MATRICOLA A CHI? CON BARI E REGGIANA QUEST'ANNO CI SI DIVERTE. NEOPROMOSSE E RIPESCATE: NON E' TUTTO ORO QUELLO CHE LUCCICA. ALLARME ROSSO PERGOLETTESE

Ecco un'analisi dettagliata dei percorsi delle 11 squadre provenienti dalla D: Arzignano, svolta cercasi. Picerno, si può fare.
12.11.2019 00:00 di Valeria Debbia Twitter:    Vedi letture
MATRICOLA A CHI? CON BARI E REGGIANA QUEST'ANNO CI SI DIVERTE. NEOPROMOSSE E RIPESCATE: NON E' TUTTO ORO QUELLO CHE LUCCICA. ALLARME ROSSO PERGOLETTESE

La notte tra lunedì e martedì è spesso quella dove ci si ritrova a fare la conta di - estremizzando - morti e feriti dopo la fine della giornata di campionato, con panchine traballanti, guide tecniche saltate, avvicendamenti già ufficializzati. Il tutto a causa dei risultati raccolti (o sarebbe meglio dire non raccolti) appunto sul campo. L'ultimo a farne le spese Lopez a Viterbo mentre Pochesci a Bisceglie resta sulla graticola. E' quindi quasi banale scriverne: è l'ordinaria amministrazione del tran tran quotidiano di terza serie e non solo.

E allora cerchiamo un appiglio diverso. Ma non troppo visto che ogni anno abbiamo offerto ai nostri lettori questa nostra analisi: l'impatto con la Serie C delle undici matricole. D'altronde 14 giornate sono poco più di un terzo di regular season e quindi riteniamo siano abbondantemente sufficienti per tracciare un primo bilancio e comprendere dove possono arrivare e a cosa possono ambire queste undici protagoniste - chi per la prima volta, chi dopo qualche anno di assenza dovuta ai più svariati motivi - della nostra amata terza serie.

Tante cose sono cambiate rispetto all'anno scorso: nel Girone A le tre matricole Pergolettese, Lecco e Pianese si giocano - tra alti e bassi - la salvezza, col Como che invece spera in un posto al sole nei playoff, mentre l'anno scorso solo l'Albissola languiva nelle zone basse con Gozzano e Pro Patria a stazionare a metà classifica. Nel Girone B Arzignano Cesena sono in lotta - più i veneti dei romagnoli a ben vedere - per evitare di tornare là da dove sono venuti, mentre la Reggio Audace sfida le big per la B e il Modena tenta - pur con qualche tentennamento - l'assalto ai playoff; l'anno scorso invece c'erano Virtus Verona e Rimini a tentare il tutto per tutto per restare in categoria, mentre Imolese e Vis Pesaro si giocavano praticamente i playoff. Nel Girone C Avellino e Picerno sognano la permanenza e il Bari la promozione, mentre l'anno scorso solo il Rieti lottava per la salvezza con Cavese, Potenza e Vibonese che viaggiavano nelle parti alte della classifica.

Questo a grandi linee è un raffronto tra 2018/19 e 2019/20 ma ora vediamo nel dettaglio la classifica di rendimento delle neofite della categoria, tra medie punti, posizionamento in classifica e proiezione futura in rapporto a quanto ci lascia presagire l'aritmetica in rapporto anche gli accadimenti della scorsa stagione:

11) PERGOLETTESE - 20ma nel Girone A con una media di 0.36 punti: la situazione dei cremaschi è veramente complicata. Non aver ancora ottenuto un successo da inizio stagione ha gettato la truppa di Contini in un inevitabile stato di prostrazione mentale. I 3 punti potrebbero accendere gli animi di una squadra che ha finora potuto solo parzialmente gioire dei cinque pareggi (e che finora non è andata oltre le tre sconfitte di fila), ma servono i gol e finora i gialloblù ne hanno segnati solamente 4. Numeri che non lasciano presagire nulla di buono, visto che la peggiore matricola della scorsa stagione - l'Albissola - in questa fase del campionato aveva quasi il doppio della media punti cremasca (0.69) e solo le disavventure nei tribunali di Cuneo e Lucchese (oltre al caso Pro Piacenza) permise la salvezza sul campo (poi sfumata dalla mancata iscrizione). ALLARME ROSSO

10) ARZIGNANO - 19mo nel Girone B con una media di 0.79 punti: anche per i veneti si è pagato un grosso scotto nell'impatto con la categoria, ma almeno in due occasioni la squadra allenata da Colombo è riuscita a strappare il successo, seppur lontano dalle mura amiche (anche se in realtà anche queste non lo sono del tutto visto che l'Arzignano è costretto a disputare le gare casalinghe al 'Menti' di Vicenza). Anche i veneti patiscono un problema offensivo (8 reti all'attivo, peggio anche del fanalino di coda Fano) e dalla loro hanno che non sono mai andati oltre i 3 ko consecutivi. Piccoli sprazzi di luce sulla strada impervia verso la salvezza, dato che l'anno scorso - con le dovute proporzioni - la Virtus Verona con una media di 0.71 fu condannata ai playout (poi persi contro il Rimini). PUNTO DI SVOLTA CERCASI

9) LECCO - 18mo nel Girone A con una media di 0.79 punti: stessa media dei veneti, ma un posizionamento leggermente migliore di loro per i blucelesti che hanno comunque collezionato ben 9 sconfitte in queste prime 14 gare, di cui 4 consecutive nonostante l'avvicendamento in panchina da Gaburro a D'Agostino. Gaburro che ha lasciato in dote 2 delle 3 vittorie finora centrate, D'Agostino che - dal canto suo - è riuscito a inanellare una serie positiva di 2 pareggi e un successo (per di più in casa di una big come la Carrarese). A pesare comunque c'è il secondo peggior attacco (10 reti realizzate), ma soprattutto la seconda peggior difesa (24 reti subite, peggio ha fatto solo la Giana). Il bicchiere mezzo pieno? Il pensiero che il Rieti nella scorsa stagione - sempre con le debite differenze del caso - è riuscito a strappare la salvezza con una media di soli due centesimi in meno. GUARDARE AVANTI

8) AVELLINO - 16mo nel Girone C con una media di 1 punto: i problemi dei lupi irpini nascono tutti dalla poca tranquillità che dà la situazione societaria, con il fallimento della Sidigas, proprietaria del club. Con la sconfitta casalinga ad opera del Potenza di ieri sera - la terza consecutiva, pur nella consapevolezza di aver affrontato 3 big del girone - l'Avellino è impantanato nelle sabbie mobili dei playout. Neanche il cambio in panchina sembra aver dato i frutti desiderati: Ignoffo era partito con la tennistica sconfitta in casa contro il Catania per poi inanellare un tris di successi e un nuovo tris di sconfitte. L'avvento di Capuano sembrava aver dato la scossa necessaria con il pari contro il Bari e il blitz di Terni, ma la realtà è che il campionato degli irpini continui ad essere in salita.Altro dato da tenere in considerazione è la facilità con cui viene bucata la retroguardia dei biancoverdi, terza peggiore del girone con 24 reti subite. SCALATA OSTICA

7) CESENA - 13mo nel Girone B con una media di 1 punto: non un inizio esaltante quello della prima 'nobile decaduta' della nostra analisi. Premesso che l'obiettivo dichiarato dei romagnoli è la permanenza in categoria e non altro, è inevitabile che una tifoseria che ha vissuto i fasti della A e della B e che ha dovuto ingoiare il rospo del fallimento e della ripartenza dalla D sogni un rapido ritorno in palcoscenici importanti e non perdoni con facilità i passi falsi mettendo nel mirino anche Modesto. Andamento altalenante, sette turni senza vittorie (al netto della qualificazione di Coppa ai danni del Ravenna), solo un punto di vantaggio sulla zona playout e una difesa facilmente perforabile lasciano intendere che la salvezza sarà da guadagnare con le unghie e con i denti. Il bicchiere mezzo vuoto? I cugini del Rimini nella scorsa stagione viaggiavano a 1.07 a questo punto della stagione e alla fine è stata salvezza per il rotto della cuffia ai playout. QUALCHE PAURA DI TROPPO

6) PIANESE - 15ma nel Girone A con una media di 1.14 punti: una stagione - la prima della propria storia tra i professionisti - da disputare lontano da casa (l'impianto per le gare interne infatti è lo 'Zecchini' di Grosseto), un avvio confortante con un doppio successo e un pareggio per dimenticare il ko di Vercelli, poi tanti alti e bassi che comunque erano stati messi in preventivo. Per i toscani - due punti di vantaggio sulla zona playout - si inizia a intravedere una consapevolezza della categoria e un adeguamento alle richieste della stessa. E ora che là davanti si è sbloccato anche Momentè pensare di poter agguantare una tranquilla salvezza non dovrebbe essere utopia: d'altronde la media odierna parla chiaro, in proiezione futura quota 40 sarebbe facilmente sfondata. CONTINUA COSI'!

5) PICERNO - 13mo nel Girone C con una media di 1.14 punti: l'impatto con la categoria - in un girone conosciuto per la sua difficoltà - era apparso morbido: tre risultati positivi di fila - un pareggio e due vittorie, di cui una in casa della Viterbese - avevano fatto ben sperare. Poi però ci si è dovuti scontrare con la realtà, tanto che per 8 giornate non sono più arrivati i 3 punti, bensì 5 sconfitte e 3 pareggi. Tornati sulla terra i lucani hanno compreso che la C non perdona e si sono rimessi in carreggiata, andando a collezionare un doppio successo casalingo che li ha proiettati a +2 dai playout e a -4 dai playoff. Vale lo stesso discorso fatto per la Pianese: la media punti permette loro di proiettarsi verso i 44 punti e quindi verso una storica permanenza tra i professionisti, alla prima stagione tra di essi. SI PUO' FARE!

4) MODENA - 11mo nel Girone B con una media di 1.21 punti: per i canarini - ripescati la scorsa estate - il discorso è simile in tutto per tutto a quello già fatto con il Cesena. Il pubblico di fede gialloblù non ha lesinato contestazioni e fischi, Zironelli è salito a più riprese sul banco degli imputati e nonostante i playoff distino solo 2 lunghezze (e gli emiliani abbiano messo tra sé e i playout 4 punti) l'aria che si respira a Modena non è così distesa. Avvio a rilento (un pari e due sconfitte), poi quando sembrava avesse ingranato un altro ko mal digerito, ancora tre turni positivi, una doppia cocente sconfitta tra cui quella interna nel derby con la Reggio Audace. E domenica col Fano i 3 punti in extremis non privi di cori di dissenso da parte della tifoseria. "Non dobbiamo vincere, dobbiamo assestarci" ha ricordato il vicepresidente Morselli, ma l'aritmetica lascia aperte tutte le porte. CREDERCI SEMPRE! 

3) COMO - 12mo nel Girone A con una media di 1.29 punti: qualche settimana fa il nostro inviato di casa lariana Alessio Lamanna aveva avuto modo di scrivere come il Como stesse facendo bene, andando ben oltre gli iniziali propositi di salvezza, ma che proprio l'iniziale basso profilo - senza propositi espliciti di playoff - aveva talvolta indotto la squadra allenata da Banchini ad abbassare la soglia della tensione lasciando così per strada punti preziosi. Ora che gli spareggi promozione sono divenuti un obiettivo da raggiungere - Gandler dixit - inevitabile rapportare tutto in un'altra ottica: attualmente distano un punto, ma dopo averli dichiarati l'undici azzurro ha avuto un calo. Quattro turni senza successi, bensì due sconfitte e due pari interni (tra l'altro in due derby finiti senza reti): insomma se è vero che i lariani valgono più del mantenimento della categoria - e i numeri nel loro complesso sembrano dimostrarlo - devono imprimere una sterzata e tornare ai fasti dei sei risultati utili raccolti prima della flessione negativa. ALTERNE VICENDE

2) BARI - 5o nel Girone C con una media di 1.86 punti: mettiamolo in chiaro da subito: le migliori matricole dell'anno scorso non andavano oltre la media di 1.62 punti (la Vibonese nello specifico). D'altronde fa veramente effetto leggere la parola 'matricola' associata al Bari, ma i problemi vissuti dai Galletti negli ultimi due anni li hanno costretti a ripartire dal basso e risalire solo con le proprie forze verso i palcoscenici dove tutti vorrebbero rivederli. Insomma fosse una matricola qualsiasi saremmo qui a dire che 1.86 è una media da sballo, vuole dire 70 punti sicuri a fine stagione (nella scorsa stagione avrebbe significato terzo posto assicurato). Eppure non viene così spontaneo dirlo per un Bari che sotto la gestione Cornacchini è partito col freno a mano tirato, non convincendo e incappando anche in 2 sconfitte. L'avvento di Vivarini ha fatto ingranare i biancorossi, tanto che ora sono in serie positiva da 9 turni, hanno il secondo miglior rendimento esterno del girone e si sono stabilizzati nei piani alti, hanno il terzo miglior attacco e la seconda miglior difesa. Eppure la Reggina è già lontana 8 lunghezze, ma la strada è quella giusta MATRICOLA A CHI?

1) REGGIO AUDACE - 4a nel Girone B con una media di 1.93 punti: lo abbiamo già messo in chiaro, 1.93 se lo sognavano le protagoniste della scorsa stagione. Ma, come il Bari, la Reggio Audace - nonostante sia una ripescata - non è una matricola qualunque: è una squadra che fino a due anni fa lottava costantemente per la Serie B e che è stata estromessa dalla categoria solo per motivi finanziari, dovendo ripartire dai dilettanti. Con una società alle spalle finalmente solida, ma soprattutto radicata nel territorio, conscia di come la C stia stretta ad una realtà come quella reggiana e che non si vuole precludere alcun obiettivo, la squadra granata si è rilanciata. Una sola sconfitta in stagione - come il Monza, capolista del Girone A, meglio solo ha fatto la Reggina, capolista del C, - secondo miglior attacco, terza miglior difesa, una media punti che lascia presagire un finale di stagione chiuso a quota 73 (l'anno scorso avrebbe significato B diretta): cosa chiedere di più? SI PUO' SOGNARE IN GRANDE!