NUOVO CAOS IN SERIE C, IL CAMPIONATO A NUMERO VARIABILE. LA STAGIONE ZERO NON SI CONTA?

Le vittorie giudiziarie di Bisceglie e Audace Cerignola rimettono in discussione l'organico del prossimo campionato. Attesa per le motivazioni.
24.07.2019 01:50 di Ivan Cardia   Vedi letture
NUOVO CAOS IN SERIE C, IL CAMPIONATO A NUMERO VARIABILE. LA STAGIONE ZERO NON SI CONTA?

Alla faccia di chi temeva che le squadre del prossimo campionato di Serie C fossero poche. In un attimo, da 59 sono diventate 61. Anche se dalla Lega Pro professano tranquillità: “Siamo a 60 squadre e siamo contenti”. La premessa: le righe che seguiranno potranno diventare più o meno attuali nel corso della giornata, perché la pubblicazione delle motivazioni da parte del Collegio di Garanzia CONI sarà determinante per capire quel che succederà. E in qualche modo è l’ultima occasione di dipanare la matassa prima che qualcuno si faccia male. I fatti: ieri, nel tardo pomeriggio, Bisceglie e Audace Cerignola hanno vinto i rispettivi ricorsi. L’una per la riammissione in Serie C, l’altra per il ripescaggio. Entrambe erano state bocciate per questioni relative alla regolarità dei rispettivi stadi, entrambe hanno visto ribaltati i verdetti di FIGC e Lega Pro. Giocheranno entrambe in C? Può darsi, ma è ancora presto per dirlo. O magari tardi: tra poche ore saranno presentati i calendari della prossima stagione. X e Y sono vecchie conoscenze, in fin dei conti.

Aspettiamo le motivazioni, appunto. E non è solo la classica cautela che si professa in questi casi. I dispositivi delle due decisioni sono infatti leggermente diversi. Nel caso di Bisceglie, il ricorso è stato accolto de plano, senza ulteriori precisazioni: fra tutti, i neroazzurrostellati dovrebbero essere tranquilli della prossima partecipazione alla terza serie, e infatti a breve daranno il via alle danze sul mercato. Per quanto riguarda il Cerignola, invece, è aggiunta la precisazione “nei sensi di cui in motivazione”. In via Jacopo da Diacceto (per chi non lo sapesse, la sede della Lega Pro) si interrogano sul possibile significato di questa premessa, e su come possa incidere sulle decisioni che inevitabilmente andranno prese. E che saranno impopolari.

A Bisceglie e Cerignola festeggiano, a Pagani si preoccupano. In effetti, la situazione è tutto fuorché chiara, o tranquillizzante. E per non passare da cialtroni non proviamo neanche a dire con certezza cosa succederà, ma mettiamo sul tavolo le ipotesi più disparate. Il Bisceglie può andare a prendere il posto della Paganese come terza riammessa, essendo arrivato sopra ai campani nella classifica dell’ultimo campionato. Viceversa, le riammesse potrebbero essere quattro e le ripescate due (in teoria no, ma): a quel punto, il Cerignola sarebbe davanti al Modena e soprattutto alla Reggiana nella graduatoria. Da ultimo, il prossimo campionato si potrebbe giocare a 61 squadre, anche se questa come detto è l’unica ipotesi esplicitamente già scartata dai vertici della Lega Pro.

Comunque vada, sarà un pasticciaccio. E non lo diciamo soltanto perché da queste parti ci piace citare Gadda. L’esclusione di una società già riammessa (Paganese) o ripescata (Reggiana) aprirebbe inevitabilmente una nuova battaglia legale, considerato che, chi più chi meno, tutte le squadre di C hanno già iniziato a muoversi sul mercato e dunque riceverebbero un danno non indifferente da una “retrocessione”. Senza considerare la disillusione dei tifosi, che in questo gioco restano sempre le vittime. Logica avrebbe voluto, dice qualcuno, che si procedesse a riammissioni e ripescaggi con riserva. In verità, la riserva è implicita nel fatto che contro quelle decisioni sia possibile proporre ricorso, per quanto alle società interessate sia davvero difficile rimproverare l’essersi affidate alla decisione del Consiglio Federale. Shit happens, direbbero gli americani con espressione non troppo forbita. Logica vorrebbe, per il futuro, che si intervenisse già da ora escludendo società che al momento danno poche certezze sul futuro: fuor di metafora, è inevitabile pensare all’ingarbugliata situazione dell’Avellino. Però, a prescindere da quel che succederà con la società irpina (vista la storia e la piazza, crediamo comunque impossibile che nessuno si faccia avanti per salvare i lupi), è una strada tecnicamente impossibile da percorrere.

Saranno 60 o 61? Ci sarà il Cerignola, ci sarà la Paganese? Sono le domande a cui non sappiamo rispondere, almeno per ora. Perché tutto passa da una variabile sconosciuta a tutti tranne che ai giudici del Collegio di Garanzia (le motivazioni della sentenza). Quel che è certo è che ci risiamo, un anno dopo: che per certi aspetti noi cronisti ci divertiamo anche con queste vicende, ma sappiamo benissimo che i tifosi si divertano molto meno. E diventa difficile, per quanto da un punto di vista oggettivo le responsabilità della Lega Pro e della FIGC siano davvero minime (magari a livello comunicativo si poteva e si può fare meglio), raccontare a questi tifosi che un giorno la loro squadra è in C e il giorno dopo potrebbe ritrovarsi in D, con tutto quello che ne consegue. Ci risiamo, ancora per poco o forse no. Anche nella stagione considerata quella zero da cui ripartire per il futuro. Ah già, la stagione zero non si conta.