La riforma parta dal ruolo centrale dei tifosi: basta stadi vuoti! Nuova società e tifo, ma a Foggia niente svolta

La riforma parta dal ruolo centrale dei tifosi: basta stadi vuoti!  Nuova società e tifo, ma a Foggia niente svoltaTMW/TuttoC.com
Oggi alle 00:00Il Punto
di Luca Esposito

Editoriale di oggi che si apre con la curiosità relativa alle spese effettuate in questi mesi dalle sessanta società che compongono l’organico della serie C. Stando ai dati ufficiali pubblicati nelle scorse ore, si evince una netta sproporzione tra il girone settentrionale, quello centrale e quello meridionale che, notoriamente, è il più complicato dal punto di vista tecnico e ambientale. Basti pensare che, soffermandoci sul monte ingaggi e i potenziali premi promozione, il Vicenza sta stracciando il campionato con una spesa di poco superiore ai 5 milioni di euro, mentre al Sud ci sono realtà che hanno investito più di alcuni club di B. Prendiamo l’esempio del Catania: 8 milioni di euro di emolumenti fissi e 6,1 milioni di premi calcolati sui contratti stipulati con ciascun tesserato. Alle spalle degli etnei c’è la Salernitana, anche se nella statistica vengono contemplati anche gli ingaggi di quei calciatori partiti per il ritiro estivo e ceduti successivamente. Non bada a spese nemmeno il Benevento di Vigorito che, a conferma del fatto che “lascerò soltanto quando saremo di nuovo in serie A, il mio obiettivo è vincere e regalare una gioia al popolo giallorosso”, sfiorerà gli undici milioni di euro se chiuderà la stagione al primo posto. Nel raggruppamento centrale non sono mancati gli investimenti di Arezzo e Ravenna, anche la Ternana ha un esborso mensile non indifferente e questo rende onore alla società che, pur dimenandosi tra mille difficoltà, sta garantendo la continuità necessaria dopo un’estate in apnea e nella quale sussisteva il rischio di non arrivare nemmeno a inizio stagione. Ultimo gradino del podio per l’Ospitaletto, con 660mila euro di stipendi lordi complessivi: arrivasse la salvezza, magari senza passare dagli spareggi, avremmo la conferma che a volte le idee, la competenza e la valorizzazione dei giovani contano più del grande nome che fa vendere gli abbonamenti, ma che spesso appesantisce i bilanci senza fare la differenza sul campo. Fatta quest’analisi si riapre il dibattito sulla necessità di incrementare gli introiti per presidenti che, in C, rischiano solo di spendere senza avere un ritorno economico. Con i diritti tv non si va lontano, la stragrande maggioranza degli stadi sono vuoti, gli sponsor scappano visto il periodo di crisi finanziaria a livello nazionale e certo vietare le trasferte non aiuta, visto che realtà come Salerno, Catania, Benevento, Vicenza, Ascoli e Perugia riempirebbero i settori ospiti garantendo sostegno, ma anche denaro fresco nelle casse. Gravina pensa di risolvere i problemi diminuendo promozioni e retrocessioni e trasformando la C in una serie dilettantistica e non professionistica, con un numero inferiore di squadre. 60 sono effettivamente troppe e bisognerebbe stabilire criteri stringenti al momento delle iscrizioni, ma riteniamo che una riforma efficace debba anzitutto basarsi sulla valorizzazione dei vivai, sulle infrastrutture e su un maggior coinvolgimento di quei tifosi che erano – e restano – la componente più importanti. Nel frattempo ci sono realtà che tremano. A Siracusa deve scendere in campo la politica per capire lo stato delle cose e c’è il rischio di avere un’ulteriore penalizzazione.

Ennesimo schiaffo a un gruppo che sta sudando la maglia giocando molto meglio di qualche big. A Trapani Antonini sfida a distanza chiunque, puntando il dito su politica, giornalisti e parte della tifoseria. Intanto il -7 in classifica è confermato e a marzo si deciderà il futuro del club: secondo il patron non esiste il rischio esclusione, lo sperano tutti gli appassionati di calcio visto che si dovrebbe stravolgere la graduatoria ancora una volta a un mese e mezzo dalla conclusione della regular season. Quanto all’aspetto tecnico, a Foggia non si riesce a trovare pace. Il ritorno del pubblico sugli spalti e l’avvento di una nuova società non hanno comportato i risultati sperati, con allenatori che vanno e vengono, l’ennesimo ritorno di Pavone e una squadra che pare soffrire la pressione piuttosto che trarre vantaggio dalla spinta ambientale. A Salerno c’è un dato che preoccupa: 200 biglietti venduti in 24 ore per la gara col Monopoli. Nemmeno ai tempi della D. E mentre alcuni sponsor si tirano indietro “e non investiremo fino a quando ci sarà questa società” e la bandiera Luca Fusco lamenta scarsa attenzione per il settore giovanile, ecco che Raffaele e Faggiano provano a far pace dopo una lite a Cava che avrebbe richiesto un intervento drastico da parte del patron. Decidere di non decidere ha spazientito ulteriormente il pubblico, ormai lo strappo con Iervolino e Milan appare definitivo. Nel girone A prima sconfitta del Vicenza e primo ko di Gallo dopo 58 risultati utili di fila. Onore all’Alcione Milano, una splendida realtà che si sta consolidando sempre di più. Nel raggruppamento B, infine, fuga per l’Arezzo e bel duello Ascoli-Ravenna per il secondo posto. Il Perugia, malgrado l’arrivo di giocatori top a gennaio, continua invece a balbettare mentre Gubbio si gode un Varone in grande spolvero come testimoniato dal bellissimo gol siglato a Pontedera.