Pro Vercelli, ogni Casella al suo posto. Il Renate non è un miracolo! Mantova, quando un pareggio vale una vittoria. 4 giocatori in fuga da Livorno? Cresce il partito di chi vorrebbe fermare la Serie C...

19.11.2020 00:00 di Nicolò Schira Twitter:    Vedi letture
Pro Vercelli, ogni Casella al suo posto. Il Renate non è un miracolo! Mantova, quando un pareggio vale una vittoria. 4 giocatori in fuga da Livorno? Cresce il partito di chi vorrebbe fermare la Serie C...
TMW/TuttoC.com

Non chiamatelo più miracolo o neppure favola. Il Renate da anni è una solida realtà, per parafrase un noto spot televisivo. Progetti e idee chiare. Parole troppo abusate nel nostro calcio da suonare sinistramente false ormai ogniqualvolta vengono pronunciate. Eppure qualche eccezione c’è. Bisogna recarsi in Brianza tra Renate e Meda (dove le Pantere nerazzurre giocano le gare casalinghe) per ammirare una delle realtà più affascinanti del nostro calcio. Quella del Renate appunto. Da due lustri presenza fissa ai nastri di partenza della terza serie con ormai svariate partecipazioni ai playoff. Tornei non da semplice comparsa, bensì da mina vagante. Merito della passione del patron Luigi Sperafico, uno che avrebbe la forza economica di veleggiare anche in categorie superiori. Tanto da non essere ricorso alla cassa integrazione e aver pagato tutti gli stipendi a dipendenti e tesserati durante il lockdown. Tra i pochi ad averlo fatto nel calcio italiano, vale la pena sottolinearlo a queste latitudini dove abbondano fallimenti e penalizzazioni ogni stagione. A dimostrazione di come le possibilità di grandeur ci sarebbero, eppure Sperafico ha sempre privilegiato la sana politica dei piccoli passi. Un crescendo anno dopo anno in cui i meriti principali vanno attribuiti al comun denominatore di questo ciclo: il direttore generale Massimo Crippa, manager competenza e lungimiranza come testimoniano i tanti ragazzi lanciati e rilanciati negli anni. Crippa ha sempre saputo scegliere bene i suoi collaboratori, a partire dai diesse (Abbate, Andrissi, Magoni e oggi Obbedio), aprendo canali privilegiati con realtà di A come Parma, Torino e Inter. Da calciatore è stato un centrocampista di alto livello, tanto da vincere lo scudetto 1990 da protagonista nel Napoli di un certo Diego Armando Maradona. Nella sua Brianza Crippa (nativo di Seregno) ha trovato il suo locus amenus, la sua Itaca. Capolavori calcistici in serie senza spendere granché e con un monte-ingaggi tra i più bassi della categoria. Tra i difetti in un'epoca in cui domina l'esserci e l'apparire il suo essere un po' orso mediaticamente. A microfoni spenti, infatti, brilla per simpatia e preparazione, ma da anni rimane riottoso alle interviste (si contano sulle dita delle mani) e allergico alle apparizioni televisive. Tante volte in passato con educazione ha sempre rimbalzato gli inviti in trasmissione: "Fate venire il presidente o il mister, se non possono vi faccio mandare un giocatore. Io verrò un'altra volta..." il suo mantra. Anche quest'estate, come al solito, ha piazzato i suoi colpetti. Dal giovane portiere Gemello all’esperto centrale Silva fino a Giovinco, che a suon di gol insieme a bomber Galuppini sta facendo galoppare le Pantere e per i quali si stanno già accendendo sirene di mercato. Il tutto affidato a un allenatore ormai pronto per palcoscenici più importanti come Aimo Diana, un'altra delle intuizioni vincenti di Crippa che meriterebbe la B da anni. E invece ha fatto una scelta di vita restando a Renate e dicendo no ai corteggiatori. Sarebbe bello se ci arrivasse con la sua creatura. Perché si scrive Renate, ma si legge progetto. E nel calcio di oggi è tutt’altro che scontato.  

In vetta al girone A di Serie C a guardare tutti dall’alto in basso c’è la Pro Vercelli. Un giocattolo che funziona alla perfezione. Spese contenute con un occhio al minutaggio (piemontesi sono nella Top10 delle squadre dall’età media più bassa). Il trasloco da Gozzano ha ridato slancio e stimoli al dg Alex Casella, sempre ben coadiuvato dal suo braccio destro Francesco Musumeci. L’avvocato piemontese (gestisce uno studio a Borgosesia) prima ha curato la trattativa per l’acquisizione del club da Secondo e poi ha riprodotto in scala vercellese i successi di Gozzano, portato dall’Eccellenza alla Lega Pro dopo una militanza decennale da giocatore e capitano. Sul mercato poi ha puntato sulla fame di rinvincita di talentini ancora inesplosi come Zerbin (lanciato 17enne in D proprio da Casella...) e Borello, mantenendo lo zoccolo duro della scorsa stagione (Masi, Carosso, Graziano, Emmanuello, Della Morte, Rolando) più Comi. Uno che se sta bene fisicamente ed è mentalizzato sulla categoria non centra nulla con la C. E lo sta dimostrando con gol pesanti e leadership tecnica alla Ibra. Insomma, il primato delle Bianche Casacche (con una gara in meno...) non è affatto casuale, anzi tutto gira a meraviglia. L’appetito vien mangiando e a gennaio Casella può sfruttare i canali privilegiati con Napoli e Crotone per ottenere qualche altro rinforzo. In un girone senza padroni e nel quale si può sognare in grande, non vanno lesinati sforzi. Puntando a riconquistare quella B che la Pro ha vissuto da protagonista negli ultimi anni e che, invece, Casella ha solo assaggiato a Carpi per un semestre. Un’impresa che può diventare possibile...

La Lega Pro e tutta la categoria devono essere un veicolo sociale per aiutare chi soffre ed è meno fortunato. La mission viene costantemente portata avanti dagli uffici di Jacopo D'Acceto dal lavoro di Gaia Simonetti, che ogni settimana orchestra lodevoli iniziative benefiche e umanitarie. Stavolta però un plauso particolare lo merita uno dei 59 club della terza serie, ovvero il Mantova di Maurizio Setti (purtroppo alle prese col Covid-19 e al quale mandiamo gli auguri di pronta guarigione) che ha patrocinato insieme al giornalista Paolo Brosio l'iniziativa "Mattone del cuore" volta a raccogliere 500mila euro per la costruzione di un ospedale in zona lacerata dalle tensioni etnico-religiose come la cittadina di Citluk, comune di cui fa parte anche Medjugorje. Il tutto mettendo all'asta le maglie dalla squadra biancorossa, il cui ricavato verrà destinato appunto a questa iniziativa umanitaria. Sul campo è arrivato un pareggio per 0-0, ma fuori dal rettangolo verde il Mantova ha vinto la sua partita. Quella della vita. Un messaggio splendido in un momento complicato. Chapeau!

Veniamo ora alle note dolenti delle categoria. Acque sempre agitate in quel di Livorno, tanto che ieri pure il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli si è detto preoccupato per le sorti della formazione amaranto. Da registrare nel frattempo la messa in mora della società da parte di 4 calciatori, nella fattispecie Murilo, Agazzi, Porcino e Parisi che potrebbero svincolarsi dalla compagine toscana poiché non sarebbero stati rispettati gli accordi relativi al pagamento degli stipendi. Sulla vicenda il presidente Giorgio Haller ha precisato che nella giornata di oggi sarebbe stato tutto risolto, punzecchiando l'ex patron Aldo Spinelli (detiene ancora il 10% delle quote) per il suo assenteismo. Vigileremo con attenzione. In attesa del possibile aumento di capitale previsto per domani...

Ps Sempre più club di Serie C vorrebbero sospendere il campionato per un mese (dicembre) stile Serie D. In modo da tamponare l’emergenza Covid19 e recuperare le tante gare rinviare. La stagione finirebbe a giugno inoltrato. Sarà davvero possibile? Intanto le conference call tra presidenti proseguono. Un movimento che ha già attecchito tra i proseliti oltre il 25% della categoria. Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni...