MONZA SEMPRE PIÙ SQUADRA DA BATTERE. ALTRO CHE GIRONE C! RIMINI E VITERBO SITUAZIONI DIVERSE CHE MINANO LA STAGIONE SUL NASCERE

21.08.2019 00:00 di Luca Bargellini Twitter:    Vedi letture
MONZA SEMPRE PIÙ SQUADRA DA BATTERE. ALTRO CHE GIRONE C! RIMINI E VITERBO SITUAZIONI DIVERSE CHE MINANO LA STAGIONE SUL NASCERE

Mentre il campo racconta di squadre già quasi del tutto formate e pronte al via della nuova stagione, le segrete stanze di alcune delle 60 partecipanti al prossimo campionato di Serie C continuano a farsi notare più per la sequela di punti interrogativi che regalano invece che per gli exploit calcistici.

Paradosso Coppa Italia - Andiamo dunque con ordine. Negli ultimi anni la Coppa Italia (non quella dedicata esclusivamente ai club di Serie C) ha dato modo ad alcune società di terza serie di mettersi in mostra su palcoscenici di alto livello. Lo scorso anno furono Novara e Virtus Entella ad arrivare fino agli ottavi di finale. Nel 2017/2018 fu, invece, la volta del Pordenone nello storico incrocio a San Siro contro l'Inter fra club "mai stati in B". Quest'anno il trend è purtroppo cambiato, con l'eliminazione di tutte le società di Lega Pro ancora in gioco nel terzo turno. Dall'Imolese alla Feralpisalò, passando per il SudTirol, fino ad arrivare al Monza.
La squadra di Cristian Brocchi, fra tutte, è stata quella che ha meglio figurato nello scontro impari contro una formazione di Serie A come la Fiorentina di Vincenzo Montella. Il 3-1 finale è, senza dubbio, un risultato bugiardo, quantomeno per l'impegno che i brianzoli hanno fatto vedere sul prato del Franchi. La tenuta mentale di Brighenti&C. è ciò che ha stupito di più del duello contro i viola, che solo nei minuti finali hanno avuto la lucidità di ribaltare il gol iniziale degli ospiti. Una personalità importante, specie se mostrata prima ancora della fine del mese di agosto. Un segnale che il Monza ha dato a tutte le rivali di Serie C. Perché se i riflettori sono tutti puntati sul Girone C, ritenuto il più competitivo, la sensazione crescente è che la squadra più forte sia in realtà nel Girone A.

Dalla Tuscia alla Romagna - Passando dal campo alle "segrete stanze" come scrivevamo poco fa, ecco che le attenzioni si concentrano sull'attualità di Viterbese e Rimini.
Nel Lazio, a meno di una settimana dal via del campionato, infatti, il nuovo numero uno laziale Marco Augusto Romano ha dovuto salutare Antonio Calabro per far spazio al ritorno di Giovanni Lopez, altro tecnico già sotto contratto con il club a partire dalla precedente gestione societaria. Alla base della separazione, come dichiarato dallo stesso ex allenatore del Carpi, ci sono problemi personali: questo però poco importa ai fini del campionato. La realtà dei fatti parla di una squadra che dopo aver vissuto una parte dell'estate in attesa di capire quale sarebbe stato il futuro della società, si trova adesso a dover ripartire da zero sotto una nuova gestione. Non certo il massimo, specie con un mercato ancora da completare e una rosa a cui mancano diversi tasselli importanti.
In Romagna, invece, siamo all'ennesimo capitolo della telenovela per il passaggio di proprietà del Rimini.
Dopo il ritardo nel via del ritiro, la convocazione d'urgenza da parte del Sindaco spazio ad un nuovo ribaltone. Con una nota nella giornata di lunedì Giorgio Grassi e Massimo Nicastro hanno comunicato l'interruzione della trattativa per l'acquisizione della società.
In sintesi un altro passo falso. Ecco allora la necessità di ripartire da capo, non sul campo come a Viterbo, ma nelle stanze dirigenziali. Sempre a meno di una settimana dal via della stagione. Con i ballo possibili nuove cordate, volti già noti alla piazza e non solo. Per un futuro zeppo di punti interrogativi.