MONZA, IL SALE È NELLA...CODA! BARI, UN POKER PER LA B. ARDEMAGNI, IL VICENZA NON PUÒ ESSERE UN RIPIEGO! IL PIACENZA FA GIURISPRUDENZA

09.01.2020 00:00 di Nicolò Schira Twitter:    Vedi letture
MONZA, IL SALE È NELLA...CODA! BARI, UN POKER PER LA B. ARDEMAGNI, IL VICENZA NON PUÒ ESSERE UN RIPIEGO! IL PIACENZA FA GIURISPRUDENZA

Un Matrimonio con colpo di Coda. Gioco di parole vetusto quanto stucchevole, ma sempre efficace. Dopo gli innesti di Rauti (Torino) e Morosini (Sudtirol) ora il Monza vuole piazzare il botto da prima pagina. Un acquisto da urlo per il presente ma sopratutto per la prossima stagione. Un cannoniere da 15-20 gol a stagione anche al piano di sopra, perché l'obiettivo di Silvio Berlusconi è quello di arrivare dove i brianzoli non sono mai stati nella loro storia (Serie A) ed essere solamente di passaggio in B. Massimo Coda, magari in coppia con Alessandro Matri (Brescia), stuzzica la fantasia dell'ad biancorosso Adriano Galliani che nei prossimi giorni vedrà Beppe Galli e Ciro Caruso, ovvero gli agenti del goleador di Cava dei Tirreni. Obiettivo portare immediatamente in Brianza il centravanti in scadenza di contratto a giugno con il Benevento. Il rinnovo con il club di Vigorito è in alto mare, anzi nelle scorse settimane c'è stata una fumata nera. Ecco perché Galliani si è inserito con forza, mettendo sul piatto un contratto fino al 2022 con rinnovo automatico in caso di promozione in B. Praticamente una formalità vista la classifica della squadra di Brocchi. L'ingaggio da 350mila euro netti a stagione più premi verrebbe quasi raddoppiato: il Monza offre, infatti, a Coda uno stipendio da 550mila euro più ricchi bonus che possono incrementare la cifra anche in base alla categoria disputata. Il segnale, l'ennesimo dopo i 500mila euro pagati di cartellino al Sudtirol per Tommaso Morosini, di come a Monza si possa e debba sognare in grande. Tanto che ci viene, spassionatamente, da dare un consiglio agli amici-colleghi Stefano Peduzzi e Matteo Del Bue: preparate un nuovo libro sulla società biancorossa, perché il "Mai stati in A" rischia di diventare un lontano ricordo tra 18 mesi...

Se nel girone A Silvio domina, nel girone C Aurelio prepara la Revolution. De Laurentiis, infatti, è pronto a piazzare quattro grandi colpi per cambiare connotati alla stagione del Bari. La cura Vivarini ha riportato al secondo posto la squadra dopo la deludente prima parte targata Cornacchini, ma per restare in scia all'imbattibile Reggina servono di innesti di categoria superiore. Detto, fatto. Presi il centrocampista Karim Laribi dal Verona (era all'Empoli) e il fantasista Nikola Ninkovic. Quest'ultimo in sinergia con il Napoli: operazione da 1,5 milioni di euro più bonus (prestito con obbligo di riscatto) e contratto fino al 2023 per l'ex Genoa, che arriverà in prestito al San Nicola. Un prestito destinato a prolungarsi per almeno un'altra stagione in caso di promozione. Se non a maggio (difficile a meno di un crollo improvviso della Reggina...), a fine giugno tramite i playoff. L'imperativo di ADL resta uno solo e si chiama Serie B. Ben avviato anche lo scambio Corapi-Kupisz con il Trapani, mentre per l'attacco la coppia Pompilio-Scala lavora a due acquisti di alto livello da aggiungere al tandem Antenucci-Simeri. Per la fascia prenotato D'Orazio, in scadenza a Cosenza e per il quale si cercherà di anticipare l'arrivo già in questa finestra di mercato. 

Passiamo al girone B dove in cima alla classifica c'è il Vicenza, che guarda tutti dall'alto in basso. In estate il diesse Giuseppe Magalini non ha sbagliato una mossa, consegnando a mister Mimmo Di Carlo un organico d'altissimo livello per la categoria. Sul campo il tecnico di Cassino ha tramutato le potenzialità in realtà: un tandem che ha riacceso l'entusiasmo di una piazza reduce da un decennio di cocenti delusioni. Con l'avvento al timone del club di Renzo Rosso la musica è cambiata, ma le concorrenti sono agguerrite. Ecco perché i biancorossi vogliono regalarsi una punta di spessore, la classica ciliegina sulla torta. Magalini prima di Natale aveva incassato il sì di Federico Melchiorri, in uscita dal Perugia. Peccato che poi il patron umbro Santopadre abbia sparato altissimo, chiedendo 600mila euro per il cartellino di un attaccante di spessore ma pur sempre 32enne. Trattativa sfumata e Vicenza che da giorni sta corteggiando Matteo Ardemagni. Intesa di massima trovata con l'Ascoli ma la punta di Miradolo Terme traccheggia, aspettando una chiamata dalla B (contatti con il Frosinone). Il Vicenza però non può essere una seconda scelta, anche a fronte del fatto che è pronto a garantire un contratto fino al 2022 al goleador dal ciuffo biondo platino. Considerato che guadagna 280mila euro netti a stagione più bonus, uno sforzo non indifferente. Ecco perché Rosso e Magalini vogliono gente convinta e motivata di sposare il progetto Vicenza. I biancorossi non possono essere un ripiego nel caso in cui non arrivasse la proposta giusta dalla B. Chi arriva al Menti deve farlo con entusiasmo: lo stesso che hanno saputo trasmettere Magalini e Di Carlo. Altrimenti meglio non perdere tempo...

Il Piacenza Calcio, nella giornata di ieri (mercoledì 8 gennaio), è stato prosciolto dalle Sezioni Unite del Collegio di Garanzia dello Sport presso il CONI con riferimento al procedimento disciplinare nel quale era stato deferito per responsabilità oggettiva a seguito della condotta tenuta dal calciatore Giulio Mulas, tesserato del club nella scorsa stagione sportiva, prima della gara Virtus Entella-Lucchese. La controversia, prima di giungere davanti al Collegio di Garanzia, è stata giudicata sia dal Tribunale Federale Nazionale che dalla Corte Federale d’Appello della Figc ed in entrambi i gradi di giudizio il Piacenza Calcio è stato prosciolto da ogni addebito. Il calciatore Mulas, al contrario, è stato sanzionato dal Tribunale Federale Nazionale, con una squalifica a tempo. In tutti i gradi di giudizio, il club piacentino, assistito dall’Avv. Andrea Scalco del Foro di Vicenza, legale esperto in diritto sportivo, è riuscito a dimostrare la propria totale estraneità alle incolpazioni avanzate dalla Procura Federale.Le decisioni di proscioglimento del club, nonostante la colpevolezza del tesserato, rappresentano una unicità mai accaduta prima nel panorama della giustizia sportiva italiana. La particolarità e l'unicità delle decisioni sta proprio in questo. Prima di queste decisioni quando un tesserato subiva una sanzione in automatico scattava anche la sanzione per la società (anche lieve, ma scattava sempre). In questo caso nonostante la sanzione al tesserato sia il Tribunale Federale Nazionale che la Corte Federale d'Appello Figc sia oggi il Collegio di Garanzia hanno affermato la totale estraneità del Piacenza, che quindi è stato prosciolto. Un proscioglimento che è stato motivato da vari aspetti senza sfociare troppo nell'ambito tecnico-giuridico: il club biancorosso ha adottato ed applicato un modello di organizzazione e controllo ex art. 231/2001, il Mulas ha compiuto la condotta in un momento della vita privata che quindi esula dal controllo della società, l'azione del Mulas non era fatta nell'interesse della società ma contro la stessa. Una sentenza destinata a fare giurisprudenza...