NON C’È DUE SENZA TRE: LE PRIME DELLA CLASSE HANNO IL BRACCINO. GIORNI CALDI TRA ESONERI E RITIRI. PAGANESE, CACCIA AI PLAYOUT COL RETROGUSTO DELLA BEFFA

Nasce a Bari il 23.02.1988 e di lì in poi vaga. Laurea in giurisprudenza, titolo di avvocato e dottorato di ricerca: tutto nel cassetto, per scrivere di calcio. Su TuttoMercatoWeb.com
27.03.2019 00:00 di Ivan Cardia   Vedi letture
NON C’È DUE SENZA TRE: LE PRIME DELLA CLASSE HANNO IL BRACCINO. GIORNI CALDI TRA ESONERI E RITIRI. PAGANESE, CACCIA AI PLAYOUT COL RETROGUSTO DELLA BEFFA

Non c’è due senza tre: dopo Pordenone e Juve Stabia, lo certifica il pareggio della Virtus Entella. Quattro gare senza vittoria per i liguri, che negli ultimi 360 minuti hanno segnato soltanto un gol. Ruolino simile (tre pareggi e una sconfitta) per le Vespe, che sono riuscite a dilapidare un vantaggio clamoroso; il Pordenone fra le tre “sorride” dato che in fin dei conti i pareggi consecutivi sono soltanto due. Ci aspettavamo qualche ammazza-campionato, ci avviciniamo al rush finale con tre capoliste che all’improvviso hanno rallentato il passo.

Bene per lo spettacolo, un po’ meno per chi sentiva il successo alla portata di mano. Nel tennis dicasi braccino quando chi vince inizia a colpire con debolezza, come se gli tremasse l’arto appunto: siamo a questo punto della stagione, per le tre primatiste? Pesano la stanchezza e per carità ci sono anche gli avversari, ma da Chiavari a Castellammare, passando per Pordenone, arriva il tempo di affondare il colpo e capitalizzare tre annate fin qui più che positive.

Da chi è primo a chi ha qualche difficoltà: sono giorni di esoneri e novità. A Caserta il binomio in panchina non è durato, arriva Pochesci: fin qui più fumo che arrosto, ha in mano una potenziale fuoriserie che finora ha sbagliato troppe volte la marcia. A San Benedetto via Roselli e torna Magi: di fatto non aveva avuto tempo di allenarla, questa squadra, speriamo per i tifosi della Riviera che sfrutti l’occasione. A Rimini si prova il tutto per tutto con un allenatore come Petrone che fin qui ha quasi sempre fatto bene. Capitolo a parte la Cavese che non cambia certo tecnico ma va in ritiro: mossa strana da leggere, difficile contestare alla squadra la voglia di rifarsi, considerata una rimonta a dir poco straordinaria.

A venti minuti di macchina da Cava de’ Tirreni, c’è una squadra che insegue i playout e vive una situazione potenzialmente beffarda. Parliamo della Paganese, che ha 15 punti di ritardo dal Bisceglie e sulla carta in questo momento retrocederebbe in via diretta. La beffa è nella storia recente e nel raffronto con quanto succede nel Girone A, dove Cuneo e Lucchese potrebbero ancora salvarsi entrambe, nonostante tutto quello che è successo a livello societario in questa stagione. Chiariamoci: siamo fermi al dato ufficiale, cioè alle zero comunicazioni in merito al pagamento della multa da parte delle due società del Girone A, aspettiamo novità in merito. E ancora: sia Cuneo che Lucchese, come dirigenza, allenatore, staff, giocatori, meritano a pieno titolo di centrare la salvezza. Sono storie di sport complicate e il fatto di essere ancora in lotta, contro tutto e contro tutti, è un mezzo miracolo. Però a Pagani c’è chi da anni lamenta i costi troppo altri e poi alla fine li copre comunque. C’è una società che fa i salti mortali per far quadrare i bilanci, negli ultimi due anni ha preso zero punti di penalizzazione e nell’ultimo quinquennio ne ha presi due in totale, una rarità in terza serie. Per quanto sia il campo a decidere, e sul campo di errori ne abbia commessi quest’anno, sarebbe davvero beffardo se dovesse retrocedere chi ha fatto i compiti a casa e non chi se li è fatti mangiare dal cane.