l'allestimento di una rosa di qualità assoluta per riconquistare la fiducia del pubblico. Il Pordenone si è arreso da tempo e sarà bagarre per la seconda ripescata: si parla con insistenza della seconda squadra dell'Atalanta, ma è giusto favorire una formazione del tutto neofita a scapito di chi ha vinto la D o ha giocato tra i professionisti fino a 20 giorni fa? Anche in questo caso si prevede battaglia. Il Messina, invece, si iscrive sul gong grazie allo sforzo della proprietà che, tuttavia, conferma la volontà di poter passare la mano. Siamo alle solite (discorso generale): ok avere i requisiti giusti per essere ammessi al campionato, ma quando un presidente lascia temporaneamente il titolo al Sindaco ci sono le premesse per arrivare fino a giugno? Che succede se potenziali trattative per la cessione del club dovessero saltare? In bocca al lupo comunque a una tifoseria potenzialmente da 20mila spettatori a partita ma che, assaporata la A con risultati anche di prestigio, sta vivendo un decennio di incredibili tensioni e difficoltà. Quanto all'aspetto tecnico, si prospetta un girone C interessantissimo. Crotone, Foggia, Pescara, Benevento, Catania, Avellino: una vera e propria B2, con stadi caldi, pieni e pronti a fare la differenza. Proprio l'Avellino è chiamato a dare risposte dopo una stagione fallimentare e toccherà al tecnico Rastelli riscattare l'annata flop che lo ha visto tra i protagonisti in negativo. E' rimasto, in forza di un contratto di ferro? Ora dovrà incidere, dare una impronta di gioco, trascinare i lupi verso i playoff. Alibi zero vale per tutti, la piazza merita di sognare. A proposito di girone C, dispiace per l'addio di Menichini al Monterosi. Assieme al ds Lucchesi, l'ex trainer della Salernitana ha fatto un doppio miracolo sportivo confermandosi un top player per la categoria. Una impresa che, in proporzione, vale quasi quanto la promozione a suon di record del Catanzaro. Infine una nota di solidarietà al calciatore del Foggia Di Pasquale, cui auto è stata danneggiata da colpi d'arma da fuoco. La tifoseria rossonera è tra le migliori in Italia ed è storicamente un valore aggiunto per i pugliesi, ma episodi di cronaca nera si mischiano spesso a quelli meramente sportivi. E' tempo che le persone perbene, la stragrande maggioranza e la quasi totalità, isolino questi cani sciolti che non possono rovinare l'immagine di una piazza che vale anche più della B.
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